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Oracle, i Big Data sono un'opportunità per le imprese

Nel corso della tappa romana del Big Data and Extreme Analytic Summit, Oracle ha sottolineato che le aziende capaci di gestire adeguatamente il fenomeno dei Big Data potranno aumentare il loro vantaggio competitivo. Oracle Big Data Appliance è tra le soluzioni rese disponibili di recente da Oracle per aiutare le imprese a organizzare i Big Data nel contesto dei dati enterprise, traendo valore da essi.

Lorenza Peschiera

Le aziende che sapranno gestire adeguatamente il fenomeno dei Big Data potranno cogliere nuove opportunità di business, migliorare l'efficacia delle proprie campagne pubblicitarie e aumentare il proprio vantaggio competitivo. Questo, in estrema sintesi, è il messaggio lanciato da Oracle nel corso della tappa romana del Big Data and Extreme Analytic Summit, evento organizzato dalla società in collaborazione con Intel, per aiutare le imprese a cogliere meglio le opportunità rappresentata dai Big Data.
Social media, sensori digitoracle-1.jpgali e device portatili, generano enormi volumi di dati, che spesso costituiscono fonti di informazione preziose sui comportamenti dei clienti e sulle loro attività. Questo ‘tesoro nascosto', spesso, non è adeguatamente valorizzato, perché i dati non sono accessibili o integrati nel datawharehouse e nelle applicazioni di Business Intelligence aziendali.
Come spiega il McKinsey Global Institute, il volume dei dati sta crescendo del 40% per anno, e crescerà a cifre ancora più elevate entro il 2020. Il fenomeno ‘Big Data', tuttavia, si contraddistingue non solo per il volume, ma anche per altri aspetti: le correnti di dati, provenienti per esempio dai social media, si caratterizzano anche per la loro velocità, in costante crescita. Altro elemento significativo è costituito dalla varietà: lo sviluppo di nuovi servizi, nuovi sensori digitali, di nuove campagne di marketing punta spesso sul cambiamento e su nuovi tipi di dati, utili ad attrarre i clienti e a catturare nuovi tipi di informazioni. Infine, c'è l'elemento del valore. I dati non tradizionali nascondono spesso informazioni utili al loro interno: per questo è importante identificare cosa è significativo e analizzabile.
La diminuzione dei costi in ambito storage e computing ha reso più semplice raccogliere questi dati. Di conseguenza, sempre più aziende stanno cercando di includere dati non tradizionali potenzialmente di valore elevato nelle loro analisi di Business Intelligence, insieme ai tradizionali dati enterprise. Per sviluppare reale valore di business dai Big Data, sono necessari tool adeguati ad acquisire, immagazzinare e organizzare dati provenienti da differenti fonti, e analizzarli con facilità, entro il contesto di tutti i dati aziendali per prendere decisioni strategiche.Per questo, l'impegno di Oracle si è indirizzato verso la realizzazione di un portafoglio prodotti in grado di aiutare gli utenti ad acquisire e organizzare questi diversi tipi di dati e ad analizzarli accanto ai dati esistenti, per trovare nuove idee e trarre vantaggio dalle relazioni nascoste.
"I Big Data rappresentano un grande elemento di cambiamento nel modo in cui i dati possono essere usati", ha affermato Zavier Verhaeghe, vice president Emerging Technologies, Oracle Emea, nell'introdurre l'evento. "In questo scenario Oracle vuole aiutare le aziende a trovare valore all'interno della grande quantità di dati con cui hanno a che fare".
[tit: La risposta di Oracle al problema Big Data]
Tra le soluzioni rese disponibili da Oracle, sin dai primi mesi del 2012,  pensate per aiutare i clienti ad acquisire, organizzare i Big Data nel contesto dei dati enterprise e trarre valore da essi, rientra Oracle Big Data Appliance, sistema ingegnerizzato software e hardware che ha l'obiettivo di aiutare i clienti a eseguire rapidamente il provisioning di un sistema per gestire enormi quantità di dati, organizzare meglio i Big Data in Hadoop e usare R sulle fonti di dati grezzi, controllare i costi IT reintegrando tutti i componenti hardware e software in un'unica soluzione per i Big Data complementare ai datawarehouse già esistenti in azienda. Oracle Big Data Appliance comprende Cloudera Distribution Including Apache Hadoop, distribuzione di Hadoop in ambienti commerciali e non commerciali, Claudera Manager, applicazione per la gestione end-to-end di Apache Hadoop e una distribuzione open source di R. Basato su Oracle Linux, il sistema si avvale anche di Oracle HotSpot Java Virtual Machine e di Oracle NoSQL Database Community Edition, database ‘key-value' distribuito, progettato per gestire enormi quantità di dati. oracle-2.jpgCapace di scalare orizzontalmente con centinaia di nodi ad alta disponibilità, questa ultima soluzione punta a garantire livelli prevedibili di throughput e latenza, richiedendo attività di amministrazione minime.
