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Una Business Intelligence sempre più pervasiva

Quali tipologie di aziende richiedono maggiormente le applicazioni di Business Intelligence? E quali sono le funzionalità più utilizzate? Ecco cosa ne pensa il campione di aziende da noi intervistato.

Redazione ImpresaCity

Ci sono dei settori che fanno un uso intensivo di dati e quindi, più di altri, necessitano di strumenti idonei per l’analisi, il trattamento e la trasformazione di questi in informazioni. In questi ambiti la Business Intelligence si è affermata come un’area applicativa di forte riferimento. Il grande salto compiuto però negli ultimi anni della Business Intelligence è stato quello di non essere più una componente applicativa ad appannaggio di una ristretta tipologia di aziende, in genere di grandi  dimensioni. Oggi si parla di “democratizzazione” della Business Intelligence. I dati che prima erano di esclusiva gestione di pochi specialisti ora sono diventati conoscenza condivisa da molti. E la Business Intelligence viene sempre più utilizzata in modo trasversale, da differenti tipologie di aziende. Non è un lusso ma una necessità, un “must have” per aziende di grandi, medie e piccole dimensioni, di differenti settori merceologici.  Dal nostro campione di aziende le indicazioni sui settori di riferimento e le applicazioni più utilizzate. 

[tit: I settori storici]
”Il mondo dell’industria e quello delle istituzioni finanziarie sono certamente fra i mercati più sensibili, dichiara Claudio Bastia, Country Leader Epm/BI, Oracle Italia, poiché per le aziende del settore è determinante poter contare su un sistema in grado di supportare in modo efficace e tempestivo l’operatività legata al controllo di gestione. Inoltre, guardando agli aspetti dimensionali, riscontriamo una particolare attenzione a questi temi da parte delle medie imprese. Non bisogna però dimenticare il mondo della Pubblica Amministrazione, che è sempre più richiamato all’efficienza e alla misurabilità delle performance.” 
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"Nel caso di Teradata i clienti tipo sono le grandi organizzazioni che hanno necessità di elaborare una enorme mole di dati, prevalentemente nei settori bancario, assicurativo, telecomunicazioni, retail,  logistica, energia, dichiara Maurizio Balladori, Solution Team Leader Telco & Retail di Teradata. Il Gruppo Unicredit rappresenta, da un punto di vista BI, un caso interessante per la varietà dei requisiti di business soddisfatti e la complessità tecnologica dell’ambiente analitico risultante. Unicredit Group utilizzerà il data warehouse come motore informativo aziendale al fine di supportare iniziative strategiche come la compliance, la riduzione dei costi e l’incremento della profittabilità. Il punto di partenza del progetto è il Teradata Financial Logical Data Model, modello cross-functional integrato che fornisce una visione unica dei dati aziendali. Questo modello logico fa leva sul concetto di “load once and use many times”: i dati vengono caricati una sola volta in un’unica sede centralizzata e resi disponibili per i più disparati utilizzi a tutti i settori aziendali. Le informazioni saranno accessibili a tutti i livelli aziendali a partire dalla singola business unit sino a livello di holding in ‘right time’ per rispondere alle sempre mutevoli esigenze del business”.

[tit:Un vero e proprio percorso]
Ai diversi livelli progressivi di diffusione della BI, afferma Maarten Sunier, Direttore Commerciale di Formula, corrispondono specifiche fasi organizzative delle aziende, fino ad arrivare all’uso della BI per modificare il proprio rapporto col mercato. Questo percorso, che come Formula siamo in grado di disegnare partendo dal reporting operativo fino ad arrivare al Cpm, è oggi particolarmente praticato nei settori Manufacturing e Consumer Products. In particolare, poi, la necessità di  Cpm nasce  quando siamo in presenza di aziende “giovani” che abbiano l’ambizione di diventare rapidamente riferimento nel proprio mercato. Il fenomeno è molto evidente nel Consumer Products, dove l’informazione è vissuta oggi come un vantaggio competitivo – o almeno un ausilio alla gestione operativa nella continua dialettica con la Grande Distribuzione”. 

[tit:Uno spettro di soluzioni]
“Ibm offre uno spettro di soluzioni per la BI estremamente ampio, dice Renato Ottina, Acg Business Ibm Italia, sia come contenuti funzionali che come tipologia di prodotto/servizio. Questo fa si che praticamente tutti gli utenti dei sistemi informativi  aziendali facciano uso dell'informazione gestita da Ibm. Ad accrescere questa capillare presenza di Ibm nell’information management aziendale, partecipa in modo sostanziale anche Web Sphere e la sua soluzione per la creazione di portali; all’interno di questa soluzione è possibile portare ad ogni utente il corretto mix di operatività, informazione di dettaglio e informazione di sintesi; il tutto permette così agli utenti aziendali il superamento di quel gap informativo denunciato,  e citato poco sopra, dall’Insitute for Business value di Ibm.
Quali le funzionalità più richieste? “Dopo un paio d’anni nei quali si era fatta piuttosto pressante la necessità di realizzare sistemi dotati di interfacce particolarmente ricche di funzionalità e nello stesso tempo dotate di una capacità di sintesi piuttosto elevaa, spiega Gianfranco Calvi, Partner Target Reply, in questo momento riscontriamo una maggiore esigenza di integrazione di funzionalità di analisi libera e predittiva, spesso associata alla necessità di una migliore è più approfondita conoscenza del “cliente”. Questo tema è particolarmente sentito nei settori merceologici sottoposti ad una elevata pressione competitiva sul “cliente”, come ad esempio Telecomunicazioni, Utilities e Finance”.  una-business-intelligence-sempre-piu-pervasiva-4.jpg
“Grazie al grande sviluppo che la Business Intelligence ha avuto negli ultimi anni, afferma Romeo Scaccabarozzi, President di Axiante, le potenzialità di queste soluzioni sono arrivate anche all’orecchio di molti executive che vedono in queste tecnologie la potenzialità di distribuire ad un’ampia popolazione di collaboratori (Enterprise Reporting) la conoscenza delle informazioni aziendali, in un contesto certificato e controllato.Per gli utenti “evoluti”, che hanno già da tempo scoperto la Business Intelligence, abbiamo notato un passo ulteriore che va oltre all’iniziale curiosità verso le Analytical Applications. Questo forte interesse è sicuramente generato dal fatto che le Analytical Applications, in termini di velocità di implementazione, rappresentano una risposta immediata per le funzioni Marketing, Customer Service, Finance e Human Resources.I  mercati attualmente più dinamici sono il Consumer Goods ed il Retail per poter acquisire una conoscenza più precisa del comportamento dei consumatori, ed il settore Insurance per l’ampliamento dei servizi al cliente 

