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Microsoft, il cloud per tecnologia e i servizi IT del futuro

Si è aperta oggi la tre giorni milanese Microsoft Techdays - WPC 2010 e l'AD di Microsoft Italia, Pietro Scott Jovane, nel suo keynote si è focalizzato sul cloud come vettore dei servizi e della tecnologia del futuro, delineando l'identità di Microsoft oggi: un'azienda "open" che guarda in egual misura al mercato business e a quello consumer.

Andrea Sala


microsoft-il-cloud-per-tecnologia-e-i-servizi-it-d-2.jpgOggi si è aperto il consueto evento Microsoft per sviluppatori e professionisti IT Techdays
- WPC 2010 e, nel suo keynote di apertura, l'AD Pietro Scott Jovane ha parlato di cloud computing e dell'identità odierna del colosso di Redmond.
Gli ultimi prodotti di Microsoft, specialmente Windows Phone 7, segnano infatti una riapertura forte verso il mondo consumer. Il tutto senza mai dimenticare il core business dell'azienda, quello dei sistemi operativi, già delineato da Bill Gates 25 anni fa quando diede vita alla prima versione di Windows: da quel giorno la società americana è cresciuta esponenzialmente, in diversi settori, ma senza dimenticare "il ruolo di Microsoft […], precisamente e solo uno: la componente del sistema operativo".
Redmond, quindi, rimane principalmente focalizzata sul core business degli OS ma non solo, come ci si aspetta da un top player di settore. L'Information Technology, infatti, sta cambiando e Microsoft intende stare al passo con questa evoluzione, individuando nuovi filoni e momenti di discontinuità. Jovane si riferisce in particolare a un'importantissima tendenza del mercato di oggi, quella legata al cloud computing, definita senza mezzi termini "Una nuova era di opportunità per l'IT".
Prima di addentrarsi nelle nuove possibilità legate al cloud, però, l'AD di Microsoft si è anche soffermato sul ben noto fenomeno della crisi economica mondiale, che ha inciso pesantemente anche nel settore IT.
Anche se rispetto a un anno fa è diminuita, la crisi non è finita "e ci accompagnerà ancora per un po'", ha proseguito Jovane. Di sicuro la situazione odierna non è nemmeno paragonabile a quella di 3/4 anni fa, tuttavia ci sono degli indicatori, dei segnali nel mercato IT, "che danno qualche stimolo positivo".
Secondo Jovane l'Information Technology è un chiaro indice in questo senso: quando l'IT è in positivo allora l'intera nazione cresce e questa tendenza si è già manifestata in passato. Pur essendo sempre un periodo di sofferenza, però, "nel 2010 la situazione è meno drammatica dell'anno precedente": nel 2009 l'IT ha perso circa il 10% mentre quest'anno la tendenza dovrebbe attestarsi un po' meno sotto lo zero. Se si considera il settore Pc, dal 2009 ad oggi si possono delineare dei decisi rallentamenti, sia a livello consumer che business.
Per il 2011 gli analisti prevedono un ritorno all'attivo, l'hardware in Italia segnerà un + 14% e 7,2 milioni di unità vendute: si tratta, indicativamente, di un ritorno alle cifre di due anni fa. A guidare questa ripresa sarà soprattutto il mercato consumer: il sempre trascinante settore dei notebook, assieme a una positiva ripresa dei sistemi desktop, grazie agli all-in-one, faranno sì che il 60% di quei 7,2 milioni di computer venduti nel 2011 arrivi nelle famiglie. Il settore business cresce un po' di meno ma c'è da segnalare finalmente il 'refresh cycle' (ciclo di rinnovamento) che è ripartito, in particolare nella Pubblica Amministrazione". Si prevede anche una crescita del mercato dei server, del 4,9% pari a 140mila unità. Le previsioni di cui sopra, al di là delle singole cifre, indicano che "un segnale positivo, una primavera che finalmente si inizia ad osservare".  