Disponibile è anche Oracle Big Data Connectors, software che aiuta i clienti a integrare i dati residenti all'interno di Hadoop e Oracle NoSQL Database con Oracle Database 11g.
Grazie a Oracle Big Data Appliance e al software Oracle Big Data Connectors, insieme a Oracle Exadata Database Machine, Oracle Exalogic Elastic Cloud e Oracle Exalytic In-Memory Machine, sistema che riunisce hardware e software dedicati alla Business Intelligence in-memory, presentato nel febbraio scorso, Oracle ha l'obiettivo di rendere disponibili ai clienti tutto quello di cui hanno bisogno per acquisire, organizzare e analizzare i Big Data nel contesto enterprise.
"L'approccio di Oracle ai Big Data – ha commentato William Hardie, vice president database product marketing di Oracle – punta a rendere più facile per i clienti la possibilità di ottimizzare gli investimenti in data base, applicazioni di Business Intelligence e, in definitiva, la gestione dei Big Data".
[tit:Un'opportunità anche per le aziende italiane] 
Anche sul territorio italiano, come ha raccontato Flavio Venturini, senior sales director Business Intelligence Italia di Oracle, c'è interesse per la tematica dei Big Data, sia da parte dei business partner, sia da parte dei clienti.
"La sfida più grossa è di tipo culturale", ha detto Venturini. Si tratta di capire che i dati esterni sono importanti quanto quelli tradizionali, che quello che i clienti dicono al di fuori dei canali ufficiali è, in molti casi, addirittura più importante. 
Le aziende stanno facendo sempre più propria questa mentalità. "C'è molta attenzione, sul mercato italiano, per il tema dei Big Data, soprattutto in area retail, mentre l'interesse è più basso in area Telco", ha detto Venturini. Anche le case automobilistiche sono attratte dal tema Big Data; stanno puntando, tra l'altro, su attività di Sentiment Analysis per percepire qual è il punto di vista dei clienti in rapporto a specifici progetti.
Integrare i Big Data a sistemi di Business Intelligence può essere strategico anche in ambito PA; i comuni delle città italiane possono, per esempio, valorizzare i dati per rendere disponibili ai cittadini informazioni sulla viabilità e sulla disponibilità dei parcheggi.   
"C'è anche un ulteriore aspetto da considerare, accanto ai citati velocità, varietà e valore, quello della
vulnerabilità", ha precisato Venturini. "Le soluzioni per la gestione dei Big Data devono puntare anche sulla sicurezza; Oracle dà grande importanza anche a questo aspetto".
[tit:Alcuni esempi concreti]
Ma come, in concreto, possono essere valorizzati i Big Data ? In ambito sanitario, possono essere strategici per la gestione delle informazioni su pazienti con patologie croniche; dispositivi di monitoraggio ‘in home' possono essere utili a controllare lo stato di salute delle persone inviandole in ospedale, riducendo le visite e i ricoveri.  
Nel settore manifatturiero esistono aziende che sviluppano sensori nei loro prodotti per acquisire informazioni sul loro uso da parte degli utenti e migliorarne le caratteristiche.
La proliferazione di smartphone e  dispositivi Gps offre un'opportunità per indirizzare i consumatori verso una meta strategica in termini di business, quando sono in prossimità di negozi, bar e ristoranti.
Informazioni provenienti da social media e dai blog dei siti di e-commerce possono aiutare i retailer a capire quali sono i prodotti meno acquistati e perché; possono renderli in grado di realizzare segmentazioni sempre più raffinate, utili a gestire meglio le campagne di marketing e migliorare l'efficienza in ambito supply chain.
Infine, i siti di social media, come Facebook e LinkedIn, non potrebbero esistere senza i Big Data. Questi strumenti, infatti, richiedono un'esperienza personalizzata sul Web, che può essere  sviluppata solo valorizzando tutti i dati disponibili relativi all'utente.         


Pubblicato il: 26/04/2012

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