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L'approccio consulenziale di Check Point Software

Amnon Bar-Lev, president della società, e Rodolfo Falcone, country manager della filiale italiana, raccontano alcune delle ultime novità societarie, a partire dall'adozione di un approccio sempre più consulenziale per sé e per i partner, al fine di affiancare i clienti nel processo di adozione di una strategia di sicurezza che va oltre la pura tecnologia e guarda al servizio.

Autore: Barbara Torresani

Check Point Software è una azienda in costante evoluzione: riconosce nella tecnologica il proprio elemento distintivo su cui fare leva per muoversi verso il futuro. E' il punto di partenza per aprirsi ai nuovi scenari di mercato della sicurezza, che abbracciano i requisiti di business dell'azienda. E' in questo disegno che si colloca oggi la 3D Security, una vision che, secondo Check Point, ril-approccio-consulenziale-di-check-point-software-2.jpgdefinisce la sicurezza come processo aziendale tridimensionale combinando le tre dimensioni critiche: policy, utenti e applicazioni per una maggiore protezione a tutti i livelli. Una sicurezza che va oltre la tecnologia e diventa essa stessa un processo di business al pari di altri e permette alle aziende di raggiungere il livello richiesto, razionalizzando al contempo le operazioni.
E' questa la vision che Amnon Bar-Lev, promosso lo scorso luglio a President di Check Point Software, ha presentato ai clienti della società durante un evento milanese svoltosi nei giorni scorsi, in cui si è discusso delle più recenti minacce e delle adeguate contromisure da prendere: "Oggi, più che mai non si può prescindere dalla sicurezza. E' un fattore estrememente critico per le aziende che devono proteggere il loro business", afferma Bar-Lev.
Sottolinea la valenza della nuova vision anche Rodolfo Falcone, da poco nominato country manager della filiale italiana: "La sicurezza è una cosa seria, che va affrontata in modo adeguato. Non esiste sicurezza ‘sicura' senza policy, senza precise regole che la governano. E nel proporre sicurezza agli utenti occorre adottare un approccio consulenziale. La 3D security esprime il suo massimo valore nel servizio".
L'approccio consulenziale va applicato a tutte le tipologie di aziende: "In quest'ambito la discriminante non è tanto la dimensione dell'azienda ma il tipo di strumento utilizzato – sottolinea Falcone – e l-approccio-consulenziale-di-check-point-software-1.jpgdeve essere applicato anche dai partner di canale, con cui la società si muove sul mercato".
Sono chiari gli obiettivi di Falcone, chiamato da pochi mesi a capo della filiale italiana, di cui deve guidare la ripresa. Il manager sta lavorando sull'organizzazione interna e il modello di go-to-market, in termini sia di end user sia di canale. Falcone conta di riportare in Italia una crescita più elevata del mercato It in generale, e della sicurezza in particolare, probabilmente a due digit.
Le prime misure messe in atto hanno previsto il potenziamento della forza commerciale interna con l'introduzione di nuovi account manager. Dallo scorso ottobre  tre  account manager a Milano e uno a a Roma, seguono 56 partner selezionati dalla lista esistente di partner (oltre 200) su tutto il territorio italiano.
Da parte sua il canale per Check Point riveste  un'importanza sempre più significativa in quanto consente di arricchire di valore le soluzioni da portare agli utenti finali. E a loro Check Point si rivolge sempre più in una veste di consulente: "I partner devono considerarci dei consulenti ed essere essi stessi consulenti per i clienti. Si devono abituare a lavorare con noi e a prendere da noi tutto ciò che può aiutarli a  a creare del business", enfatizza Falcone.
Il disegno italiano ben si sposa con la strategia di crescita a livello mondiale, delinato da Amnon Bar-Lev. "Check Point vuole conquistare nuove quote di mercato, sia potenziando la base installata esistente sia raggiungendo nuovi clienti". La società spinge sull'adozione della Software Blade Architecture, che consolida la sicurezza in unica soluzione integrata e sull'offerta di  soluzioni endpoint per la protezione dei dati su piattaforme mobili, forte di una posizione dominante nella Mobile Data Protection.
Sollecitato sul tema delle minacce informatiche Amnon Bar-Lev pone le botnet, reti malevole di computer che seminano il panico su internet, tra le minacce online più insidiose.
Per questo la società ha sviluppato di recente la nuova Anti-Bot Software Blade per bloccare le bot utilizzando una tecnologia avanzata che aiuta le aziende a individuare, bonificare e prevenire minacce future. La soluzione dispone del Multi-Tier ThreatSpect, un motore di rilevamento che analizza il traffico su ogni gateway, identifica milioni di tipologie di outbreak e scopre le bot mettendo in correlazione molteplici fattori di rischio – quali gli schemi delle botnet, i "nascondigli" degli attacker remoti e le modalità degli attacchi. La soluzione Anti-Bot di Check Point consente di analizzare le infezioni grazie alle funzionalità di indagine – aiutando i team di sicurezza ad applicare una protezione multi-livello e ad accelerare i tempi di bonifica.
Chiude così il suo discorso: "Anche in un momento di attenzione ai costi, la sicurezza non è in discussione: rimane una priorità delle aziende. Non è necessario acquistare più strumenti ma consolidarli al meglio".
Pubblicato il: 07/11/2011

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