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Orizzonte Business Intelligence

Quali le principali dinamiche in atto nel mercato della Business Intelligence e quali le tendenze future? Come è recepita la componente di Corporate Performance Management in quest’ambito? Come si articola l’offerta dei principali vendor? In questo articolo le risposte di un primo gruppo.

a cura di Barbara Torresani

La Business Intelligence è uno tra i pochi mercati dell’It che continua a registrare buoni tassi di crescita, anche se meno dinamici del passato. Mai come oggi, in un momento di congiuntura economica negativa, la capacità di trattare nel modo giusto i dati aziendali per creare informazioni e conoscenza diventa fondamentale. 
Si tratta di applicazioni che hanno l’obiettivo di organizzare in modo efficace e intelligente le informazioni presenti all’interno dell’azienda, con l’obiettivo di massimizzare i fatturati mediante una migliore definizione delle aree aziendali.
L’esigenza di svolgere  una accurata e migliore gestione delle informazioni non riguarda  una particolare area aziendale ma è trasversale  a tutta l’azienda.  Il progressivo processo di strutturazione e digitalizzazione di contenuti e documenti all’interno delle aziende favorisce una adozione più consapevole e sempre maggiore di queste soluzioni.
L’esigenza crescente da parte delle aziende di disporre di strumenti non solo basati su analisi storiche, ma anche su analisi previsionali, che consentano di simulare scenari futuri ha favorito anche l’affermazione di applicazioni evolutive della Business Intelligence come quelle del Business Performance Management o Corporate Performance Management.
Si tratta di soluzioni che aiutano a gestire il cambiamento e allineare gli obiettivi;  partendo dalle risorse esistenti strutturano in modo intelligente informazioni e processi, per capire e agire di conseguenza. Sono applicazioni che si occupano della pianificazione aziendale e del ciclo di controllo,  per misurare e ottimizzare le prestazioni e i risultati economici sia diretti che indiretti.
Quali le principali dinamiche in atto nel mercato della Business Intelligence e quali le tendenze future?  ImpresaCity lo ha chiesto a un panel rappresentativo di aziende che operano in questo mercato. Qui di seguito la prima parte del servizio. 

[tit:Diamo i numeri]
Secondo dati Assinform nel corso del 2008 in Italia  il mercato della Business Intelligence ha registrato un andamento positivo, riportando una crescita del 7%, in lieve calo rispetto all’anno precedente. E’ un mercato che nel suo complesso vale 466 milioni di euro, che cresce in modo sostenuto sia nella componente software che in quella dei servizi.
Tra i fattori che hanno determinato la crescita del comparto applicativo rientrano il forte aumento di informazioni da gestire, lo sviluppo di nuovi canali di comunicazione  e anche nuovi device che abilitano modalità innovative di accesso ai contenuti. I dati, infatti, crescono così come le informazioni destrutturate, che ancora oggi non sono sfruttate nel migliore dei modi.
Per questi motivi l’adozione di sistemi di BI diventa sempre più importante, così come lo è per controllare le informazioni e per riuscire a comprendere la realtà, attraverso la costruzione di modelli simulativi e predittivi.
Guardando al lato vendor è in atto da qualche anno un processo che nel corso del 2008 si è ulteriormente consolidato, modificando gli assetti competitivi del mercato. A fronte di numerosi processi di acquisizioni il mercato si è infatti  polarizzato intorno ad alcuni grandi player, che hanno rafforzato il loro portafoglio con suite integrate. Esistono poi vendor indipendenti, anche di grandi dimensioni, con prodotti di BI estesi che danno copertura a più segmenti della catena del valore. per finire resistono pochi vendor definiti “pure player”, con soluzioni fortemente specializzate e innovative dal punto di vista tecnologico. 

[tit:Dinamiche attuali e tendenze future]
“In quest’ultimo periodo di repentino rallentamento dell’economia, le aziende utenti sono orientate a focalizzarsi sull’ottimizzazione della gestione, afferma Maarten Sunier, Direttore Commerciale di Formula.orizzonte-business-intelligence-1.jpg Questa necessità porta una fetta consistente di imprese, anche in Italia, ad attribuire maggiore importanza alla BI che non viene più vista come una serie di tool eterogenei dedicati e avulsi,  ma come strumentazione integrata nei processi Erp con l’obiettivo di migliorare l’efficienza aziendale. Le società che credono in strumenti di reporting e di analisi continuano a investire nella BI chiedendo però – e giustamente - soluzioni sempre più integrate nei processi di business, di cui la BI è vista oggi come un mattone costituente, che completa in maniera “naturale” il workflow delle attività operative Erp e Frp (Finance Resource Planning, termine coniato da Sage per indicare l’arsenale informatico a supporto del “nuovo” Cfo). Il mercato di queste soluzioni continuerà a essere in espansione anche per quest’anno e per i successivi'.
Complessità senza precedenti e crescita esponenziale di dati da gestire e trasformare in “intelligenza” utile per il business aziendale.
“Oggi le aziende stanno affrontando complessità senza precedenti, afferma Renato Ottina, ACG Business Leader Ibm Italia. La granularità delle informazioni disponibili è elevatissima, le domande alle quali devono rispondere sono sempre più differenti (non solo inerenti il business, ma anche audit interni ed esterni), i tempi sono sempre più ristretti. orizzonte-business-intelligence-2.jpg In queste condizioni, da una ricerca pubblicata dall'Insititute for Business Value Ibm, il 50% dei business leader continuano a denunciare difficoltà nell'accesso alle informazioni rilevanti presenti in azienda e che risultano fondamentali per affrontare  i punti di cui sopra.Questo tema è sempre più nell'agenda delle aziende e i dati di mercato lo confermano; le necessità sono in continua crescita ed evoluzione. Le novità principali che stanno venendo sempre più alla luce è che al tradizionale bisogno di analisi si sta affiancando in modo perenterio la necessità di poter prevedere gli impatti di decisioni alternative  o avere proiezioni attendibili basate sull'incrocio di molteplici informazioni; è ciò che va sotto il nome di Business Analytic and Optimization dove alle tradizionali tecnologie di data management si affiancano contenuti ad alto valore; contenuti caratterizzati da ricerca matematica e conoscenza dei processi”.  


