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Cio Survey 2010, budget ridotti ma cresce il ruolo strategico dell'IT

La sesta edizione della CIO Survey, condotta da NetConsulting e promossa da HP, Microsoft e Telecom Italia, evidenzia il fatto che di fronte alla crisi le aziende hanno attuato severi processi di riduzione dei costi. A politche di cost saving si è affiancato un timido avvio di investimenti in direzione dell'innovazione.

Autore: Barbara Torresani

Il contesto di riferimento è molto cambiato. Le prime cinque edizioni della Cio Survey, ricerca condotta da NetConsulting e sponsorizzata da HP, Microsoft e Telecom Italia, sono state condotte in un periodo di relativa stabilità economica. I risultati dell'edizione 2010, la sesta appunto condotta su un panel di 70 Cio di aziende italiane, risentono invece della situazione di discontinuità che incide sulla spesa e gli investimenti IT delle aziende, che ha anche influito sulle Tlc, nonostante l'andamento meno ciclico di questo comparto.
Occorre guardare il mercato di riferimento per capire meglio il ruolo dei Cio in questo contesto, le tendenze in atto e i trend futuri.
cio-survey-2010-budget-ridotti-ma-cresce-il-ruolo--1.jpgCome spiega Giancarlo Capitani, Amministratore Delegato di NetConsulting - società di analisi di mercato che realizza il Rapporto Assinform – "In Italia il biennio 2008-2009 si è caratterizzato per una fortissima discontinuità nella crescita degli investimenti e della spesa in IT, le cui cause di tipo strutturale sono da attribuire alla presenza di una larga base di PMI, poco propense a investire in strumenti ICT". Bisogna però dire che la decrescita forte (-8%) si è registrata proprio nelle grandi aziende, che incidono per il 57%  sulla spesa totale di IT.
Nell'ambito IT un'importante discontinuità si è avuta nel comparto hardware, che è passato da -0,2% a -15% soprattutto per un processo di mancato rinnovo del parco tecnologico. Meno forte il decremento riportato dall'ambito software mentre quello più significativo ha riguardato il comparto dei servizi, dovuto in prevalenza alla mancanza di nuovi progetti e al calo delle tariffe professionali.
Nel secondo semestre del 2010 per l'IT si intravede un debole profilo di ripresa, anche se le insidie non mancano. Tra queste: la non omogeneità dei tassi di sviluppo e una forte polarizzazione sulle esportazioni di grandi aziende manifatturiere.
L'innesto della Cio Survey può collocarsi qui. Come hanno reagito aziende di fronte alla crisi in termini di Ict? E dove intendono focalizzare i propri investimenti nel biennio 2010-2011?
L'indagine, condotta da Netconsulting nei primi mesi dell'anno in corso, ha coinvolto 70 Cio rappresentativi di grandi aziende del Paese, fatta eccezione di quelle della Pubblica Amministrazione,  su temi quali: priorità di business e IT, principali aree di investimento, tecnologie/architetture innovative, trend progettuali in atto, composizione dei budget IT e relazione tra Cio ed ecosistema aziendale.
Di fronte alla crisi le aziende hanno attuato severi processi di riduzione dei costi. In particolare, si sono rinegoziati i contratti con gli IT vendor e si è ridotta la spesa IT per consulenti e fornitori di servizi. Si è assistito tuttavia a un'attenuazione delle politiche di cost saving a favore di un timido avvio di investimenti in direzione dell'innovazione,  in termini di introduzione di strumenti Web 2.0. Pur in una fase di grande compressione dei budget destinati all'IT, infatti, c'è la percezione di una crescente convergenza della relazione tra IT e business (priorità che passa dalla terza alla prima posizione). L'interesse dei Cio va soprattutto a processi di consolidamento e virtualizzazione delle architetture, mentre il supporto alla compliance sta diventando un importante driver in alcuni settori più regolamentati come il bancario e quello delle telecomunicazioni. Guadagna molte posizioni (passando dalla 14 alla quinta posizione) l'introduzione in azienda di strumenti per migliorare la capacità decisionale (la cosiddetta Business Intelligence). Spicca, infatti, una sensibilità crescente del top management all'utilizzo di strumenti per controllare l'andamento aziendale e, di conseguenza, a governare l'azienda.
Quello tracciato dai Cio è un quadro da cui emerge che, nonostante la forte attenzione alla razionalizzazione dei costi, sono in crescita le priorità di business legate al miglioramento dell'efficacia dei processi. IT Governance, Unified Computing e Cloud Computing risultano le tre aree di maggiore interesse per lo sviluppo futuro dei progetti e delle politiche IT. 

