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La sanità continua a investire in Ict

Nonostante la crisi gli investimenti del settore nell'ambito informatico non calano; le innovazioni riguardano soprattutto la cartella clinica elettronica. è necessario investire sull'organizzazione e le competenze delle Direzioni ICT e bisogna e superare i vincoli e le incertezze legati al ricorso alla fornitura di servizi ICT.

Autore: Redazione ImpresaCity

Le aziende sanitarie non tagliano I budget dedicati agli investimenti ICT. Molte aziende (90%), soprattutto quelle che hanno già effettuato investimenti importanti negli anni passati, continueranno a investire e, in alcuni casi (34%), aumenteranno i propri budget ICT. In diminuzione appaiono, invece, i budget delle aziende, spesso localizzate nelle regioni del Centro e del Sud Italia, che già oggi si ritrovano a dover colmare un forte gap di informatizzazione.
Sono alcuni dati della Ricerca 2009 dell'Osservatorio ICT in Sanità del Politecnico di Milano (che ha coinvolto oltre 210 Strutture Sanitarie, attraverso survey, studi di caso ed interviste dirette ai CIO, Direttori Generali, Sanitari e Amministrativi delle principali realtà operanti nel nostro paese) presentata ieri nel corso  dil convegno "ICT in Sanità: l'innovazione dalla teoria alla pratica" , con il contributo dell'ICT Institute del Politecnico di Milano e in collaborazione con Exposanità. Obiettivo della ricerca ottenere una più ampia visione del ruolo che l'ICT svolge all'interno delle strutture sanitarie e del diverso ruolo dei decisori chiave.
Dopo che nel primo anno l'osservatorio ha messo in luce come l'ICT possa  rappresentare una leva strategica sempre più importante e pervasiva per le organizzazioni della Sanità e uno strumento fondamentale per rispondere alle grandi sfide che si pongono oggi per un sistema sanitario in linea con i bisogni e le aspettative dei cittadini, nel suo secondo anno di vita, l'Osservatorio ha voluto entrare nel merito dei processi di innovazione basati sull'ICT individuando percorsi di utilizzo consapevole delle tecnologie e analizzandone i benefici per la singola organizzazione e l'intero settore sanitario.  

[tit:Gli ambiti applicativi]
La Ricerca si è concentrata su quattro  ambiti chiave per l'innovazione ICT nel settore sanitario: la Cartella Clinica Elettronica, la Dematerializzazione dei documenti, i Sistemi di supporto alla Clinical Governance e i Servizi Digitali al Cittadino.
Quello della Cartella Clinica Elettronica è risultata  la tematica di maggior interesse e su cui saranno effettuati gli investimenti più consistenti, anche se emerge un aumento dell'attenzione e dei budget destinati a tutte queste aree, tale da farle rientrare tra i principali fronti sui quali, nei prossimi anni, si giocherà l'innovazione nel settore sanitario. Affinché l'innovazione abilitata dall'ICT  in Sanità si possa realizzare è necessario  investire sull'organizzazione e le competenze delle Direzioni ICT per superare problemi di  strutture organizzative pesantemente inadeguate in termini sia quantitativi (carenza di organico) che qualitativi, con profili di competenze prevalentemente operativi e inadeguati di fronte alle sfide che l'innovazione tecnologica in Sanità oggi pone. Bisogna  inoltre superare i vincoli e le incertezze legati al ricorso alla fornitura di servizi Ict, fondamentale per avere accesso alle professionalità e competenze necessarie per l'innovazione.
Per quanto riguarda la Cartella Clinica Elettronica l'interesse dei Cio si sta focalizzando soprattutto sul passaggio da soluzioni applicative isolate e limitate a singole aree cliniche a soluzioni integrate a livello aziendale.
In termini di Dematerializzazione, anche in questo caso, occorre passare da soluzioni limitate al supporto di alcune funzionalità specifiche all'integrazione degli strumenti a livello aziendale per favorire una completa digitalizzazione dei processi.
I Sistemi di supporto alla Clinical Governance incontrano alcune difficoltà nel loro processo evolutivo da applicazioni sperimentali a soluzioni in grado di apportare benefici misurabili all'interno delle aziende sanitarie soprattutto per la resistenza degli utenti finali.
Per quanto concerne i Servizi Digitali al Cittadino, infine, il principale risultato emerso dalla Ricerca, oltre alla non chiara comprensione del ruolo e dei benefici che tali servizi possono apportare all'azienda, è la necessità di un'aggregazione nell'erogazione dei servizi a livello sovraziendale, con il forte ruolo di presidio giocato dalle Regioni.  