[tit:La crisi non passa di qui]
E la crisi congiunturale ed economica in atto non sembra impattare più di tanto sul settore della BI, anzi la BI viene valutata come strumento utile per far fronte al momento di forte difficoltà che le aziende si trovano ad affrontare.
“Nonostante la sitorizzonte-business-intelligence-3.jpguazione macroeconomica, dichiara Claudio Bastia, Country Leader EPM/BI, Oracle Italia, abbiamo continuato a registrare effettivi investimenti in EPM/BI da parte delle imprese nell’ultimo anno. Le soluzioni di EPM e BI, infatti, aiutano le aziende ad eccellere in un mercato nel quale la qualità non è più sinonimo di successo commerciale. Occorre essere anche più intuitivi, flessibili, pronti a sfruttare opportunità, capaci di modificare una strategia in pochi giorni e di monitorarne l’esecuzione.  Per i prossimi mesi, considerando la volatilità dei fattori che incidono sull’assetto e sulla disponibilità finanziaria delle imprese, riteniamo che le aziende mostreranno crescente attenzione verso i sistemi di pianificazione finanziaria strategica
.Anche Sas è convinta del ruolo chiave che la BI può giocare il questo momento delicato, soprattutto se valutata in un contesto di innovazione.
“La Business Intelligence aiuta le aziende a tagliare i costi, ottimizzare e innovare, spiega Walter Lanzani, Direttore Marketing di Sas. In questo orizzonte-business-intelligence-4.jpgsenso, le sue dinamiche non risentono in modo particolare della congiuntura. La maggior parte delle aziende ha capito che l’innovazione supportata dalla BI è la sfida su cui puntare oggi, per presentarsi all’appuntamento con la ripresa forti di un vantaggio competitivo sui propri concorrenti. Le imprese hanno compreso che devono passare da un approccio di “automazione” a uno di “innovazione”: sul piano tecnologico,
ma anche e soprattutto in termini di business. Pensiamo agli ambiti della gestione delle performance, che si rivela fondamentale soprattutto per quanto riguarda aree chiave per la competitività come la gestione e lo sviluppo del parco clienti, il controllo di gestione e la gestione del rischio, ancora più strategiche in un periodo di contrazione economica. Per le aziende più innovative, ciò che può fare davvero la differenza è poter fare affidamento su un software che permetta di anticipare trend, comportamenti e avvenimenti del mercato. Per permettere al manager, non solo al tecnico, di intervenire in tempo reale, modificando la propria strategia e capitalizzando le mosse anticipate rispetto ai propri competitor”.
Così Ibm che vede nella Bi uno strumento di attacco per reagire allo scenario di difficoltà economiche. “Anche se con ritmi più lenti rispetto al passato anche recente, ha sottolineato Roberto Fontana, Marketing Manager BI and Performance Management di Ibm Italia, il mercato della BI continua a crescere, come tra l’altro confermato dal recente rapporto di Idc sulla diffusione degli strumenti di BI che per l’Italia prevede un incremento del 5,4% nel 2009. Questo nasce anche dal fatto che le soluzioni di BI sono utili per tutte le aziende che vogliono mantenersi competitive sul mercato, anche e soprattutto in un momento di crisi come quello attuale. In altre parole, la BI costituisce un atteggiamento di ‘attacco’ per reagireorizzonte-business-intelligence-5.jpg alle difficoltà dello scenario economico, invece di aspettare che torni il sereno. Gli strumenti di BI permettono infatti di capire in profondità quali sono gli aspetti dell’azienda che funzionano meglio, per esempio quali prodotti, quali canali di vendita, quali iniziative di marketing sono più performanti in termini di profitto o di contributo al successo. Ottimizzando il sistema di business intelligence e performance management, si possono in sostanza capire in maniera molto precisa quali sono le best practice che permettono all’azienda di essere sempre competitiva, soprattutto in uno scenario nel quale le variabili fondamentali cambiano in maniera sempre più rapida”.“In questo modo, ha proseguito Fontana, si può continuare a ragionare in termini di crescita e investimento anche nei momenti in cui l’economia vive una fase recessiva. È in questi momenti che non è consentito alcun margine di errore, ed è per questo che bisogna operare con un flusso costante di informazioni corrette e certificate, per poter in ultima analisi definire piani strategici dei quali si coglieranno tutti i frutti quando l’economia ripartirà. Per questo, tra le priorità aziendali del momento rientra anche la forte attenzione ai costi, che porta alla revisione degli strumenti utilizzati per la gestione del processo di budgeting, e la contrazione dei tempi per i cicli di forecast, che da cadenze annuali o semestrali sono passate a livelli mensili quando non settimanali. Sia il processo di budgeting sia i cicli di forecast sono gestiti in maniera completa dalla soluzione IBM Cognos per il Corporate Performance Management”. 

Pubblicato il: 25/06/2009

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