[tit:Gli orientamenti della spesa IT]
I budget IT a disposizione dei Cio delle grandi aziende per il 2010 sono in calo del -4,1%. Tutte le componenti IT diminuiscono al netto dell'outsourcing. In ambito hardware (dove la spesa è in calo di circa il 7,3%) si assiste a fenomeni di rinnovamento del parco sul lato pc client in presenza di fenomeni di server consolidation e a una forte ripresa della domanda di desktop. Il software subisce un decremento del 6,4%, mentre nel comparto servizi esce molto cio-survey-2010-budget-ridotti-ma-cresce-il-ruolo--3.jpgpenalizzata la system integration, che risente dell'effetto a valore del fenomeno del downpricing, mentre cresce la richiesta di outsourcing, specchio della propensione a esternalizzare componenti del sistema IT, sia infrastrutturali che applicative. "Nonostante tutto, la riduzione forte della spesa corrente è destinata ad alimentare la spesa per investimenti che guardano a evoluzione dei sistemi IT non solo in termini di manutenzione, commenta Capitani".
In ambito infrastrutturale le aziende investono soprattutto in progetti di virtualizzazione server, sicurezza, consolidamento dei server, rinnovo/aggiornamento dei server e dei client, automazione e rinnovamento dei data center, Business Continuity/Disaster Recovery. Una sorta di processo obbligato quello del rinnovo del parco tecnologico di molte aziende, favorito dall'introduzione dei nuovi sistemi operativi.
Sul fronte applicativo le aziende focalizzano gli investimenti su tre baricentri primari: la Business Intelligence, per la crescente domanda di strumenti di intelligence e monitoraggio delle performance aziendali; Amministrazione/Finanza/Controllo; Crm legato al processo di vendita per gestire in modo più intelligente il cliente. C'è inoltre interesse anche per il Document Management e la Collaboration.
Per il prossimo trimestre le tendenze principali (in termini di livello di adozione e grado di interesse a investire) riguardano l'IT governance, l'Unified Communication e a seguire la Soa, il Green IT e il Cloud Computing. Il Cloud Computing è un'area di grande attenzione di tutti i fornitori, dove le barriere culturali da superare sono ancora molte. Le aziende, infatti, hanno ancora un atteggiamento di cautela e attesa rispetto al fenomeno; la partita si gioca tutta sulla capacità dei fornitori di mostrare il valore di questo paradigma tecnologico e di business di fruizione dell'IT. 

[tit:Relazioni in trasformazione e il ruolo del CIO]
In questi ultimi anni il modello della relazione cliente-fornitore è molto cambiatoOggi il numero di fornitori è molto diminuito. Si nota una forte concentrazione delle quote di mercato nella componente hardware. E via via lo stesso fenomeno sta avvenendo anche nel mercato del software, in particolare nel middleware e sul lato applicativo. Cambiano anche le dinamiche di relazioni con i fornitori di servizi; emerge, infatti, una propensione a esternalizzare e una tendenza a utilizzare più fornitori di nicchia, tenendo separati coloro che le strutture che si occupano di system integration dalle realtà che fanno attività di application management.
cio-survey-2010-budget-ridotti-ma-cresce-il-ruolo--2.jpgIl Cio, tra le figure che influenzano le strategie di business, occupa la quinta posizione dopo il responsabile vendite, il Cfo, il responsabile marketing e il responsabile produzione. E' una funzione che ha comunque scalato molte posizioni e oggi ricopre una varietà di compiti: governa la macchina operativa, dialoga con il top management, influenza e introduce l'innovazione tecnologica in azienda, valuta e veicola l'offerta dei vendor IT, siede all'interno dello steering commitee e si pone come business advisor. Rimane ancora una figura ancora penalizzata, che, pur avendo accresciuto la propria cultura e le proprie competenze per portare innovazione in azienda, ha spazi di manovra sempre più compressi dai direttori acquisti e dai Cfo.  

