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Ibm, il maiframe zEnterprise definisce una nuova dimensione del computing

Il primo sistema ibrido della storia, basato su una nuova architettura nella quale i carichi di lavoro su mainframe, sistemi POWER7 e x86 possono condividere risorse ed essere gestiti come un unico sistema virtualizzato. "Non si tratta solo di un annuncio; è il coronamento di un viaggio iniziato tanti anni fa, dice Nicola Ciniero, General Manager IBM Italia.

Barbara Torresani

Il 'sistema dei sistemi', una rivoluzione che ha alle spalle decenni di successi e innovazioni.
E' quella del nuovo mainframe IBM zEnterprise, il primo sistema ibrido della storia, presentato in questi giorni da IBM. "Non si tratta solo di un annuncio; è il coronamento di un viaggio iniziato tanti anni fa, dice Nicola Ciniero, General Manger IBM Italia, nel presentare a clienti e partner italiani ilibm-il-maiframe-zenterprise-definisce-una-nuova-di-1.jpg nuovo gioiello di casa. E prosegue: "Il prossimo anno IBM compirà 100 anni; 100 anni di storia dell'IT; non succede a tante aziende di raggiungere questo traguardo. Dopo 100 anni IBM è ancora qui con la propria faccia e le promesse fatte ai clienti, che ha mantenuto nel tempo. Sono stati 100 anni di grandi trasformazioni. Oggi è un momento di grandi sfide; si delinea  una direzione chiara che vede il livello fisico e quello digitale sfumare sempre più e l'innovazione spingere su tecnologie – sempre più diffuse e pervasive – aperte, flessibili, veloci, adottabili da tutti in tempi rapidi. Si passa dalla singola transazione IT a transazioni di business; un business che corre a velocità a cui non eravamo pronti. Tutto ciò richiede nuovi paradigmi organizzativi e di processo". E IBM è pronta a farlo con il nuovo sistema zEnterprise.
Il ‘sistema dei sistemi' ha alla spalle tre anni di lavoro, un investimento pari a 1,5 miliardi di dollari e l'attività di sviluppo di 5.000 tecnici in 18 laboratori diversi. Lavora sodo il team di Ricerca & Sviluppo di IBM: "Per IBM la R&D non è un optional, è una ragione d'essere" afferma Ciniero. Ed zEnterpise è un progetto per il futuro, che ha solibm-il-maiframe-zenterprise-definisce-una-nuova-di-2.jpgide basi nel passato. Tocca a Gianfranco Privitera, Vice President Strategic Initiatives di IBM Italia, ricordare alcune delle principali tappe della storia del mainframe IBM :"Nel 1964 è stato presentato il primo mainframe, il Sistema 360, in grado di compilare programmi su macchine uguali; una vera innovazione. Gli anni '70 rappresentano il decennio di scelte coraggiose, di frontiera. Nasce in quegli anni il Sistema 370, la base per l'evoluzione del mainframe per gli anni a venire. Negli anni 90, quelli del client/server, vengono lanciati i sistemi paralleli, ed è proprio alla fine di questa decade che si assiste a un'altra grande rivoluzione: sui mainframe si installano i processori che fanno girare carichi di lavoro su Linux. Gli Anni 2000 hanno visto la nascita dei Sistemi z, con un commitment e una roadmap definita nel tempo, con obiettivi stabiliti, tecnologie e price/performance chiari. Oggi si apre una nuova era del computing, quella del mainframe che si presenta come sistema ibrido, in cui la nuova architettura di IBM zEnterprise estende i vantaggi di gestione del mainframe IBM agli ambienti POWER7 e System x."
Marianne Mostachetti, Vice President, System z Products, spiega la nuova offerta IBM e le sue potenzialità: "L'approccio tipico dei server ‘one size fits all' non è quello giusto, ottimizzato e applicabile agli ambienti enterprise multipiattaforma, dove girano differenti carichi di lavoro. Con zEnterprise System IBM si propone di rispondere alle esigenze dei clienti che si trovano ad operare con data center  in cui confluiscono un insieme complesso di tecnologie eterogenee, con applicazioni incapaci di comunicare tra loro in tempo reale, la cui gestione diventa sempre più complessa e con informazioni  e informazioni che crescono in modo esponenziale e carichi di lavoro sofisticati, ad alta intensità di dati".
