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Sap, l'IT del dipendente influenza le dinamiche aziendali

Il tema dell"'IT democracy" al centro della sesta edizione della Sap Executive Conference, tenutasi nei giorni scorsi a Cernobbio. Un momento di relazione e confronto fra top manager, da cui trarre interessanti spunti. Ne parla Agostino Santoni, amministratore delegato di Sap Italia – calandoli nel contesto in cui opera Sap.

Autore: Barbara Torresani

Tempi di IT 2.0, in cui la consumerizzazione delle tecnologie si spinge all'interno delle imprese e ne modifica i modelli di business. Un percorso tracciato dal dipendente aziendale, sempre più avvezzo all'utilizzo delle tecnologie, in grado di cambiare il modo di fare impresa, da cui le aziende devono prendere esempio. Una grande opportunità che, però, se non gestita in modo corretto può trasformarsi anche in una minaccia.
E' il tema dell''IT democracy' che ha fatto da filo conduttore della 6a edizione della Sap Executive Conference, tenutasi nei giorni scorsi a Cernobbio sul Lago di Como, un momento di relazione e confronto sui macro-trend tecnologici strettamenti correlati al business, che ha visto la partecipazione di oltre 80 top manager di importanti aziende italiane.
Oggi la tecnologia, più che nel passato, può dare un importante contributo al modo di "fare impresa",  diventando elemento abilitante una trasformazione delle aziende che parte dall'individuo/dipendente. Fenomeni quali la consumerizzazione dell'IT, la diffusione dei dispositivi mobili, la facilità di accesso a dati e informazioni, i nuovi modi di fruizione ed erogazione dell'IT consentono infatti al consumatore/dipendente di avvicinarsi in modo più rapido, semplice e intuitivo alle tecnologie e di sviluppare forme di collaborazione e comunicazione che, se ben utilizzate, possono portare concreti benefici anche al business aziendale.
sap-l-it-del-dipendente-influenza-le-dinamiche-azi-1.jpgQuella che domina la scena quindi è un'IT sempre più democratica, diffusa e condivisa, che sposta il modo di fare impresa da un modello tradizionale, in cui il processo è governato da organizzazioni gerarchiche strutturare per linee di business con ruoli codificati e definiti a un modello  in cui prevale la democratizzazione della vita d'impresa in un flusso biunivoco, permeato  dal concetto di Personal Business Responsability, in cui la responsabilità è molto più condivisa all'interno dell'azienda, e, se utilizzata al meglio, può favorire lo sviluppo dell'azienda e generare un'intelligenza collettiva. "Se ben gestito tale fenomeno può rappresentare una straordinaria opportunità, afferma Agostino Santoni, amministratore delegato di Sap Italia. Le imprese possono apprendere questo nuovo modo 'sociale e digitale' di comunicare e collaborare dei dipendenti, farlo proprio per sviluppare un nuovo modello di organizzazione. È un percorso tecnologico ma soprattutto culturale e di management, orientanto all'organizzazione  e alla  gestione delle persone. I Cio devono riuscire a integrare un cambiamento non pianificato all'interno dell'azienda, utilizzando la tecnologia IT come leva fondamentale".
E in un disegno così tracciato, Sap, come azienda che governa e gestisce i processi decisionali e di business, pensa di potere dare un importante contributo al processo di trasformazione in atto. Un processo, che vede essa stessa coinvolta. Siamo di fronte, infatti, a una società che è cambiata negli anni con il mercato, seguendo il percorso tracciato dall'innovazione. 35 anni di storia delle Business Applications, che dalla dorsale applicativa Erp (per gestire processi decisionali e di business) si è spinta all'ambito della Business Intelligence - grazie all'acquisizione di Business Objects, al fine di gestire i dati che si trasformano in informazioni e favorirne un utilizzo massivo anche su dispositivi mobili (questo mediante l'acquisizione di Sybase), il tutto fruibile anche in modalità on demand (e qui entra in gioco il cloud computing) per fornire una gestione integrata delle applicazioni e dei processi delle imprese.