[tit:Il ruolo della direzione sistemi informativi]
Le principali difficoltà a un utilizzo strategico e innovativo degli strumenti Ict emergono spesso a livello politico e organizzativo. Nonostante la crescita di consapevolezza relativa al ruolo strategico dell'Ict, non si sono registrati particolari cambiamenti organizzativi rispetto allo scorso anno: sono poco più della metà (57%) i Cio che riportano direttamente al Direttore Generale. Anche questi casi la Direzione Ict è spesso vista non come una componente della Direzione Strategica, ma come uno staff di supporto il cui peso reale è assai diverso da quello delle direzioni Amministrative e Sanitaria. Mancano inolre competenze di alto profilo che consentirebbero una gestione più efficace e sistematica della relazione con i clienti. I modelli organizzativi adottati, inoltre, appaiono in molti casi frutto piuttosto della storia e dei vincoli allo sviluppo dell'organico che di un consapevole allineamento alle necessità strategiche dell'organizzazione.
La metà delle organizzazioni del campione risulta avere un profilo operativo, cioè un modello organizzativo caratterizzato da una prevalenza di risorse interne dedicate ad attività di sviluppo e gestione corrente delle applicazioni e dei sistemi.  

[tit:Il sourcing: una decisione strategica]
Per ciò che riguarda la gestione dei fornitori ICT, la politica di Sourcing deve essere pensata e gestita non come puro strumento di efficienza, bensì come una decisione strategica, in quanto ha un impatto importante non solo su costo e qualità del servizio, ma anche sulle capacità di cambiamento e innovazione dell'impresa. Il problema non è tanto "se" fare ricorso all'outsourcing, quanto "come" scegliere e implementare modelli di Sourcing coerenti in modo da valorizzare al meglio il contributo innovativo dei fornitori e ridurre i rischi di impoverimento delle capacità di cambiamento e innovazione.
Oggi lo sviluppo delle applicazioni è esternalizzato nella quasi totalità e generalmente affidato a un numero piuttosto elevato di fornitori. Meno frequente, invece, risulta l'esternalizzazione di attività di gestione delle infrastrutture e del networking.
Per quanto riguarda i trend evolutivi per i prossimi anni si nota una tendenza all'aumento della durata dei contratti di fornitura più di quanto è accaduto negli ultimi 3 anni; fenomeno in parte è dovuto alla particolare lentezza e complessità della predisposizione delle gare in Sanità che spinge ad allungare l'orizzonte contrattuale per evitare di ripetere procedure amministrative lunghe e costose sia allo scarso livello di standardizzazione e maturità dell'offerta che porta, in caso di cambiamento di outsourcer, a dover riavviare percorsi di formazione delle risorse del fornitore onerosi.
La ricerca ha individutati profili di Sourcing: integrato, applicativo, infrastrutturale e acquisto. Il profilo maggiormente diffuso, nel 47% dei casi, è quello infrastrutturale, che prevede l'esternalizzazione di tutte le attività di sviluppo delle applicazioni mentre sono mantenute all'interno le attività relative alla gestione dell'infrastruttura. Seguono il profilo integrato (33%), in cui si mantengono all'interno la quasi totalità delle attività, quello di acquisto (13%), per il quale si esternalizzano quasi totalmente tutte le attività, e quello applicativo (7%), caratterizzato da un limitato livello di esternalizzazione delle attività di sviluppo, gestione e manutenzione delle applicazioni.
Pubblicato il: 21/05/2009

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