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HP, la formula per sbloccare la paralisi dell'innovazione

La trasformazione dei sistemi informativi delle aziende italiane prevede lo spostamento della spesa IT dalla condizione operativa all'innovazione, mediante investimenti che portano ritorni in breve tempo, capacità di autofianziamento e un controllo del processo end-to-end. Lorenzo Gonzales, Business Consultant HP Technologies Services, HP spiega la nuova proposizione societeria orientata in questa direzione.

Barbara Torresani

70%-30%: due percentuali note al mercato IT, in quanto rappresentano la ripartizione degli investimenti tra la condizione operativa e l'innovazione nelle organizzazioni. Un rapporto che gioca molto a sfavore dell'innovazione che non riesce a superare quell''empasse' che vede le aziende baricentrare i propri investimenti ancora sulla manutenzione dell'esistente, creando quello che HP definisce l'"innovation gridlock", il blocco dell'innovazione. E proprio per fare fronte e a tale paralisi dell'innovazione che la società mette in campo una serie di prodotti, soluzioni e servizi che aiutano le organizzazioni a spostare la spesa IT dalle operazioni all'innovazione.
L'indagine "Breacking the innovation gridloack" condotta lo scorso aprile da Coleman Parkes Research per conto di HP (su un campione di 560 Cio, Ceo e business leader di aziende con un numero di dipendenti compreso per il 25% del campione tra i 500 e i 999  dipendenti e oltre i 1.000 dipendenti per la restante parte) evidenzia come un business executive su due ritenga che la propria azienda soffra appunto di questa ‘innovation gridlock', uhp-la-ricetta-per-sbloccare-la-paralisi-dell-innov-2.jpgna sorta di ‘paralisi' dell'innovazione, che blocca le organizzazioni IT nella loro capacità di guidare l'innovazione del business, in quanto la maggior parte dei loro finanziamenti è utilizzata per far funzionare l'ambiente attuale. Più della metà dei business e technology executive ritiene che questo blocco impedisca alle loro aziende di stare al passo con la concorrenza. E tale blocco dell'innovazione determina anche alcuni costi collegati: il 95% degli intervistati ha affermato che determina la perdita di opportunità, il 93% ha indicato costi associati all'impegno sottratto alle risorse e 99% ha citato gli oneri legati alla perdita di tempo.
hp-la-ricetta-per-sbloccare-la-paralisi-dell-innov-1.jpg"Si tratta di situazioni che si traducono in reali problemi di business, commmenta Lorenzo Gonzales, Business Consultant HP Technologies Services, HP. In particolare, si parla di perdità delle opportunità, di costi reali associati al fatto che le risorse perdono tempo facendo operazioni non afferenti l'innovazione. Significa che non solo che l'IT è meno performante ma che si crea una perdita vera e propria percepibile dal business. per HP quindi avorare sull'innovation gridlock significa affrontare una trasformazione dell'IT sulla base di quelle che sono le specificità attuali.
La trasformazione dei sistemi informativi delle aziende italiane deve essere sostenuta con investimenti che portano ritorni nel breve periodo (misurabili tra i tre e i 12 mesi nella maggioranza dei casi), capacità di autofianziamento per evitare un grosso investimento a monte in attesa di ritorni e un controllo del processo end-to-end. HP lo affronta con metodi che vanno a consolidare esperienze provenienti da tutto il mondo, tecnologie che consentono di ottenere risultati nel breve e medio termine e un'attenzione al servizio end-to-end, che prevede diverse fasi, tra cui:  la progettazione del nuovo ambiente, l'implementazione, le infrastrutture abilitanti, i sistemi di automazione e la gestione operativa.

