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La Posta Elettronica Certificata sotto la lente d'ingrandimento

La Pec o posta elettronica certificata è diventata obbligatoria per i professionisti e lo diventerà nei prossimi mesi anche per le aziende e per i cittadini che vorranno dialogare con la PA in una modalità più veloce e speriamo più trasparente da parte delle amministrazioni pubbliche. Ma come funziona realmente? E soprattutto quali sono i problemi e le perplessità.

Santina Buscemi

Il 30 novembre è iniziato ufficialmente l'obbligo per i professionisti di disporre della Posta Elettronica Certificata o più comunemente Pec. I termini per comunicare al proprio ordine di categoria il proprio indirizzo di Pec sono infatti scaduti il 29 novembre, in linea con i tempi previsti dalla legge 2/2009 (art.16 comma 7), dopo un anno dall'entrata in vigore del decreto, successivamente convertito in legge (vedere atto della Gazzetta Ufficiale).  Alcuni dati diffusi in rete, però, sottolineano il mancato rispetto di questa scadenza da parte della maggior parte dei professionisti. A rallentare l'attivazione del servizio è probabilmente l'assenza di sanzioni in caso di inadempienza, una lacuna che genera qualche perplessità.

[tit:Cos'è la Pec. E come cambierà il sistema di comunicazioni con gli enti pubblici] 
La Posta Elettronica Certificata si basa sull'utilizzo di una casella di posta elettronica dotata di valore legale. Il materiale ricevuto ed inviato mediante l'email della Pec è dotato della medesima rilevanza delle comunicazioni spedite mediante raccomandata con avviso di ricezione. Le normative prevedono che oltre ai professionisti, obbligati a disporre della Posta Elettronica Certificata ad un anno dalla promulgazione della legge, le aziende dovranno applicare la legge in un tempo massimo di 3 anni. Le società che si costituiscono adesso sono già obbligate attualmente a comunicare la casella Pec al momento dell'iscrizione al registro delle imprese. Inoltre il  prossimo anno la Pec interesserà attivamente anche Pubbliche Ammiinistrazioni e cittadini.
La sperimentazione di questo sistema è avvenuta a partire dalla scorsa estate con Inps, Aci e agenzie fiscali delle Entrate e del Territorio: a partire dal mese di ottobre 2009 i cittadini hanno potuto richiedere agli sportelli di questi enti una casella gratuita. Il prossimo anno la Pec interesserà attivamente anche Pubbliche Amministrazioni e cittadini.
La sperimentazione di questo sistema è avvenuta a partire dalla scorsa estate con Inps, Aci e Agenzie fiscali delle Entrate e del Territorio: a partire dal mese di ottobre 2009 i cittadini hanno potuto richiedere agli sportelli di questi enti una casella gratuita. Inoltre, attraverso un "Protocollo di Emergenza" è stato stabilito che tali caselle confluiscano nel servizio Pec dei cittadini, nel momento in cui verrà avviato a tutti gli effetti.
Lo scopo della Posta Elettronica Certificata è, come più volte messo in evidenza dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta, quello di diminuire i costi relativi all'invio di certificazioni "ufficiali", sveltire le procedure tra PA e cittadino e usufruire della possibilità di scambiare comunicazioni in modo rapido, grazie all'immediatezza garantita dalle email.

[tit: Il gestore della posta elettronica]
La garanzia della ricezione dell'email spetta al gestore di posta; come messo in evidenza sul sito del Cnipa, il Centro Nazionale per l'Informazione nella Pubblica Amministrazione: "Certificare l'invio e la ricezione, i due momenti fondamentali nella trasmissione dei documenti informatici, significa fornire al mittente, dal proprio gestore di posta, una ricevuta che costituisce prova legale dell'avvenuta spedizione del messaggio e dell'eventuale allegata documentazione. Allo stesso modo, quando il messaggio perviene al destinatario, il gestore invia al mittente la ricevuta di avvenuta (o mancata) consegna con precisa indicazione temporale. Nel caso in cui il mittente smarrisca le ricevute, la traccia informatica delle operazioni svolte, conservata per legge per un periodo di 30 mesi, consente la riproduzione, con lo stesso valore giuridico, delle ricevute stesse".
Assume quindi una rilevanza strategica l'operato del gestore del servizio di Posta Elettronica Certificata, che dovrebbe rappresentare il garante della certezza della spedizione e ricezione dei messaggi.
Un principio basilare della Pec è la presunzione di conoscibilità: nel momento in cui è spedita una comunicazione viene considerata come avvenuta la ricezione e la conoscenza dell'oggetto della email: ciò è possibile grazie alle ricevute rilasciate, ma su questo punto sono sorte diverse controversie e parte dell'opinione pubblica ha messo in rilevanza la fallacia di un tale meccanismo, soprattutto considerando la valenza legale assunta dalla Posta Elettronica Certificata.
Di conseguenza, il provvedimento legislativo sulla Pec diviene di cruciale importanza nei rapporti fra soggetti diversi, aziende, Pubblica Amministrazione e Cittadini.

[tit:Le diverse perplessità]
La Posta Elettronica Certificata ha fatto scaturire diverse altre perplessità, in merito ai problemi che potrebbero nascere dal suo utilizzo.
Una di queste è la discordanza fra il sistema italiano della Pec e le certificazioni straniere: la Posta Elettronica Certificata è attivabile solo sul territorio italiano e questo impedisce la interoperabilità con altri sistemi.
Un altro punto che ha ricevuto critiche e la legislazione manchevole di norme ad hoc che accompagnino gli utenti privati, le aziende e gli enti pubblici al passaggio dalle forme di comunicazione tradizionali alla Pec. Di conseguenza, è stato sottolineato come è verosimile la creazione, per un periodo iniziale, di un doppio binario, su cui si muoveranno materiali e notifiche: quello della Posta Elettronica Certificata e quello della posta tradizionale.
Inoltre non appaiono chiare le mosse degli organi di governo per dare avvio alla stesura di un'anagrafe degli indirizzi di Posta Certificata: in assenza di un'anagrafe nazionale o di una rete di anagrafi locali interoperabili fra loro, prima dell'invio di una comunicazione di qualsiasi genere tramite la Pec, sarà necessario verificare l'esattezza dell'indirizzo in connessione alla questione trattata e controllare eventuali revoche di quell'indirizzo da parte del destinatario. Il primo aspetto è connesso alla pluralità di indirizzi che un soggetto si troverà ad avere, ciascuno rilasciato dai diversi enti coinvolti.
Difficile quindi venire a capo delle maglie applicative del sistema, nel momento in cui le singole Pubbliche Amministrazioni e gli altri enti si regolamenteranno autonomamente. Riguardo a questo punto, sembra però che Palazzo Vidoni abbia intenzione di effettuare un censimento delle Pec dalle Pubbliche amministrazioni, una sorta di "Pagine gialle della PA".
Infine, fra le critiche mosse alla Pec, il parallelo con la firma digitale e le difficoltà degli organi preposti a convergere su decisioni generali nella sua applicazione. Parte dell'opinione pubblica ha espresso la preoccupazione che si generi per la Pec una medesima situazione di incertezza organizzativa.
L'utilizzo della Posta Elettronica Certificata potrebbe sveltire e migliorare l'efficienza burocratica, ma diversi dubbi sembrano serpeggiare a riguardo. Non resta che attendere il prossimo anno, quando l'estensione a più utenti e ad altri organi della Pec permetterà di stilare un'analisi più precisa.
Pubblicato il: 21/12/2009

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