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Microsoft System Center 2012, semplificazione per abbracciare il private cloud

La piattaforma di gestione dell'infrastruttura avvicina le imprese al cloud computing, facilitando la creazione di private cloud. Luca Venturelli, direttore Divisione Server & Cloud di Microsoft Italia, illustra le principali novità.

Barbara Torresani

Alla base della nuova soluzione Microsoft System Center 2012 di gestione delle infrastrutture, lanciata a livello mondiale nei giorni scorsi, vi è un concetto di semplificazione spinta che rende la soluzione particolarmente adatta alla creazione di ambienti cloud privati.
Oggi, infatti, Microsoft System Center 2012 integra in un'unica soluzione otto moduli principali, fino ad ora separati, per ottimizzare l'installazione e ridurre i tempi di messa in esercizio. I clienti hanno a disposizione un unico entry point per accedere ai singoli moduli o alla soluzione nella sua totalità. 
La  semplificazione riguarda anche il licensing. Anche il numero di versioni del prodotto è stato semplificato mentre prima vi erano molte varianti di licensing che complicavano la scelta. Oggi i clienti possono scegliere tra due edizioni -  Standard e Datacenter - sulla base delle proprie esigenze di virtualizzazione.
L'edizione Data Center aderisce alle necessità di aziende che puntano dritto al private cloud, caratterizzate da ambienti infrastrutturali centralizzati e altamente virtualizzati. La versione Standard, invece, ben si adatta a realtà in cui le infrastrutture con un basso numero di macchine virtuali per server, ma più distribuite. Nella sostanza però il prodotto è lo stesso, tanto che per i partner non c'è nessuna differenza nel conseguire e gestire le competenze di un prodotto rispetto all'altro.
"Il lavoro compiuto su System Center 2012 in termini di semplificazione permette a Microsoft di passare un messaggio molto diretto al mercato, semplice e comprensibile sul tema della gestione delle infrastrutture e porta ogni cliente interessato al percorso del private cloud in una prospettiva diversa dal passato," sottolinea Luca Venturelli,  direttore della Divisione Server & Cloud di Microsoft Italia.
microsoft-system-center-2012-semplificazione-per-a-1.jpgNato una quindicina di anni fa come strumento di gestione dell'infrastruttura, l'evoluzione verso cui System Center si è mosso negli ultimi anni risponde a una richiesta del mercato secondo cui le tecnologie di management e quelle di virtualizzazione devono convergere in  un'unica piattaforma più semplice e flessibile per consentire alle aziende di adattare le infrastrutture aziendali alle istanze del business in modo sempre più dinamico. "E la virtualizzazione, per quanto tecnologia abilitante e di fondamentale importanza, da sola non è sufficiente per gestire al meglio le infrastrutture - spiega Luca Venturelli. Se da una parte, infatti, consente di semplificare e consolidare e quindi di ridurre i costi e creare più efficienza, dall'altra crea complessità e quindi deve necessariamente abbinarsi a strumenti di management capaci di allocare risorse in modo dinamico su macchine fisiche e virtuali. E System Center 2012 si presenta non solo come piattaforma di management che combina la gestione dell'ambiente fisico con quella dell'ambiente virtuale, degli ambienti Microsoft ma anche di quelli Unix e Linux, del virtualizzatore Microsoft ma anche di quelli di Vmware e Citrix, ma, soprattutto, si pone come unificatore delle esigenze allargate di gestione delle infrastrutture di private cloud, virtualizzate e automatizzate".
Così concepito System Center 2012, va a sfatare un percepito diffuso che lo identifica, solo e unicamente, come un sistema di gestione degli ambienti Microsoft.
Oltre a fornire una visione unificata di virtualizzazione e di management, System Center 2012 pone poi una forte focalizzazione sulla sull'applicazione: "Non basta, infatti, avere una visione unificata dell'infrastruttura, per i clienti è importante capire ciò che succede alle applicazioni presenti nell'infrastruttura stessa. Una capacità di cui System Center 2012 è dotata: quella di capire lo stato di salute dell'applicazione, e, nel caso di problemi, quella di intervenire e risolverli".
[tit:Le peculiarità della piattaforma non si esauriscono qui]
Con System Center 2012 Microsoft infatti getta un ponte verso il concetto di cloud ibrido, consentendo il collegamento e la comunicazione  tra un private cloud e un pubblic coud: "Già oggi con la soluzione un cliente può gestire le applicazioni di cloud privato e quelle sul cloud pubblico di Microsoft come Windows Azure, ma non solo; il tutto dalla stessa interfaccia attraverso un unico pannello di controllo". In sostanza il prodotto solleva il dipartimento IT dal problema di dover utilizzare differenti strumenti, in più delle volte non integrati, per capire cosa succede nelle applicazioni presenti sia nel cloud pubblico (non solo Microsoft) che in quello privato.  
Anche nel modello di princing la piattaforma Microsoft differisce da quella dei principali competitor in quanto non è legato al numero di macchine virtuali che si creano/utilizzano ma al numero di server (processori). Poiché la licenza di System Center 2012 Datacenter copre un numero illimitato di macchine virtuali, i clienti possono quindi far crescere il loro private cloud senza i costi aggiuntivi di licenze necessarie alla virtualizzazione della propria infrastruttura e delle proprie applicazioni.  "E' una sorta di menù a prezzo fisso, nel senso che una volta acquistate le licenze si può virtualizzare quanto si vuole, per consentire alle aziende di fare più efficienza, consolidando e utillizzando meno hardware", sottliea Venturelli. 

