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Smau-Pmi, consigli per superare la crisi

Nasce l’Osservatorio Smau-School of Management del Politecnico di Milano, che si propone di analizzare lo stato di adozione dell’Ict in Italia e e l’utilizzo in nuovi mercati, quali per esempio quelli digitali. A Smau saranno presentate le prime quattro ricerche realizzate nel 2009. Svelati i risultati della ricerca sulle Ict nelle Pmi.

Barbara Torresani

Un super-osservatorio Smau-School of Management del Politecnico di Milano che analizza in modo permanente lo stato di adozione delle Ict in Italia, attraverso un insieme di ricerche specifiche: è stato annunciato ieri durante la conferenza di presentazione della 46esima edizione di Smau.
Nel corso del 2009 sono state già avviate quattro ricerche i cui risultati saranno presentati nel corso di Smau: L’impatto della crisi sulle grandi imprese - il punto di vista dei Cio (200 Cio di grandi imprese); Le Ict come driver nelle diverse funzioni aziendali (marketing e commerciale, operations e logistica, gestione delle risorse umane); Il Canale Ict in Italia; la situazione economica –finanziaria; I mercati digitali consumer.
Intanto una prima ricerca è stata presentata ieri nel corso della conferenza stampa Smau 2009: Ict nelle Pmi.
Le Pmi sono una tipologia di aziende molto importanti: rappresentano ben oltre il 90% del tessuto economico-industriale italiano. Quindi capire come l’Ict viene utilizzato in questo settore è un termomentro di riferimento importante. Smau e School of Management del Poolitecnico di Milano hanno condotto un’analisi su un campione di 1.200 imprese italiane con l’obeittivo di misurare il livello di maturità dell’Ict (quanto le si utilizza in modo evoluto) sia in termini infrastrutturali che applicativi.
La ricerca ha suddiviso le Pmi in quattro macro-categorie
: lungimiranti (utilizzo evoluto sia dal punto di vista infrastrutturale che applicativo); immature (buon utilizzo infrastrutturale ma non applicativo); miopi e statiche (buon utilizzo applicativo ma non infrastrutturale) impostate (tecnologie non utilizzate in modo evoluto).
Il risultato dice che, come ha spiegato Raffaele Balocco, responsabile della ricerca: “Negli ultimi due anni si è assistito a un aumento del livello di Maturità Ict delle Pmi italiane: in particolare, le imprese ‘Lungimiranti’, che stanno utilizzando in modo “evoluto” sia l’infrastruttura Ictche il parco applicativo” sono passate dal 12% al 17%, mentre si è ridotta la percentuale di imprese ‘Immature’, passando dal 42% al 34%. E’ il segnale che, in media, la sensibilità delle Pmi italiane rispetto all’utilizzo delle Ict è cresciuto negli ultimi anni. Nonostante l’aumento del livello di Maturità Ict, gli effetti della crisi, si sono fatti sentire: nel corso del 2009, infatti, solo il 38% delle Pmi analizzate ha dichiarato l’intenzione di sviluppare progetti Ict ‘rilevanti’ nel 2010, una percentuale che 2 anni fa superava il 55%.”
L’indice di maturità Ict si attesta su un valore medio nazionale pari a 49 nel 2009 (era 40 nel 2007) con aree di eccellenza, come Lombardia, che supera i 60 (63) seguita a poca distanza da Veneto (62) ed Emilia Romagna (59), mentre sotto la media nazionale si pongono le altre regioni con per esempio la Puglia che riporta un i 37. 

[tit:Un po’ di ottimismo]
Non si può guardare solo la metà del bicchiere vuota; se si guarda la parte piena si individuano alcune aziende appartenti al comparto Pmi che hanno adottato comportamenti virtuosi per  superare la crisi.
Di questi comportamenti Smau e Shool of Management del Politecnico ne hanno individuati cinque da suggerire alle altre aziende per fronteggiare la crisi:

- Fare shopping "in saldo". Sfruttare interessanti opportunità di acquisizione di altre imprese, che magari si trovano in difficoltà finanziaria, ma che hanno insito al proprio interno un potenziale di sviluppo futuro.
- Approfittarne per fare le pulizie straordinarie, senza distruggere la casa. E’ questo il momento per eliminare le inefficienze. Ristrutturando però bisogna stare attenti a non tagliare risorse rilevanti che potrebbero minare la capacità competitiva di lungo periodo dell'impresa.
Usare il "satellitare" e non navigare a vista. Pe evitare di andare alla deriva occorre sviluppare e migliorare le capacità di analisi, controllo, monitoraggio dell'andamento dell'impresa e di pianificazione per il futuro.
- Aguzzare l'ingegno per innovare. Bisogna entrare in aree nuove, magari anche nicchie ma altamente attrattive, focalizzandosi su segmenti di mercato meno soggetti alla crisi.
-   Crearsi "scorte di sicurezza". Alcune imprese hanno saputo creare, prima del periodo di crisi, scorte finanziarie (creando un giusto rapporto tra capitale terzi e propri) da utilizzare nel transitorio, anche per operazioni straordinarie, magari proprio per fare shopping di altre aziende.
Pubblicato il: 02/10/2009

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