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Infocert, nel 2011 più presente nel privato

Nel 2011 l'Ente Certificatore per la Firma Digitale e Gestore della Posta Elettronica Certificata, punta a spingere la propria proposizione nel settore privato con l'appoggio del canale. Danilo Cattaneo, da sei mesi alla guida di InfoCert, fotografa lo stato attuale della struttura e delinea le linee future.

Autore: Barbara Torresani

Oltre 4 milioni di certificati di firma digitale, più di 450 mila caselle Pec, 250 milioni  di documenti conservati a norma di legge e 4 milioni di protocollo gestiti all'anno: sono alcuni numeri dell'attività di InforCert, società di servizi informatici di sicurezza e dematerilizzazione dei processi documentali con un'offerta che si declina lungo tre principali linee di prodotti contigue, sviluppate per la certificazione della firma digitale, la gestione della Posta elettronica certificata e la gestione dei processi operativi di business.
Nata nel luglio del 2007 come  spin off di InfoCamere (societa consortile di informatica delle camere di commercio italiane, ndr), che ha trasferito nelle nuova struttura le proprie risorse e la propria esperienza al fine di migliorare e ampliare i servizi di certificazione digitale, oggi, che è di proprietà della holding Tecnoinvestimenti (un mix di privati e Pubblica Amministrazione) punta a muoversi verso il mercato privato. Forte del fatto di aver dematerializzato la gestione della carta delle Camere di Commercio italiane, infatti, ha  deciso di portare l'eccellenza delle proprie tecnologie verso il settore privato, in cui è ancora poco diffusa.
infocert-nel-2011-si-apre-al-mercato-privato-1.jpgCon un fatturato 2010 di circa 24 milioni di euro e una capitalizzazione che supera i 25 milioni di euro, InfoCert conta di crescere sul mercato sia per investimenti interni sia attraverso un processo di acquisizioni. In quest'ultima direzione nel dicembre 2009 si colloca l'acquisizione al 100% di Klever, azienda di consulenza tecnologica focalizzata su soluzioni di Enterprise Content Management (Ecm), in ambito finance e farmaceutico.
Oggi la compagine societaria conta circa 150 persone (130 di derivazione Infocert e 25 provenienti da Klever) nelle sedi di Roma, Padova e Milano e un parco clienti nell'intorno delle 1.000 clienti di medie e grandi dimensioni, a cui InfoCert eroga il 90% dei servizi in modalità Asp dai due data center di Padova e Milano.
Per gestire la nuova fase societaria, sei mesi fa al timone di InfoCert è stato chiamato Danilo Cattaneo nel ruolo di direttore generale, con un'esperienza più che decennale in Oracle e precedenti esperienze nella consulenza e direzione IT: le giuste competenze per mercati verticali – quali settore pubblico, trasporti, utilities,... in cui l'Ente Certificatore vuole entrare in modo più deciso.
E proprio Cattaneo, in un recente incontro, snocciola alcuni dati relativi al mercato delle soluzioni di Enterprise Information Management (Eim) in Italia, tratti dall'Osservatorio Eim 2010, Assinform/Sirmi: "Quello dell'Eim è un mercato con crescite interessanti: nel 2011 varrà circa 1.263 miliardi di euro (software+servizi) in crescita del 5,6%, con le componenti Pec e Conservazione sostituitiva in crescita a doppia cifra (rispettivamente +12,9% e +19,7%). Seguono le componenti relative alla firma digitale al +7,4% e alla gestione documentale (+6,0%); quest'ultima non vive più  un momento di effervescenza che l'ha vista protagonista negli anni passati - probabilmente perché molti investimenti non sono stati sfruttati appieno -, ma rimane un'area di  fondamentale importanza". Ed è proprio per continuare a presidiare l'area Eim/Ecm che InforCert si è data obiettivi ambiziosi per l'esercizio in corso.
infocert-nel-2011-si-apre-al-mercato-privato-2.jpgCome spiega Cattaneo, le attività del 2011 puntano a uno sviluppo interno che passa dalla crescita delle risorse umane. Il piano prevede l'assunzione di 16 nuove persone (alcune già a bordo dai primi mesi dell'anno) e la valorizzazione di quelle esistenti, una riorganizzazione della forza vendita diretta su alcuni settori verticali quali Finance, Pac e il proseguimento del cammino già intrapreso nella Sanità.