Una trasformazione che trova conferme nei progetti realizzati nel corso del  2010.
Come racconta Santoni "la filiale italiana ha riportato risultati soddisfacenti  in progetti di Business Intelligence su grandi clienti, e un ottimo successo in molte aziende di medie dimensioni impegnate in processi di internazionalizzazione – non di delocalizzazione – ma anche in aziende sempre più partecipate da fondi di investimento che chiedono una maggiore organizzazione. A valle di processi di acquisizione, inoltre, non sono mancati progetti di riorganizzazione aziendale in cui si è fatto un buon utilizzo di Erp esteso".
Motore di crescita nelle medie imprese italiane è stato FastStart (una sorta di Erp Lite, uno strumento on line che funge da acceleratore per comprimere i tempi di progetto, in grado di ipotizzare il costo del prodotto e del  progetto standard, studiando la specifica richiesta del cliente) su cui ha creduto molto Clara Covini, direttore Pmi Italia di recente investita di una carica internazionale -quella di Channel Sales director Italy & South Europe (la nomina segue di poco quella di Augusto Abbarchi, un altro manager italiano salito sulla scena internazionale nel ruolo di Chief Operating Officer Emea).
Nel 2010 il prodotto che ha dominato la scena è stato Sap By Design mentre per il 2011 si attendono i primi riscontri del recente lancio della soluzione di in-memory Sap Hana  - High-Performance Analytic Appliance (concepita per consentire di sviluppare rapidamente modelli di business e di pianificare in maniera più veloce, utilizzando dati e analytics in tempo reale) e, soprattutto, il lancio di Business Objecst 8 previsto ad aprile, definita la "next generation of BI".
E proprio la Business Intelligence sembra infatti catalizzare anche i principali investimenti del futuro; è ciò che emerge anche dalle indicazioni del panel dei partecipanti della Sap Executive Conference (con una copertura di tutti i settori merceologici, tranne una ridotta presenza del settore pubblico), che, coinvolti in un'Instant Survey, hanno espresso la propria posizione rispetto a  temi, quali budget 2011, aree  innovative di investimento, progetti 2.0.
Se infatti lascia favorevolmente colpiti la percentuale del 34% del panel che ha dichiarato che intende incrementare di molto il proprio budget destinato a progetti innovativi (seguita dal 32% che manterrà stabile gli investimenti) non stupisce che tali investimenti vadano in primis a focalizzarsi su aree innovative (in una logica Sap) quali la Business Intelligence (23%) – denominatore comune degli investimenti del 2010 e area di grande attenzione anche per il 2011 – seguita al secondo posto dalla Collaboration (14%) e al terzo posto da mobile, Crm ed Erp esteso (a parimerito).
"E' abbastanza in linea con ciò che riscontriamo nel day by day -  commenta Santoni. C'è una focalizzazione sul'utilizzo delle applicazioni in mobilità e su come indirizzare clienti e mercato in una diversa modalità".
E rispetto alle iniziative 2.0 si riscontrano reali ritorni in termini soprattutto di impatto sui prodotti e servizi derivanti da community tematiche (28%) e di soddisfazione e retention del cliente (22%). Per contro c'è anche chi (un 17% del panel) non ha tratto nessun beneficio concreto.
E dal panel arriva anche una richiesta di maggiore chiarezza sull'emergente paradigma del Cloud Computing. "Pur riconoscendo il fatto che si tratta di un un percorso ormai tracciato e inevitabile verso cui si stanno orientando i principali vendor, conclude Santoni, non si è ancora fatto chiarezza sui reali benefici e  sulla proposizione delle differenti offerte. Per questo motivo occorre dare maggiore concretezza comunicativa. Per Sap, comunque, è questa un'area in continuo miglioramento".
Pubblicato il: 15/03/2011

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