[tit:Anche per le Pmi]
“Le soluzioni di Business Intelligence sono spesso state percepite come soluzioni complesse, dal costo elevato e per realtà di grandi dimensioni, dichiara Danilo Lissoni, Product Manager Business Intelligence di Microsoft Italia. In realtà, oggi, anche le piccole e medie imprese hanno la possibilità di introdurre soluzioni di Business Intelligence facendo leva su strumenti che già sono utilizzati e conosciuti all’interno, riducendo così i costi relativi alla formazione e concentrandosi sull’implementazione di nuovi strumenti per la gestione dei dati che consentono di andare in produzione in tempi molto rapidi e con investimenti minimi”.  

[tit:Un fatto di cultura aziendale]
“In questo momento critico per l’economia mondiale, sostiene Alberto Bastianon, Sales Consulting Director di Sap Italia, numerosi settori di mercato si stanno rivolgendo alla business intelligence per comprendere come ottimizzare il proprio business in modo da sopravvivere e avere successo. La diffusione della Business Intelligence però non è tanto legata alla tipologia del mercato in cui le aziende operano, ma è piuttosto un fatto di cultura aziendale. Le tecnologie di BI risultano utili e interessanti per qualsiasi tipo di azienda e i casi di applicazione spaziano in settori di mercato molto diversi per tipologia, dimensioni e localizzazione geografica. La flessibilità degli strumenti li rende infatti facilmente utilizzabili in svariati ambiti. Le aree applicative in cui si manifesta un utilizzo più estensivo di soluzioni di BI sono tipicamente il marketing, il customer management la gestione delle risorse umane e le vendite, ambiti in cui il ritorno sulle strategie di business e sugli obiettivi è significativo”.
E di cultura aziendale parla anche Stefano Matera, Direttore Marketing e Canale Indiretto di TeamSystem, che dice: ”Tracciare una linea ben definita sulla tipologia di aziende che utilizzano tali applicazioni sarebbe erroneo. La scelta di utilizzare applicazioni di BI non dipende da un singolo settore oppure dal suo andamento, quanto piuttosto dalla singola cultura aziendale. Certo è che noi fornitori giochiamo un ruolo fondamentale per la diffusione di questa tipologia di soluzioni e nella creazione della cultura all’innovazione all’interno delle diverse realtà aziendali. Notiamo comunque che la semplicità e l’immediatezza all’utilizzo sono sempre apprezzate dal nostro target di riferimento”. 
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[tit: Sulla strada dell’innovazione]
"Le aziende che richiedono maggiormente queste applicazioni, enfatizza Walter Lanzani, Direttore Marketing di Sas,  sono quelle che devono spostare il proprio focus operativo dall’automazione all’innovazione, approccio necessario soprattutto per quelle realtà che si trovano a operare in un mercato globale e che desiderano effettuare analisi predittive affidabili basate su diversi fattori che siano promozioni, tariffe, servizi oppure fattori macroeconomici, e sugli impatti che questi possono avere sul business”.  

[tit:Aziende e utenti]
“Le informazioni e i dati aziendali, spiega Roberto Fontana, Marketing Manager BI and Performance Management di IBM Italia, servono sempre di più per pianificare azioni e strategie, e in quest’ottica l’allineamento tra i diversi reparti aziendali è necessario. Il ruolo dell’IT rimane quello di mettere a disposizione di utenti e di applicazioni dati certificati e affidabili da un punto di vista qualitativo, provenienti dalle diverse sorgenti operazionali. Il ruolo degli utenti business è invece quello di utilizzare in maniera consapevole (grazie alla disponibilità di un “dizionario” con il significato dei termini disponibili) le informazioni a loro disposizione all’interno di analisi, cruscotti e piani di budgeting, traendo sempre i massimi vantaggi dalla presenza di un modello condiviso dei dati. 
 “Esistono due principali tipologie di aziende, conclude Enza Fumarola, Country Manager di Infor, Italia, distinguibili in funzione della maturità applicativa raggiunta, valutabile in funzione del livello con cui le applicazioni sono in grado di supportare, in modo integrato, i processi aziendali: aziende dotate di un portafoglio applicativo “integrato” (imprese dotate di sistemi gestionali caratterizzati da un elevato livello di completezza e di integrazione dei processi supportati) e quelle dotate di un portafoglio applicativo “esteso” (le quali completano il proprio patrimonio applicativo con applicazioni  extranet, intranet e/o mobile/wireless)”.  
Pubblicato il: 23/07/2009

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