La focalizzazione sulla forza vendita diretta si sposterà dalla competenza geografica a una più sviluppata per settore verticale e tipologia di soluzioni. E la componente di offerta si arricchirà di competenze di Business Consulting in termini di processo e soprattutto di normativa: "Spesso gli IT manager e i system integrator conoscono molto bene le tecnologie, un po' meno in profondità le normative", sottolinea Cattaneo.
In termini numerici l'obiettivo di InfoCert è quello di crescere del 12% continuando a mantere gli investimenti in ricerca e sviluppo su una percentuale pari al 30%: "Siamo un player che non vuole operare in settori "low cost', ma dare sicurezza ed elevati livelli di servizio sulle aree di servizio su cui si focalizza; per rimanere tale deve però continuare a investire in innovazione".
Un elemento di spicco nel piano di sviluppo del 2011 è rappresentato dal canale distributivo che InfoCert vuole riorganizzare e rinnovare dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo. Ad oggi il canale genera il 45% del fatturato; l'obiettivo è portare questa quota al 50-60%, passando per un'operazione di scrematura degli attuali 80 partner, che si suddivideranno in due macro-categorie: i principali system integrator internazionali e nazionali, a cui è demandata la vedita a valore e i rivenditori (canali di distribuzione più semplici e a basso rischio) che gestiscono il volume e si orientano soprattutto alle aziende Pmi. InfoCert ha intenzione di abilitare partner sui distretti, non più di 10-15 unità (anche partner di grosse dimensioni ma efficaci in questi contesti) e, inoltre, intende stringere accordi con gli Erp vendor.
Per arricchire la propria offerta sta inoltre esaminando una serie di società che potrebbero essere oggetto di acquisizioni; un'operazione sarà finalizzata entro questo primo semestre.
E per quanto riguarda il target di riferimento: "Le aziende medie e grandi rimangono il nostro cliente di riferimento principale, ma non perdiamo di vista le Pmi, frenate ancora da un'inerzia culturale, sulle quali andiamo attraverso il canale Web e una pletora di piccoli partner che offrono servizi locali", dichiara Cattaneo. E proprio sul canale Web InfoCert vuole spingere gli investimenti (da qui passa oggi il 25% del fatturato, con forti crescite nel 2010): attraverso il proprio sito di e-commerce offre prodotti di Pec, marcatura temporale, rinnovi di certificati di firma digitale, certificati web server e gestione di modulistica eletronica. Il Web fungerà anche da canale bidirezionale con le proprie controparti. Per i grossi partner e i grossi clienti InfoCert, infatti, intende istituire portali profilati per rendere telematico anche il flusso di comunicazione propria; il progetto dovrebbe andare in produzione ad aprile.
Le linee strategiche della società cercano poi di rispondere ai principali trend di mercato.
In termini di Cloud Computing la società nel 2008 ha rivisto la proprie strutture di data center; come detto, attraverso di essi eroga il 90% dei propri servizi, quindi sia nella modalità di porsi verso il cliente come soggetto remoto che 24x7 offre servizi  e sia anche come utilizzo interno delle tecnologie (quasi tutto è virtualizzato), può considerarsi un operatore cloud.
In ottica di "green technology"  la rivistazione dei data center ha significato renderli 'green compliant': "oggi gestiamo 300 server fisici e 800 server virtuali, consumando la metà dell'energia utilizzata nel passato per gli stessi servizi e favorendo grosse efficienze", conclude Cattaneo. E se molte realtà tendono a delocalizzare a Est, InfoCert spinge il concetto di ‘outsourcing made in Italy', con l'obiettivo di mantenere i Ced in Italia grazie a risparmi ed economie di scala.
Pubblicato il: 09/03/2011

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