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Ibm, Websphere in direzione cloud computing e mobile

All'edizione italiana di Ibm Impact 2011, incentrato sul tema del Business Process Management, Ibm presenta le principali novità relative alla piattaforma WebSphere, che si declinano su due principali direttrici: cloud computing e mobile.

Autore: Barbara Torresani

E' l'elemento cardine per garantire la flessibilità dei sistemi informativi aziendali e la gestione dei processi al fine di accrescere il business: è questo il ruolo ricoperto dai moderni e innovativi sistemi di Business Process Management di Ibm presentati lo scorso aprile all'evento Impact 2011 a Las Vegas (circa 9.500 partecipanti), replicato nei giorni scorsi a Milano.
Un Bpm, concepito come una sorta di Big Bang per la flessibilità, la crescita e la competitività delle imprese. Alla versione italiana di Impact  2011 è proprio facendo un  parallelo tra scoperte astronomiche relative al Big Bang e innovazione IT che è partito Giovanni Bignami, noto professore di Astronomia e Astrofisica, ricordando il significato di armonia e bellezza del cosmo. Un'armonia tra moti ordinati e moti caotici generati da impatti. E in fatto di impatti generati sul business dall'innovazione IT anche Ibm ne ha di cose da raccontare: dall'annuncio del sistema 360 nel 1964  fino ad oggi con Watson, il supercomputer in grado di comprendere il linguaggio naturale in tempo reale. Un'innovazione quest'ultima che rappresenta un salto epocale che traguarda il futuro, con possibili applicazioni in differenti settori, in primis quello della diagnostica medica.
Ma dove si colloca oggi l'innovazione come Big Bang per la crescita? Cosa resta da scoprire ancora dell'IT?
ibm-websphere-spinge-su-cloud-computing-e-mobile-1.jpgEnrico Cereda, Director of WebSphere Europe Southwest di Ibm, cerca di dare una risposta a questi quesiti: "Viviamo in un mondo di business molto complesso e incerto. E' in atto una forte trasformazione, fatta di cambiamenti repentini a cui occorre adeguarsi velocemente. Nel  2014 le transazioni mobili raggiungeranno i 534 miliardi di dollari ed entro il 2020 circa 50 miliardi di device saranno connessi a Internet".
E' un cambiamento da non sottovalutare, irreversibile e continuo, a cui molte aziende non sono preparate; basti dire che ancora un 50% di Ceo di grandi aziende intervistate da Ibm è refrattario alla traasformazione. In realtà, è necessario  tenere il passo per non perdere terreno e soccombere. E in questo contesto l'IT gioca un ruolo fondamentale: "La tecnologia, oggi più che mai, ha la possibilità di entrare nelle strategie aziendali; il sistema informativo di oggi, infatti, può impattare su come migliorare e incrementare il business. Bisogna cavalcare quest'onda di trasformazione per non subirla", dice Cereda.
E Ibm è pronta a guidare le aziende in questo percorso con una strategia definita che prende forma in una serie di linee di prodotto. In questo disegno la linea Websphere, che favorisce la flessibilità dei sistemi informativi aziendali, occupa un posto di rilievo e, proprio di recente, ha introdotto una serie di novità, che sono state presentate a Las Vegas, e aderiscono al concetto di Business Agility; un termine coniato da Ibm per indicare la capacità di rendere l'infrastruttura agile al fine di mettere il business nella condizione di prendere le decisioni in tempo reale e gestire i cambiamenti. "Con i prodotti Ibm l'IT aziendale ha la visibilità di ciò che succede nel sistema informativo – infrastruttura applicativa e gestione dei processi  interni ed esterni all'azienda lungo tutta la filiera che comprende fornitori e clienti - e gestisce il tutto il modo flessibile ed agile, partendo dall'integrazione applicativa - con l'utilizzo dei servizi comuni attraverso la Soa – per arrivare all'integrazione e gestione dei processi aziendali con i prodotti di Bpm e spingersi fino all'automazione di questi, in un processo coordinato e orchestrato" spiega Cereda.
I principali annunci di Las Vegas vanno a coprire due aree principali quali Cloud Computing e Mobile, ma anche l'offerta Smarter Commerce di commercio elettronico per l'ambiente business.
Prima di dettagliare meglio le novità di prodotto, per capire appieno la valenza di WebSphere è importante collocarla nel contesto Ibm. E' un brand strategico dell'offerta software (fa la parte del leone con un peso del 23%) -  il più importante in termini di volumi di fatturato - che nel primo trimestre  2011 ha riportato una crescita del 50% sull'anno precedente, trainata soprattutto da paesi quali la Cina, India e Est Europa ma con performance a doppia cifra anche nel mercato del SouthWest Europe, dove si distinguono paesi quali Olanda, Belgio e Francia.
E' una linea nata nel 1998 dall'eredità mainframe – Cisc, Mq,..., cresciuta in prevalenza per sviluppo di linee interne  (non attraverso un processo di acquisizione come accade per altri comparti), baricentrata intorno all'Application Server, che ha la leadership del segmento middleware con un quota di mercato del 30% a livello mondiale.
Come racconta Cereda: "Nel mercato europeo, Francia e Benelux per primi e negli ultimi sei mesi anche in Italia, è esploso l'interesse per il filone dell'appliance così come la richiesta di un prodotto Bpm integrato in cui la componente di gestione dei processi si coniuga con quella di gestione delle regole di business in un'unica piattaforma. E prosegue; "In ambito bancario, ma non solo, e laddove si registra una presenza di differenti pacchetti applicativi, è arrivato il momento di effettuare la reingegnerizzazione dei processi. E' in atto un cambio culturale e si registra l'effettiva implementazione della Soa".
Ibm risponde a queste necessità con il nuovo prodotto Business Process Manager, annunciato a Las Vegas, che nella versione 7.5 combina l'offerta di due acquisizioni in un unico prodotto: quella di Lombardi per la gestione dei processi con quella di Ilog per la gestione delle regole di business. E la convergenza tra prodotti Bpm non finisce qui: secondo la roadmap annunciata, nel 2012 vedrà la luce un nuovo motore di Bpm che ai prodotti Ilog e Lombardi affiancherà la componente di gestione documentale derivante dall'acquisizione FilNet. "La convergenza delle offerte di Bpm così come concepita oggi è un passo importante, che anche gli analisti, Gartneibm-websphere-spinge-su-cloud-computing-e-mobile-2.jpgr in primis, ci riconoscono", commenta Cereda.
E interviene anche Luciano Alfò, Brand leader WebShere Ibm Italia: "Siamo al centro di queste necessità che vede crescere la richiesta di un'offerta completa e integrata per rendere semplice e flessibile l'ambiente operativo. Per Ibm si aprono forti potenziali. E per rispondere a queste richieste la società mette in campo le proprie capacità consulenziali, derivanti dalla parte di Global Services, ma, soprattutto conta sul contributo dei partner locali". A livello italiano Ibm ne ha già individuati quattro, tra cui Softlab e Txt-Solutions. "Websphere non è un semplice prodotto, ma si vende all'interno di un progetto che porta valore al cliente. Stiamo ridefinendo la tattica per inserire Websphere (application server, Bpm, Cast Iron...) in un flusso automatico di vendite di pacchetti e siamo alla ricerca di referenti specializzati su industrie verticali. Al nostro interno invece abbiamo creato team di sviluppo dei canali con forti componente a valore su Websphere"... rimarca Alfò.