[tit: Il Cloud secondo Microsoft]
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Microsoft definisce il cloud computing come uno dei temi più rilevanti "quando si pensa all'Information Technology, ai processi di business ma anche alla vita delle famiglie. Per questo non se ne può fare a meno", dichiara Jovane. Microsoft non ha certo ignorato il fenomeno, prima però ha evidenziato una condizio sine qua non perché il cloud possa sopravvivere e portare innovazione in ambito aziendale prima e nel progresso tecnologico di tutto un Paese: solo se il settore IT aziendale lo ritiene il mezzo più economico per portare servizi e tecnologia il cloud riuscirà a proliferare, portandosi dietro tutto ciò che serve perché questo accada.
Pensiamo, ad esempio, alla banda larga in Italia, ancora a un livello troppo basso rispetto all'Europa.
Come si possono impiegare le nuove possibilità date dal cloud? Per fornire servizi IT in modo standardizzato, portare nuovi servizi e applicazioni a basso costo nelle aziende. Questo, come detto più sopra, accelera il progresso dell'intera nazione.
Il cloud opera anche per portare una "democratizzazione della tecnologia", ossia riesce a fornire più facilmente tecnologia anche alle piccole e piccolissime aziende. In passato, infatti, il modello di distribuzione di software e servizi non prevedeva queste realtà più modeste che erano, così, tagliate fuori. Il cloud apre quindi un nuovo mercato per gli sviluppatori, offrendo loro delle opportunità che prima non avevano a disposizione.
La nuova tecnologia risolve anche i limiti "fisici" delle infrastrutture IT, ossia quei problemi che si presentavano ogni qual volta un'azienda decideva di estendere o allargare il proprio data center.
L'approccio a livello di device per Microsoft è su tre livelli: a livello Pc, a livello console e a livello mobile. Per ciascuna di queste classi di dispositivi, Redmond ha un prodotto dedicato: Windows 7, Windows Phone 7 e Xbox con il debutto di Kinect.
La visione Microsoft legata al cloud è multidispositiva perché la nuova tecnologia deve poter erogare i suoi servizi e applicazioni indipendentemente dai device esistenti.
Per questo Redmond crede in due modalità diverse di funzionamento per le infrastrutture IT: parte sarà on premise, mentre altre aziende deciderano di spostare le applicazioni – per intero o in parte – sul cloud. Le due modalità, comunque, non dovranno essere separate bensì comunicanti: questo perché possano erogare i servizi su tutti i device, indipendentemente dalle piattaforme.
In questo senso Windows diventa, per Microsoft, la base di riferimento su cui gli sviluppatori dovranno investire. Investire perché l'utente finale scelga l'OS di Redmond come mezzo per entrare in relazione con le applicazioni "on the cloud".
microsoft-il-cloud-per-tecnologia-e-i-servizi-it-d-4.jpgLa user experience oggi è uno dei criteri che porta a scegliere una piattaforma piuttosto che un'altra. Microsoft per questo punta tutto sulla velocità, aspetto che ha caratterizzato IE9, Silverlight, e la scelta di adottare HTML5. In particolare l'azienda ha lavorato per "interconnettere la componente hardware con la user experience" spingendo quindi sull'aspetto dell'hardware acceleration, cuore pulsante dell'evoluzione della user experience del presente e futuro.
Jovane, poi, sottolinea una nuova tendenza dell'aziende, quell che chiama la "logica dell'interoperabilità": il cloud, così come l'IT tutta, richiede che si abbraccino diversi standard. Il principio non è quello di "chiudere" ma quello di "aprire". Microsoft, è palese, nel corso degli ultimi anni è diventata molto più "open" rispetto al passato.
E la decisione di Redmond è di continuare in questa direzione: il mondo del cloud prevede una multidisciplinarietà delle applicazioni, applicazioni che devono sempre poter essere in grado di lavorare insieme. L'AD ha parlato anche di Windows Phone 7, presentandolo cone un OS completamente nuovo rispetto al precedente Windows Mobile 6.5. Il mercato, Jovane lo ammette, era scettico e accusava – a ragione – Microsoft di essere arrivata in ritardo. Il feedback raccolto fin ora, tuttavia, è positivo. Molto umilmente Microsoft ha imparato dai propri errori ed è tornata "per vincere", con dei dispositivi veloci, basati sul cloud, che offrono le informazioni a portata di mano e si adattano dinamicamente agli utenti durante l'uso.  
Il Cloud, notoriamente, si declina in in tre configurazioni, o  "strati" come dice Jovane: "Infrastructure as a service", "Platform as a service" e "Software as a service". Microsoft è presente in tutti e tre i casi, con diverse strategie.
Nel primo caso Redmond abbraccia l'idea di data service dinamici, gestibili sul cloud e on premise. Microsoft ha da qualche mese stabilito una partnership con HP riguardante la Hyperlink Cloud, ossia un sistema per gestire con System Center in modo facile ed efficace le esigenze sia in termini di operations sia di virtual machine. Nel secondo caso Microsoft punta a portare le offerte on premise anche sul cloud, con Windows Azure che gestisce tutte istanze in modo semplice e veloce, SQL Azure e App Fabric.
L'offerta di Redmond è presente sul mercato da circa un anno ed è "la più completa sul mercato, senza discussioni, a livello enterprise", dichiara Jovane. Il software permette di sviluppare e mettere sul cloud le applicazioni con semplicità, senza limitare mai la facoltà di scelta degli sviluppatori: Azure, infatti, offre libertà di sviluppo, di linguaggio, di framework e nella scelta degli strumenti di gestione, garantendo massima interoperabilità.
La terza logica del cloud, "Software as a service", vede Microsoft impegnata per portare le applicazioni da on premise vengono date come servizi, erogare un servizio all'utente finale. Office 365 ne è un esempio: la suite unisce tutto il brand Office declinandolo secondo diverse possibilità.
E' l'azienda, infatti, a decidere quanti e quali utenti utilizzeranno il servizio attraverso le infrastrutture locali e quanti e quali utenti sfrutteranno il cloud. Questa libertà di usare le tecnologie è a tutto vantaggio delle aziende ma non solo: questo aspetto permette all'utente finale di accedere ai vari servizi su ogni device.
Questo nuovo approccio, oltre che semplificare le operazioni IT, porta significativi vantaggi anche a livello di costi per le aziende. Lync è per Microsoft la sintesi della cloud, in cui il Pc diventa strumento di comunicazione a 360 gradi, rappresentando allo stesso tempo "l'evoluzione massima" della macchina.
Il Pc, come Microsoft stessa, oggi è sia consumer-oriented che business-oriented: Jovane evidenzia molti competitor nel mercato consumer, mercato in cui Redmond è ora decisamente più presente. Tanto da definire Microsoft come "sufficientemente consumer": servizi cloud come Windows Live, Hotmail e Messenger hanno dato all'azienda tutta l'esperienza necessaria per trattare grandi quantità di dati garantendo un uptime continuo. Con il know-how sviluppato in ambito enterprise, quindi, Microsoft eroga servizi cloud anche e soprattutto per l'utente finale.
Microsoft, quindi, punta sul cloud computing per il futuro: tutti i prodotti Microsoft, infatti, sono sviluppati ormai sia in versione on premise che on the cloud. L'AD sintetizza l'approccio di Microsoft con una semplice quanto eloquente espressione mutuata dal mondo del poker: "We're all in". L'azienda, per concludere, delinea nel cloud il "main driver" per il suo futuro e per l'IT nella sua interezza, tanto da influenzarne tutte le decisioni a venire.
Pubblicato il: 23/11/2010

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