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L'ICT passa dalla Puglia

Gli imprenditori del Sud sono attenti e sensibili alle tematiche ICT; nel 2008 infatti le PMI locali hanno speso 320 milioni di Euro in IT. La percentuale di imprese pugliesi lungimiranti è in linea con la media delle PMI italiane, però più del 50% delle PMI della Puglia è ancora immaturo. È ciò che emerge dall'indagine condotta dalla School of Management del Politecnico di Milano, presentata durante la conferenza stampa di presentazione di Smau Business Bari.

Autore: Redazione PMI

Nel corso del 2008 il mercato IT della Puglia, calcolato come somma degli acquisti di componenti hardware, di licenze software e di servizi IT da parte delle imprese fino a 500 addetti, ammonta a circa 320 milioni di Euro, a fronte di una spesa media per addetto pari a circa 460 Euro. Circa il 55% del mercato IT è relativo all'acquisto di dispositivi hardware. Il restante 45% riguarda l'acquisto di licenze software e di servizi IT. Sono le microimprese, con un organico inferiore alle 10 persone, la tipologia di aziende più rilevante del mercato IT della Puglia, pari a circa il 55%, mentre rappresentano circa il 95% del totale delle imprese che operano in Puglia. Le imprese con un numero di dipendenti compreso tra 10 e 49 cubano invece per circa il 30% del mercato, mentre il rimanente 15% è costituito dalle imprese con un numero di addetti compreso tra 50 e 500.
È questa un primo spaccato che emerge dall'indagine condotta dalla School of Management del Politecnico di Milano, condotta su un campione statisticamente significativo di circa 400 imprese della Puglia con un numero di addetti inferiore a 500 addetti, presentata nei giorni scorsi in occasione della presentazione di Smau Business Bari, che si terrà il 28 e il 29 gennaio prossimi.
Per ciò che riguarda la maturità ICT delle PMI della Puglia, l'indagine mostra una situazione caratterizzata da luci e ombre: da una parte, la percentuale di imprese che possono essere considerate lungimiranti, in quanto utilizzano un'infrastruttura ICT e un parco applicativo evoluti, è in linea con la media delle PMI italiane; dall'altra, più del 50% delle PMI di questa regione, in particolare quelle di dimensioni minori, sono ancora immature in termini di utilizzo di tali tecnologie.
Guardando alle imprese lungimiranti, emergono alcune situazioni comuni favorevoli allo sviluppo dell'innovazione basata sulle ICT: una elevata sensibilità del vertice nell'utilizzo di tali tecnologie, la presenza all'interno dell'impresa di un Pivot ICT, una sorta di innovatore in grado di coniugare il business, la funzione IT e i fornitori, e infine la presenza di una Direzione IT con competenze non solo tecnologiche ma anche gestionali e di business.
I settori merceologici in media più orientati a un utilizzo della tecnologia IT innovativo e quindi più maturi sono quelli della Chimica-Gomma-Plastica, del Metalmeccanico-Elettrico e dei Servizi finanziari e assicurativi, anche se non mancano casi interessanti di utilizzo delle ICT da parte di imprese che sono state capaci di ritagliarsi nicchie di mercato attrattive, all'interno di settori maturi e, talvolta, in crisi. Per contro i settori Costruzioni, Commercio e Trasporti hanno un livello di maturità ICT inferiore, dovuto principalmente alla forte presenza di imprese di dimensioni minori, in cui l'adozione di tali tecnologie è ancora bassa.
Per capire i motivi alla base di tale livello di maturità ICT risulta necessario analizzare più in dettaglio il parco applicativo e l'infrastruttura IT delle PMI pugliesi.
Dall'analisi del parco applicativo dell'ICT delle PMI pugliesi  risulta che una percentuale consistente di imprese (pari al 25%) utilizzi sistemi sviluppati ad hoc "datati" (con un anno medio di adozione che risale al 2000) e quindi poco flessibili rispetto ai cambiamenti che si dovessero rendere necessari.
Al contrario, la percentuale di imprese che ha adottato sistemi gestionali "evoluti" (ERP internazionali, gestionali verticali e gestionali nazionali), più flessibili, è inferiore rispetto alla media nazionale (22% rispetto al 29%). Solo il 14% delle PMI ha integrato il sistema gestionale attraverso l'utilizzo di applicazioni "evolute" quali, ad esempio, la Business Intelligence, il CRM, le applicazioni Mobile &Wireless, le applicazioni Intranet ed Extranet, ecc. Negli altri casi di adozione si nota un uso di tali applicazioni limitato, relegato ad alcuni ambiti specifici, senza un progetto di integrazione con il resto del parco applicativo.
In particolare, il 10% delle imprese con un numero di addetti compreso tra 250 e 500 utilizza applicazioni di Business Intelligence, contro una media nazionale superiore al 30%. Le applicazioni Mobile&Wireless più diffuse sono quelle più semplici di Mobile Office, seguite dalle applicazioni di gestione del magazzino e di automazione della forza vendita (soprattutto nel Commercio e in alcuni comparti del Manifatturiero). È basso l'utilizzo di applicazioni Intranet a supporto della gestione documentale e della collaborazione tra i dipendenti. Nella maggioranza dei casi forniscono informazioni e servizi generici ai membri dell'organizzazione.
Riferendosi all'infrastruttura ICT delle PMI della Puglia se, da una parte, circa 1 impresa su 4 utilizza un'infrastruttura "Conservativa" (basata su tecnologia proprietaria), coerentemente con la maggiore diffusione di sistemi sviluppati ad hoc che spesso si basano su tali infrastrutture, dall'altra si evidenzia una percentuale contenuta di infrastrutture "Embrionali" e una diffusione di infrastrutture "Evolute" in linea con i dati rilevanti a livello nazionale.
Pubblicato il: 26/01/2009

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