[tit:Un pizzico di ottimismo]
Un fatto è certo: in questi ultimo periodo si è operato in termini di cost saving, ma non si può dire che la riduzione della spesa IT sia stata solo miope; in alcune situazioni ha stimolato il processo di innovazione dei sistemi informativi aziendali e ha portato a scelte intelligenti.
Un segno che guarda alla positività viene dal  fatto che quest'anno il Pil dovrebbe crescere di circa il 6,2%. Le prospettive di crescita quindi ci sono e potrebbero tradursi in recupero della spesa IT e ritorno al segno positivo delle TLC.
"In questo contesto occorre che i Cio siano pronti e capaci di indirizzare la nuova domanda di Ict, conclude Capitani, che risponde a requisiti di multilocalizzazione, collaborazione, e, in generale, di innovazione".
Quella odierna è infatti un'Ict che funge da elemento portante della trasformazione. Il Cio è oggi cosciente della trasformazione in atto; deve avere però un profilo più alto, capire cosa ci vuole per attuarla nel modo corretto e destinare più risorse e in modo strategico e meno residuale all'IT. 

[tit:La parola ai Cio]
"Per il Gruppo Pirelli la crisi è stata una grande sfida, dice Dario ScagliottiCio di Pirelli e C.Group. Come Cio ci siamo sentiti una normalissima funzione aziendale e quindi, forse ancora prima della crisi, ci siamo interrogati su cosa fare in un mutato contesto. Ci siamo schierati contro la politica del dowpricing, una logica miope, e abbiamo portato avanti la gestione della crisi lavorando sulla produttività interna, sulla dispersione delle energie. La crisi ci ha fatto migliorare. Ne siamo usciti più forti, maturi e consapevoli. E in in questo contesto l'Ict si è rivelato uno strumetno fondamentale, tanto che all'interno del Gruppo la sua percezione è migliorata, in quanto il recupero di produttività è stato tangibile".
"La crisi ha colpito tutti, commenta Dario Pagani, ICT Strategy & Governance - SVP di Enel. In Enel abbiamo dovuto rivedere i piani di spinta all'innovazione e in parte ridurre i budget. Non abbiamo frenato però le principali iniziative tecnologiche in cui crediamo fortemente, come l'attenzione al green e la virtualizzazione, né abbiamo ridotto i budget di formazione. Con i grandi fornitori abbiamo cercato di mettere a punto piani congiunti che non andassero a toccare la qualità. Il budget ha subito una riduzione di circa 50 milioni di euro, equivalente al 7-8% dell'intera somma destinati all'innovazione e abbiamo introdotto strumenti di governance, misurazione e benckmarking".
"Il settore bancario è in profonda trasformazione, sostiene Massimo Messina, Responsabile Infrastructure Management & Architecures di Unicredit Group. Occorre ritrovare lo spazio e le crescite del passato riposizionando i modelli tradizionali e guardando a quelli nuovi. Stanno emergendo nuove aree di interesse, come per esempio quella del risk management. Ed è importante creare nuove sinergie tra cliente e fornitore. Per affrontare la trasformazione in atto, però, ci vuole prima di tutto un po' di coraggio".
"La crisi ha accelerato il riconoscimento del ruolo abilitante dell'IT, afferma Gianluca Fusco, Cio di Edipower. I sistemi IT sono sempre più importanti perché aiutano le aziende a riscrivere i processi e le procedure relative ad essi. Una gestione intelligente dei sistemi IT può creare valore. E' necessaria  però la creazione di cultura, attraverso un processo di evangelizzazione sulle linee di business, che porti a superare gli ostacoli al cambiamento".
Quali i progetti innovativi attuati nell'ultimo periodo?
"Negli ultimi 12 mesi Pirelli ha fortemente investito nella campagna "Engaging the consumer", speiga Scagliotti, un'iniziativa Web 2.0, incentrata sulla multicanalità al fine di  attirare il consumatore. In generale ha riposizionato le campagne commerciali su Internet e ha investito sulla Business Intelligence, per governare il bagaglio informativo a disposizione del management che è sempre più strategico per le decisioni aziendali. E accanto alla Business Intelligence trova posto anche il Crm".
E di Crm parla anche Pagani di Enel, che aggiunge: "Fare innvoazione significa individuare soluzioni migliori, flessibili e integrabili. Anche il tema del rischio assume una valenza sempre maggiore, da monitorare, gestire e governare".
"Il file rouge nel settore bancario, ma anche in altri comaparti, dice Messina di Unciredit, credo sia il tema della conoscenza e gestione del cliente. Un altro tema che sta prendendo piede è quello della Collaboration".
"Innovare significa fondamentalmente capire il processo dell'azienda e migliorarne il suo ciclo di vita, conclude Gianluca Fusco di Edipower. Oggi occorre svecchiare i sistemi informativi con infrastrutture flessibili e snelle e utilizzare le risorse IT per rimodellare i processi e i comportamenti delle persone".
Pubblicato il: 13/10/2010

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