[tit:Gli aspetti della trasformazione]
Secondo HP sono tre i principali aspetti su cui deve focalizzarsi il processo di trasformazione:
- Progetti capaci di autofinanziarsi. Occorre creare progetti self-funding che consentono la trasformazione in base ai limiti del budget attuale e offrono veloci guadagni. "Con l'autofinanziamento si sblocca il budget limitato ed è possibile iniettare finanziamenti nel sistema al fine di creare un circolo virtuoso di miglioramento del sistema stesso, dice Gonzales. L'obiettivo è far sì che i progetti non abbiano bisogno di fonti esterne per continuare ad alimentarsi".
- Sviluppo di un set di nuove soluzioni composte da tecnologie e servizi che permettono alle organizzazioni IT di aggiungere in modo rapido e semplice nuove funzionalità non appena il business lo richiede, per  assicurare che le innovazioni di oggi non risultino obsolete già da domani.
- Liberazione dei fondi destinati alle operazioni. Le aziende possono studiare le modalità per favorire la continua riduzione dei costi operativi ricorrendo a best practice e alla tecnologia, per ridurre i costi ricorrenti delle operazioni e liberare budget per l'innovazione."Si effettuano analisi finanziarie per tenere sotto controllo questo tipo di approccio sia in termini di disegno e ottimizzazione a priori sia di controllo esecutivo a posteriori, spiega Gonzales".
Per ciò che riguarda l'aspetto di auto-finanziamento del progetto di particolare rilievo è l'offerta gratuita HP Applications Modernization Transformation Experience, una sessione complementare e pratica proposta ai clienti qualificati per sperimentare la modernizzazione e i suoi benefici. L'eliminazione della complessità negli ambienti tecnologici e il ritiro delle applicazioni obsolete cosentono alle aziende di autofinanziare i loro progetti di modernizzazione."E' un processo di trasformazione dell'attuale impianto infrastratrutturale e applicativo che opera in maniera limitata, che innesca un meccanismo di ritorno dellll'investimento interno per rifinanziare il sistema e operare nel futuro, sottolinea Gonzales. HP, attraverso servizi e capacità tecnologiche, definisce un percorso di trasformazione che è inevitabilmente unico, che prevede degli step intermedi, che si traducono in vantaggi misurabili che consentono di sbloccare budget, e quindi proseguire in un percorso virtuoso che non richiede né un grosso investimento iniziale né un ritorno solo a lungo termine, e che porta risultati tangibili e visibili anche dal business nel medio-breve periodo, creando un momento positivo dal punto di vista dell'accettazione dell'iniziativa. E la roadmap diventa quindi un punto fondamentale e centrale perché guida la strategia di trasformazione per evitare che si guardi solo al breve termine e si perda di vista la visione di insieme.
Sempre in quest'ambito le nuove HP Modernization Funding Options consentono ai clienti di accedere al capitale basato sul valore dei sistemi esistenti, aiutandoli a finanziare gli investimenti nelle nuove tecnologie e nell'innovazione.
In termini di offerta gli sviluppi della suite software HP Insight Control per la gestione del server comprendono HP Integrated Lights-Out Advanced (iLO 3), che migliora le operazioni del sistema e l'efficienza durante til ciclo di vita del server. iLO 3 è in grado di ridurre i costi amministrativi attraverso impostazioni server semplificate, l'ottimizzazione termica e della corrente e il monitoraggio dello stato di salute del sistema integrato, indirizzando uno dei maggiori centri di costo operativo per gran parte delle aziende.
Altre novità riguardano i Server HP ProLiant – nei modelli DL360 G7 e DL380 G7 – che migliorano le economie dei server tradizionali ottimizzando l'efficienza dei costi e incrementando al tempo stesso le prestazioni. "Sulla parte infrastrutturale si possono già effettuare degli interventi a costi e impatti relativamente bassi che consentono di ottimizzare la macchina operativa sia in termini di migliore uso delle risorse (per esempio un numero inferiore di sistemi per supportare lo stesso livello di performance che servono attualmente) sia in termini di gestione (la conduzione operativa, in termini di manutenzione, interventi sulle macchine, configurazione, risorse umane, …) e di infrastruttura fisica in termini di spazi e consumi energetici.
"L'evoluzione delle tecnologie HP vanno proprio in questa direzione, dice Gonzales: macchine con gestione centralizzata e semplificata, bassi consumi energetici bassi e una serie di capacità che consentono di consolidare e migliorare le prestazioni". 

