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Ibm, il software è il motore del cambiamento

Paolo degl'Innocenti, dallo scorso luglio VP Software Group di Ibm Italia, dà un quadro d'insieme dell'universo software, destinato a essere un elemento sempre più cruciale nella strategia societaria. Restano solidi i brand tradizionali, quali Db2, WebSphere e Tivoli. Crescono focalizzazione e investimenti su Business Analytics, Social Business e Smarter Commerce.

Barbara Torresani

Per Paolo Degl'Innocenti, un nome noto nell'ambito System & Technology Group di Ibm Italia, il viaggio nel Software Group di Ibm Italia nel ruolo di Vice President è iniziato lo scorso luglio. E' una sfida importante quella che vede impegnato il manager, che ha voluto raccontare in un incontro con la stampa, condividendo alcuni appunti di viaggio relativi al presente e delinando le linee guida del prossimo futuro.
"Il software è al centro del programma di cambiamento aziendale, il  motore della trasformazione Ibm", esordisce.
ibm-il-software-e-il-motore-del-cambiamento-1.jpgI numeri ne sono la testimonianza. Dal 2001 al 2010 la componente software è triplicata in valore assoluto. Nel 2001 incideva sugli utili per circa il 25%, nel 2010 per il 44% e l'obiettivo è di arrivare al 50% nel 2015. E' un imperativo dettato da Sam Palmisano, il Ceo in persona.
Il software è un asset aziendale che si colloca in un disegno di innovazione. Conta 80 laboratori nel mondo, di cui uno proprio in Italia a Roma (il laboratorio Tivoli, centro d'eccellenza riconosciuto a livello mondiale). Circa 65 mila dipendenti (1.000 in Italia) di cui 35 mila sviluppatori.
Un componente ‘core' che si è affermata nel tempo grazie a un modello di crescita che combina abilmente investimenti interni in sviluppo dell'offerta e investimenti esterni in attività di acquisizione di aziende."Negli ultimi cinque anni Ibm ha investito in R&D circa 30 miliardi di dollari, di cui il 53% in software; nel periodo tra il 2011 e il 2015 tali investimenti beneficeranno di un ulteroriore quota di 35 miliardi di dollari". E in parallelo proseguirà la strategia di acquisizioni al fine di arricchire il portafoglio con un time to market allineato allo sviluppo interno."Da inizio 2010 Ibm ha effettuato 116 acquisizioni, di cui 3/4 solo nel software. Negli ultimi mesi ne sono state fatte 16 – solo alcuni nomi: Netezza nell'ambito del datawarehouse, Unica e Coremetrics nel'innovativo contesto dell'Enterprise Market Manager, e BigFix per la gestione dell'end point - e dallo scorso luglio ad oggi ha concluso altre tre operazioni in due ambiti strategici: nell'Analitycs si collocano le acquisizioni di Algoritimics per la gestione del rischio, i2 per la gestione e protezione delle frodi e nella Sicurezza quella di Q1Labs".
In particolare, l'area della Sicurezza ha assunto una tale valenza all'interno della compagine software da diventare un brand a sé (Ibm Security Systems) - al pari di prodotti quali Websphere (Middlware) e Tivoli (System Mangement) a partire dal 1 gennaio 2012 – con l'obiettivo di uniformare e raccogliere sotto un unico cappello soluzioni software, skill, attività pre-sales e post-sales in un disegno olistico.
Un mix di crescita endogena ed esogena che ha consentito a Ibm nel tempo di guadagnarsi la leadership in molti comparti del software a partire dal middleware con la piattaforma WebSphere, per passare alla Soa, all'integrazione B2b al software per il social business ma anche a distinguersi nell'emergente ambito dell'Enteprise Market Management.
Sono ancora i numeri a parlare. Nei primi 9 mesi la divisione software è cresciuta del 12% a livello mondiale, nel terzo trimestre del 13%. Un quadro che non può che dare forza e ottimismo nel guardare al futuro, pur in un contesto di mercato globale non brillante. Lo sa bene Degl'Innocenti: "Siamo realisti e abbiamo i piedi saldi a terra, ma guardiamo al futuro partendo dall'ottimismo che ci viene dal fatto di essere numeri uno nel mercato globale".
Veniamo quindi al futuro. Degl'Innocenti parte da tre studi di mercato (uno di Gartner presentato al recente Symposium a Barcellona e due di Ibm, di cui uno condotto su un panel di 4000 esperti di settore It e l'altro incentrato sulle priorità del Cmo- Chief Marketing Officer) da cui emergono i trend strategici per gli anni a venire ma anche alcuni fatti dirompenti che vanno ad allargare e, in alcuni casi, a spostare lo spettro d'azione del software stesso. Si collocano tra i principali trend: Analytics, Big Data, Mobility, sviluppo di applicativi su mobile, Social Business e Collaboration mentre tra i dati destinati a cambiare le dinamiche del mercato vi è per esempio il fatto che entro il 2014 i Cio perderanno il controllo del 25% della spesa IT e nel 2017 i Cmo avranno a disposizione un budget che supererà quello dei Cio... Proprio i responsabili marketing sono alle prese con il fenomeno dell'esplosione di dati, una minaccia e un'opportunità allo stesso tempo: hanno nelle mani un potenziale di dati enormi ma non sanno come introdurli in modo adeguato nei processi e il più delle volte non sono equipaggiati per misurare in modo corretto il ritorno degli investimenti marketing. 
"I perimetri dell'IT si stanno espandendo e devono tenere conto anche del cambiamento demografico in atto, in particolare l'afflusso di nuove generazioni  nel mondo business e nel commercio, che influenza i processi delle aziende", sottolinea Degl'Innocenti. 

