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Alfresco, la gestione documentale tutta open source

Una formula innovativa che poggia sul paradigma open source e propone un'offerta di Enterprise Content Management che vuole superare i limiti delle soluzioni più tradizionali. Fino ad oggi rappresentata in Italia da una decina di system integrator di fascia media, punta ora a muoversi anche attraverso una struttura diretta.

Barbara Torresani

Enterprise Content Management (ECM) e open source: è questa il binomio su cui poggia le fondamenta Alfresco, società inglese fondata nel 2005 da un team di manager con provata esperienza nel mercato IT, in particolare nell'ambito della gestione documentale, che ha alle spalle aziende investitrici quali: Accel Partners, Myfield Fund e SAP Ventures.
È un nome che vanta clienti importanti a livello internazionale, partnership OEM  strategiche con Adobe e Quark, accordi tecnologici con numerosi vendor e la presenza in differenti mercati verticali.
Di recente la società ha deciso di scendere in campo in Italia in modo più spinto. Fino ad oggi, infatti, si è mossa sul territorio attraverso una decina di partner locali, nello specifico system integrator (Aleso, Comdata, CSPNet, Interplay, Lutech, Nike Web Consultino, Reply), che hanno raggiunto una quindicina di clienti in diversi settori merceologici. Da citare nomi con il Senato, la Consob, la Provincia di Trento, l'Aler di Milano; Mediaset  e Matrix (Telecom Italia).
"E' questo il momento giusto per potenziare la presenza in Italia, ha dichiarato in un recente incontro Jhon Netwon, Chairman, CTO e Co-fondatore della società - in primis con una figura di vendita diretta,  capace di cogliere le opportunità offerte dallo sviluppo del mercato dell'Enteprise Content Management, di espandere la rete di partnership locali e di accelerare il processo di adozione dell'offerta societaria".
È proprio a Jhon Netwon, co-fondatore di Documentum e di Jhon Powell, in precedenza Coo di Business Objects, in collaborazione con altri manager di spicco del settore, che nel 2005 è venuta l'idea di mettere a fattor comune le rispettive esperienze e competenze nell'ambito della gestione documentale per dar vita a una società che si proponesse in modo nuovo in questo mercato, con un'offerta in grado di superare i limiti delle soluzioni tradizionali e che, soprattutto aderisse alla formula open source.
I risultati raggiunti fino ad oggi sembrano dare ragione al team di innovatori: una crescita del 300% nel giro di due anni, un fatturato nell'intorno dei 20 milioni di dollari, 100 impiegati, e all'attivo un parco clienti di 550 aziende, in particolare nell'ambito finaziario, nei media, nel settore pubblico e nell'education.
"L'ECM un mercato con grandi potenzialità di crescita; oggi la produzione di contenuti è un processo inarrestabile, senza fine, ha enfatizzato Denis Dorval, Vice Presidente Emea. E il  mondo enterprise ha avvertito la necessità di qualcosa di nuovo, di alternativo alle offerte tradizionali di gestione documentale. Oggi, più che nel passato, accanto a operatori  come IBM (con l'offerta FileNet) EMC (con quella Documentum), Oracle e Opentext, ma anche Microsoft con Sharepoint, c'è spazio per altri attori, quelli più nuovi, pronti a gestire i contenuti in modo più interattivo, come richiede il mercato". Player alla Alfresco, per intendersi, capaci di gestire i contenuti nelle diverse forme (documenti, video, immagini, audio, pagine Web,..), con modalità differenti rispetto ai modelli tradizionali. Una per tutte: la formula open source, che, in momenti di crisi come quello attuale, sta avendo una rapida commercializzazione ed è sempre più apprezzata non solo dall'affezionato ambiente degli sviluppatori ma anche dalle imprese, soprattutto per i benefici che derivano dalla sua adozione e dal suo utilizzo. In primis i costi di distribuzione decisamente più bassi rispetto a quelli del sofware proprietario, che oltre a ingenti costi di licenza inziali vincolano le aziende con costi di manutenzione elevati.
La piattaforma Alfresco è il risultato dell'utilizzo di componenti di infrastruttura open source di ultima generazione (Spring, Hibernate, Luce, e MyFaces), che la mettono nelle condizioni di fornire un sistema, che, a detta della società, è cinque volte più veloce e 10 volte più economico delle tradizionali soluzioni propritarie e che può  contare sul contributo della comunità open source.  Una soluzione scalabile, capace cioè di partire dal basso per poi evolvere a livelli molto alti, di semplice utilizzo che consente alle imprese acquirenti di sostenere solo i costi per il software e il supporto di cui necessitano. "Oggi i tempi sono sempre più accorciati. Anche nell'ECM non è sostenibile un modello che richiede tempi dilatati, per valutare, studiare, testare, educare - ha sottolineato Dorval. Il prodotto deve essere pronto e funzionante in tempi brevi, di facile utilizzo, e a un costo ridotto rispetto ai modelli proprietari."
Per rispondere ai trend emergenti, alla componente storica di Gestione Documentale Alfresco ha affiancato la componente di Web Content Mangement, quella di Collaboration e per finire la Content Platform, una sorta di piattaforma  di content-as-a-service. Il tutto poggia su motore di regole (engine rules) che automatizza i workflow.
L'obiettivo per l'Italia è quello di estendere la presenza e accelerare il processo di adozione dell'offerta, attraverso il potenziamento dei partner attivi e la ricerca di nuovi system integrator anche di fascia più enterprise, del calibro di quelli con cui opera all'estero ( tra cui Unisys, Atos Origin, Capgemini, Accenture).
Pubblicato il: 27/03/2009

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