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Ibm Smarter Computing, un modello di elaborazione per innovare

Ibm aiuta le aziende a reinventare il modo di fare business attraverso un modello di elaborazione che si declina in tre direttrici integrate: sistemi ottimizzati, Cloud Computing e Big Data. Nicola Ciniero, Presidente e Amministratore Delegato di Ibm Italia, spiega il modello inserendolo in un ampio disegno di trasformazione dell'azienda.

Barbara Torresani

Tre anni fa Sam Palmisano, numero uno di Ibm presentava la vision aziendale di un mondo più "smart": lo Smarter Planet. Un'opportunità unica si presentava e si presenta tutt'oggi agli occhi di istituzioni e aziende: trasformare il modo in cui il mondo funziona. Un mondo sempre più intelligente, digitale e interconnesso, in cui la tecnologia, sempre disponibile e pervasiva diventa elemento abilitante per favorire la trasformazione se utilizzata pienamente e al meglio. E' un processo necessario, che riguarda le grandi aziende come le piccole, e propone modelli di business differenti da quelli del passato e nuove regole del gioco.
Nel corso del triennio la vision dello Smarter Planet, come intelligenza digitale portata in infrastrutture e processi, ha preso sempre più forma e concretezza e, oggi, conta oltre 600 applicazioni nel mondo.
In questo disegno si colloca lo Smarter Computing, un nuovo modello di elaborazione che poggia su tre pilatri - sistemi ottimizzati, Cloud Computing e Big Data - che Ibm mette a disposizione delle aziende che vogliono reinventare il proprio modo di fare business partendo dal riutilizzo e dall'ottimizzazione di sistemi e infrastrutture che si hanno già in casa, per creare un circolo virtuoso. Come cuore della visione Smarter Planet, lo Smarter Computing consente di rendere l'It più intelligente, abbattere i costi del lavoro (riducendo i bisogni legati alla gestione dell'IT e aumentando l'utilizzazione del capitale), diminuire il time to market delle applicazioni.
ibm-smarter-computing-un-modello-di-elaborazione-p-1.jpg"Di fronte a un forte momento di discontinuità come quello attuale le aziende che vogliono intraprendere un percorso di trasformazione si trovano di fronte a un circolo vizioso: l'IT è rigida e disordinata in quanto composta da infrastrutture stratificate nel tempo  e i dati sono incomprensibili e inaffidabili. La tecnologia in realtà deve essere flessibile, dinamica e in grado di prevedere  - non solo di anticipare - per tenere il passo di un mondo in profonda trasformazione." Così Nicola Ciniero, Presidente e Amministratore Delegato di Ibm Italia, introduce il concetto di Smarter Computing.
"Lo Smarter Computing poggia su una strategia di trasformazione che  è nata tempo fa. Ibm non è nuova alle trasformazioni, anzi, sono proprio le trasformazioni  - visto che ha cambiato pelle almeno cinque o sei volte nel corso della propria vita - che l'hanno portata a essere l'azienda di oggi".
Tra le trasformazioni più importanti della società si annoverano lo  scossone dei primi anni '90, quando ha lasciato il business dei pc a Lenovo, e il più recente di orientamento a software e servizi, che negli ultimi 10 anni l'hanno vista acquisire  circa 110 società. Momenti di cambiamento a cui la società ha risposto con una grande capacità di reazione.
"Quest'anno ricorre il centenario di Ibm; un traguardo importante. Nessuna azienda del settore ha la stessa longevità. E il centenario coincide anche con gli 85 anni di presenza in Italia, una delle prime nazioni sui cui la società ha investito. Stiamo parlando di un'azienda che investe oltre 6 miliardi di dollari in Ricerca&Sviluppo, il 6% del proprio fatturato. Una R&D pura, non fine a se stessa, ma applicata al mondo - sistemi hardware, software e middleware - che ha portato a 18 anni di leadership continuativa nei brevetti; tre volte quelli di Intel, 10 volte quelli di Apple e 15 quelli di Oracle,"enfatizza Ciniero.
Ma come si presenta oggi Ibm sul mercato? Come guarda al futuro?
L'Era Palmisano – la fase 2 di Ibm (successiva alla gestione Gerstner) per Ibm ha voluto dire rifocalizzazione verso aree e soluzioni a più alto valore, produttività ed efficienza dei costi, investimenti in skills e capacità, ritorno per gli azionisti e sette anni consecutivi di crescita a doppia cifra nell'utile per azione.
Quattro le aree di crescita individuate da Ibm in questa nuova era: Smarter Planet; Business Analytics – l'esplosione di informazioni richiede nuovi strumenti di analisi; Cloud & Next Generation Data Center – nuovi modelli per fornire servizi It basati su virtualizzazione, standardizzazione e automazione dei processi; Growth Markets – i mercati emergenti crescono il doppio rispetto ai mercati maturi. Nel 2015 costituiranno il 30% del fatturato Ibm. 
"Oggi Ibm è un'azienda che continua a mantenere una forte connotazione di tecnologia. La tecnologia è radice indispensabile per portare innovazione: l'hardware rimane una componente fondamentale dell'offerta Ibm, ma è sulla componente di software e di servizi che si è spostato il focus dell'azienda. Se cinque anni fa il peso dell'hardware sul fatturato era pari al 70-75% oggi è passata al 25-30%. E' un hardware che rimane fondamentale e che, al pari dell'azienda, si è trasformato nel tempo, passando da sistemi proprietari sistemi aperti. Un hardware, che annovera al proprio interno anche i mainframe – oggi si chiamano host – di cui l'ultimo nato è l'host 7196, un sistema ibrido che fa girare tutti i sistemi operativi sulla stessa macchina. Un hardware che esprime appieno la propria valenza  quando fa girare il software, le applicazioni. Ed è proprio il software la componente fortemente potenziata da Ibm negli ultimi anni grazie a un processo spinto di acquisizioni che le hanno consentito di portare a bordo nell'ultimo decennio circa 110 società, di cui 60 solo negli ultimi cinque anni.
"Il processo di acquisizioni portato avanti da Ibm è stato fondamentale per la trasformazione dell'azienda. E la roadmap in questa direzione è molto chiara: puntare ad avere quasi metà del profitto derivante dal software" afferma Ciniero.
E' questa l'Ibm di oggi: un'azienda che si pone al fianco dei clienti come abilitatore e architetto per progettare il ponte verso il futuro, con un'offerta composita e integrata  fatta da soluzioni hardware, sistemi operativi, tool di management, database, ambienti di sviluppo e strumenti software. Un'offertà che sfrutta e ottimizza ciò che le aziende hanno già in casa e traghetta verso il futuro, attraverso il disegno di un'infrastruttura con un approccio smarter, in funzione dei dati, ottimizzata per le differenti attività e gestita tramite tecnologie cloud.
Pubblicato il: 22/09/2011

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