In una visione IBM in cui tutto si colloca sotto il cappello ‘smarter', anche i sistemi lo devono essere e così l'hardware su cui poggiano, il software che sulle macchine gira e i servizi a corredo. E ovviamente il ‘Sistema dei sistemi', che offre un'integrazione di piattoforme, gestione, e stack di rete, è in grado di farlo, integrando le migliori tecnologie al fine di migliorare la produttività dei data center multiarchitettura e dei private cloud del domani. E  zEnterprise promette di farlo proponendo una nuova architettura di sistemi nella quale i carichi di lavoro su mainframe, sistemi POWER7 e x86 possono condividere risorse ed essere gestiti come un unico sistema virtualizzato.
La nuova architettura combina il nuovo mainframe (z196) alla nuova tecnologia  IBM zEnterprise BladeCenter Extension (zBx) e al firmware IBM zEnterprise Unified Resource Manager (URM), per poter gestire i carichi di lavoro eseguiti tra System z, Power e System x. Una componentequella del firmware in grado di operare su elementi quali hypervisor (semplificandone l'installazione), energia (riducendone costi e consumi), performance (allocando le risorse e definendo le priorità in linea con gli obiettivi di business), e anche virtual server, reti  e operazioni.
E' possibile integrare la gestione delle risorse zEnterprise come se fossero un unico sistema ed estendere le caratteristiche del mainframe, quali affidabilità e sicurezza, ai carichi di lavoro eseguiti su server blade IBM POWER7 e System x selezionati. 
Qualche idea delle potenzialità in termini prestazionali dello zEnterpise 196 (che contiene 96 dei microprocessori che lavorano a 5,2 Ghz e sono in grado di eseguire più di 50 miliardi di istruzioni al secondo): in ambiente Linux migliora le performance del 60% e abbassa i costi del 35%; in ambito z/os le performance risultano migliorate del 40% e le capacità del 60%.
Nei disegni di IBM il sistema abilita i nuovi paradigmi tecnologici facendo aderire il cloud alle richieste del business in termini di sicurezza, disponibilità, efficienza, scalabilità e virtualizzazione e che si completa e esprime la sua grandezza quando combina la componente hardware - di sistemi, storage e rete (quella privata di dati Edn) con la componente software. Un'offerta quella del software IBM che nel corso degli anni si è via via arricchita, a cui si somma il software sviluppato da 1650 Isv unici che hanno reso disponibile più di 6.300 applicazioni per il system 7 e 4.000 applicazioni per z/os.E proprio nella sfera software sono attesi nuovi prodotti e nuove capacità in tutti gli ambiti di riferimento per IBM – Information Mangement, Tivoli, WebShpere, Lotus e Rational - ottimizzate per zEnterprise e perfezionate per lavorare tra diverse piattaforme.
Un nuovo sistema che vuole soddisfare le necessità dei clienti e fare da piattaforma di riferimento per i partner che guardano alle imprese. Come SAP, che attraverso Agostino Santoni, Amministratore Delegato della filiale italiana, dice: "Abbiamo bisogno di nuove architetture come questa. Tra IBM e SAP è in atto una partnersip molto stretta, con un forte commitment sullo sviluppo. Da parte sua SAP ha una solida storia di 40 anni che poggia su una linea strategica chiara: sviluppare applicazioni per le aziende. E ciò rende semplice la collaborazione con IBM, che, mediante sistemi ibridi, potenti, scalabili e affidabili permette di operare sulle applicazioni in termini di aumento delle performance e riduzione del TCO, e, soprattutto per abilitare il cloud computing". 
Pubblicato il: 26/07/2010

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