[tit:Clienti, partner e mercato competitivo]
Se tra le aziende clienti che a livello mondiale già utilizzano System Center 2012 per costruire e mettere in esercizio private cloud Microsoft annovera nomi come Lufthansa Systems, T. Rowe Price e Unilever, anche l'Italia vanta clienti (delle versioni precedenti di System Center) che sono grandi aziende ma anche anche realtà di taglio medio, come Comune di Napoli, Coopsette, Universo Sport, Cucine Lube, Umbra Acque, Gima, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Provincia di Rimini e Goglio.
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System Center 2012 soddisfa infatti le necessità di aziende sia di grandi e medie dimensioni sia di quelle di piccole dimensioni, che puntano a una gestione efficiente dell'infrastruttura e ragionano in ottica di private cloud. E proprio sulle aziende di piccole e medie dimensioni che  il lavoro dei partner diventa fondamentale: su di loro Microsoft fa leva per avvicinare le aziende al private cloud e per loro ha sviluppato una serie di iniziative e programmi specifici.
Uno scenario quello del cloud computing, nella dimensione 'privata', destinato a rafforzarsi ulteriormente quando nel corso di quest'anno Microsoft lancerà  la versione 8 di Windows Server (una preview è stata già data all'evento Build lo scorso settembre), che contiene numerose innovazioni a partire dal  motore di virtualizzazione.
Guardando al fronte competitivo Venturelli insiste nel dire che la partita non si gioca sul campo della virtualizzazione – "il virtualizzatore è una commodity e Microsoft è comunque l'unica reale alternativa a Vmware: cresce a doppia cifra in quel mercato" - ma si spinge oltre verso una visione più ampia di capacità di gestione dell'azienda nelle sue molteplici necessità: ambienti fisici, virtuali, automatizzati, multipiattaforma..."Microsoft ha la presuzione di conoscere a fondo il paradigma del cloud computing; è un provider di cloud completo. Ogni giorno, attraverso i propri strumenti quali Hotmail e Msn solo per citarne alcuni, eroga servizi a milioni di utenti; vanta quindi l'esperienza di come costruire infrastrutture che erogano servizi di cloud computing su scala mondiale". E continua: "Nei data center Microsoft vi sono molte competenze che poi vengono riversate nei prodotti che la società porta sul mercato. Per esempio, Azure ha costituito il laboratorio sul quale sono state costruite le nuove funzionalità di System Center 2012 e quelle del nuovo Windows Server 8. Penso che sia una peculiarità che poche aziende possono fornire. Aziende come Google e Amazon hanno strumenti potenti di cloud pubbliche; Microsoft invece offre cloud pubblico e strumenti per realizzare cloud privati. E' l'unico player che ha entrambe le capacità".
E l'ultima battuta è sull'orientamento delle aziende verso il private o il pubblic cloud:"Sul mercato notiamo due tendenze che vanno in direzioni diametralmente opposte. Le grandi e le medie aziende che hanno già effettuato pesanti investimenti nelle infrastrutture IT tendono ad andare dapprima verso il private cloud interno al fine di raggiungere livelli di efficienza tali da spostare poi alcune applicazioni sul pubblic cloud in un disegno di cloud ibrido. Per contro, le piccole realtà come le start up che non dispongono di un'infrastruttura IT vedono nel cloud pubblico una grandissima opportunità per fare ciò che non avrebbero mai potuto realizzare al proprio interno".
Pubblicato il: 26/01/2012

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