[tit:I filoni innovativi del 2012]
Ed ecco che facendo tesoro degli spunti che arrivano dal mercato e trovandosi nella maggiorparte dei casi allineati ai trend emergenti, Degl'Innocenti indica le tre direttrici principali su cui si snoderà il 2012 del software Ibm: Business Analytics, Social Business e Smarter Commerce. Vediamole in ordine.
La Business Analytics è un'area innovativa di grande importanza per Ibm: "Entro il 2015 fatturerà circa 16 miliardi di dollari", dice Degl'Innocenti. "Non è da confondersi con la Business Intelligence, che è una sola parte del processo e non la più importante. E' un insieme di tasselli: Business Intelligence, Performance Management; Predictive Analytics; compliance e gestione del rischio (Cgr). E' una disciplina che va dalla gestione del dato al disegno di modelli statistici e matematici per rinforzare analisi "what if" e prendere decisioni sul futuro, fare elaborazioni in real-time in ottica prospettica".
Nella concezione Ibm l'area Social ha due anime: una relativa all'utilizzo degli strumenti all'interno dell'azienda al fine di aumentare l'efficienza e l'efficacia delle attività (Web Conference, Web meeting, collaboration) soprattutto a livello di Community; l'altra associata all'utilizzo degli strumenti social verso l'esterno dell'azienda in modo industriale. E' quest'ultima un'area contigua a quella dello Smarter Commerce applicato al business, intesa come capacità di  capitalizzare sul Web l'esperienza dell'utente business, come industrializzare il processo di e-commerce intorno al portale e utilizzare la grande mole di dati in modo industriale nei processi di marketing e vendita. In questi casi il focus è forte sulle tematiche di Enterprise market management, Crm analitico e Campaign management avanzato.
"Stiamo notando una forte accelerazione di ingaggi in questi contesti; si è passati dalla fase di attenzione e studio a quella di progettualità. C'è un proliferare di referenze su questi temi; aziende che reingenerizzano e cambiano i propri processi di business. E sono i tre pilastri innovativi su cui si focalizzerà la divisione software nel corso dei prossimi 12-18 mesi. Non è una promessa. E' realtà: in queste aree ci aspettiamo di crescere del 50%, senza perdere di vista i pilastri tradizionali, lo zoccolo duro dell'offerta– Db2, Websphere e Tivoli - che continueremo a seguire in maniera maniacale".
E per chiudere qualche informazione sull'ecosistema dei partner e il canale distributivo.
"Le nuove discipline hanno una grande portata e hanno catturato gli interessi di operatori terze parti come system integrator e sviluppatori. Ad oggi abbiamo un numero di operatori interessante e molto skillata sulla parte del social. Dipende da loro capire se vogliono investire in aree contingue come, l'Enteprise Market Management. Il grande impatto per l'operatore It è come posizionarsi in relazione a queste tematiche che sono multidisciplinari e multidimensionali per loro natura e implicano  investimenti non banali. Diventa fondamentale quindi posizionarsi nella catena del valore in maniera corretta: decidere se essere specialisti di prodotto o avere un ruolo più ampio, di tipo consulenziale". A livello generale Ibm vuole dare continuità e rafforzare il lavoro con i partner che operano sul core business tradizionale e guardare anche a operatori nelle nuove discipline.
Da segnalere inoltre la recente operazione di razionalizzazione  e ottimizzazione del canale distributivo: da tre distributori a portafoglio pieno e uno specifico per l'Oem oggi è passata a due distributori per l'intero portafoglio – Computer Gross e Tech Data mentre continua il rapporto di distribuzione Oem con It Way.
Pubblicato il: 01/12/2011

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