[tit:Application Server e dintorni]
E ritornando all'Application Infrastructure, in cui si colloca Websphere, come detto, le novità riguardano l'annuncio della versione 8 di Websphere Application Server (disponibile dal prossimo venerdì 17 giugno), che offre funzionalità innovative in tre ambiti principali: rilascio di applicazioni e servizi; efficienza operativa (gestione dell'installazione centralizzata,...), sicurezza e controllo (con possibilità di ripristino automatico di ambienti su segnalazione di malfunzionamenti...).
L'Application Server in questione integra e supporta  i dispositivi mobili in modo diretto, senza necessità di riscrittura del codice,  mentre in termini di integrazione col cloud computing le sfide a cui rispondere sono relative alla possibilità di integrare ambienti differenti. Da qui le nuove feature introdotte nell'offerta Cast Iron, che integra scenari eterogenei di cloud pubblici e privati riducendo costi  e tempi nell'ordine di poche settimane e giorni. Un caso di applicazione di Cloud Service Integration è quello di Piaggio.
Ma il concetto di appliance in casa Ibm non è ad appannaggio esclusivo dell'offerta Cast Iron, anzi, contempla una serie di altri prodotti: quelli di derivazione DataPower, che oggi fattura 105 milioni di dollari, e l'appliance di Netezza in ambito data warehouse.
"Il 70% dei progetti cloud fallisce per problemi di integrazione, per questo è fondamentale che le aziende agiscano su questa componente; prima o poi anche il tessuto delle Pmi dovrà adottare questi strumenti per muoversi in constesti globali. In Italia siamo ancora alla fase di prima adozione; gli investimenti vanno a rilento e non sono ancora ingenti. Ma le nuove richieste e il numero di clienti in crescita testimonia che la situzione sta cambiando velocemente", chiosa Cereda.
Pubblicato il: 15/06/2011

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