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D-Link avanti tutta in green

L'introduzione della tecnologia Green Ethernet è stato uno step fondamentale nel percorso "green" dell'azienda. Rivela l'impegno della società, traducendosi in un vantaggio economico, dovuto al risparmio energetico e alla maggiore durata del ciclo di vita del prodotto. Claudio Crovi, Country Manager di D-Link Mediterraneo, racconta le ultime novità in questa direzione.

Redazione PMI

"Il Green IT per D-Link è un concetto molto ampio, ha spiegato Claudio Crovi, Country Manager di D-Link Mediterraneo. Innanzittutto la società lo sviluppa in termini di basso consumo energetico. Alla fine del 2007 ha presentato al mercato i primi switch 'Green Ethernet', inizialmente destinati ad ambienti domestici o SMB ma ora disponibili anche per ambienti enterprise. Tali prodotti riconoscono quando il PC collegato è spento, si impostano in modalità stand-by e sono in grado di regolare l'utilizzo di energia necessaria in base alla lunghezza del cavo di connessione. Ne risultano vantaggi di risparmio energetico superiori al 40%, una minore dissipazione del calore, l'allungamento del ciclo di vita del prodotto e la compatibilità con la rete pre-esistente".
L'attenzione all'ambiente di D-Link è evidente: ha prodotti eco-compatibili, che soddisfano le direttive RoHS (Restriction od Hazardous Substances), e WEEE (Waste Electrical and Electronic Equipment). 
"D-link, inoltre, ha proseguito Crovi, indirizza il tema del risparmio energetico spingendo il concetto di riciclabilità del prodotto e riduzione dei volumi delle confezioni. È un vantaggio indiretto ma altrettanto importante". 
I primi switch 'Green Ethernet' hanno segnato l'inizio di un processo di sostituzione degli switch che utilizzano la tecnologia Ethernet Gigabit con tecnologia Green Ethernet.
"Oggi, ha proseguito Crovi, oltre il 60% di tutta la poduzione è Green Ethernet e completeremo il processo di produzione entro il 2009".
La reazione dell'utente finale di fronte a questo tipo di prodotti sviluppati in ottica green è stata molto positiva. "L'utente finale dei prodotti D-Link, ha spiegato Crovi, è giovane, con un'età che si aggira nell'intorno dei 40 anni. Qesta fascia di persone ha già abbracciato il concetto di attenzione all'ambiente, ecologico insomma, lo ha introiettato. Per questo non abbiamo incontrato nessuna difficoltà a proporre i prodotti così concepiti. Diverse le reazioni del mercato b2b, con differenti dinamiche e applicazioni industriali; il processo è decollato anche in quest'ambito ma la sensabilità alle tematiche ambientali è meno forte. I parametri dominanti nell'ambito professionale sono altri".
La società ha fatto suo il concetto del "green" anche al proprio interno, sostenendo una politica di attenzione all'ambiente. "Anche in questo caso, ha enfatizzato Crovi, non c'è stata la necessità di stilare delle regole. Lo staff D-Link  è rappresentato da persone giovani, che hanno una forma mentis già pronta a tale discorso. Alcuni processi sono ormai degli automatismi: la riduzione dell'uso della carta, la comunicazione via mail, lo spegnere i dispositivi quando non utilizzati..., non è stato necessario istituire un approccio top down, il tutto è avvenuto molto naturalmente".
In alcuni ambiti in cui D-Link opera, invece, il tema non è metabolizzato nella sua interezza. "Nella Pubblica Amministrazione per esempio, ha sottolineato Crovi, ci sono state delle difficoltà iniziali nel proporre questi prodotti. Adesso la percezione del problema è avvertita e inizia ad affiorare una certa soddisfazione nel vedere i risultati. C'è ancora molta strada da fare; mancano policy e metodologie".
Diffondere la cultura "Green" significa formare il personale, sviluppare programmi e organizzare eventi in cui si sensibilizzano i partner verso questa filosofia.
"In generale, però, ha concluso Crovi, deve evolvere la sensibilità sociale delle persone e il tema stesso deve assumere una forma  sociale. Come D-Link possiamo dare il nostro contributo, ma alla fine produciamo apparecchi elettronici".     
Pubblicato il: 31/12/2008

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