[tit:Il cambiamento passa dal cloud computing]
Il cloud computing rappresenta un paradigma tecnologico che può contribuire a abilitare il processo di trasformazione.
hp-la-ricetta-per-sbloccare-la-paralisi-dell-innov-4.jpg"Il cloud si sposa con le esigenze dell'azienda moderna, che deve stare al passo coi tempi. Risponde a necessità di migliore distribuzione della spesa IT, di flessibilità, di capacità di integrare nella catena del valore l'elemento l'innovazione e di variabilizzazione dei costi e degli investimenti affinché si possano gestire in base quelli che sono gli andamenti di un mercato che non è più predicibile e lineare, afferma Gonzales. E' un modello che mette a disposizione una capacità di utilizzo di servizi a costi variabili, che nel mercato italiano appare ancora più importante che in altri paesi. La possibilità di accedere a servizi cloud quindi diventa un fattore competitivo se non di sopravvivenza. Per questo HP lavorando molto fortemente in questa direzione, ponendo una particolare enfasi al tema dell'automazione. Quest'ultima semplifica tempi, processi, permettendo di integrare facilmente i servizi, di utilizzarli secondo un proprio modello operativo, permettendo di sfruttare effettivamente il valore che il cloud mette a disposizione".
In particolare, la soluzione HP Cloud Service Automation (CSA) consente ai clienti di progettare gli ambienti IT per affrontare i cambiamenti accelerando l'implementazione e la gestione automatizzata di iniziative di cloud private e pubbliche. 

[tit:Al fianco del cliente]
Per affiancate il cliente nel processo di trasformazione dei sistemi informativi HP tende ad assume un ruolo sempre più consulenziale: "HP ritiene che questo sia un un passaggio essenziale per aiutare il cliente a utilizzare bene la tecnologia, sottolinea Gonzales. Il fatto di avere strutture di servizi professionali come Eds, adesso HP Enterprise Service, va proprio in questa direzione. La sola tecnologia infatti non basta; rappresena un aggiunta a uno stack che allo stato attuale mangia troppe risorse operative. E HP guida i clienti a utilizzarlo al meglio. "Il processo di trasformazione nei clienti non può essere completamente lineare, avrà inevitabilmente dei punti di rottura. E per questo dobbiamo aiutare i clienti a procedere nella trasformazione, valutando come trasformare un'infrastruttura IT o un ambiente applicativo, spiega Gonzales".
HP,  per come è strutturata, ha la possibilità di far leva su un'organizzazione che opera in tutto il mondo e di collezionare tutte quelle esperienze raccolte su scala mondiale. Da diversi anni ha sviluppato metodologie proprio sulle roadmap di trasformazione tecnologia, che arricchisce con le verticalizzazioni tematiche.
Il ruolo di HP è quello di trasferire le esperienze acquisite ai clienti sulla base di quello che ha imparato in giro per il mondo, mettendo a disposizione quell'insieme di conoscenze e competenze che consentono di disegnare la specifica roadmap del cliente. 

[tit:La situazione in Italia]
In Italia le necessità delle organizzazioni non si discostano di molto da quelle degli altri paesi europei. L'IT nostrana ha necessità di lavorare sempre meglio. Le principali difficoltà che si incontrano sono sia di tipo culturale sia di tipo finanziario.
"Pur non essenso tra i Paesi che brillano per capacità di innovazione, quando in Italia si affrontano determinati temi, molto spesso lo si fa in maniera significativa tanto da diventare pratices a livello mondiale. Né è un esempio un caso concreto italiano, ovvero la collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR). Grazie ad HP, infatti, il Ministero ha ridotto significativamente i costi di manutenzione ed  ha potuto investire quanto risparmiato per avviare alcuni progetti innovativi, tra cui un social network che coinvolge migliaia di studenti italiani. "In Italia vi sono realtà brillanti, conclude Gonzales, che eccellono nel proprio mercato di riferimento," che si contrappone però a una massa di aziende che ha difficoltà a raggiungere anche livello medio-bassi di sviluppo Ict.
Pubblicato il: 06/08/2010

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