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L’impresa in rosa resiste meglio ai colpi della crisi

Negli ultimi dodici mesi resta praticamente in pari (-0,04%) il saldo tra aperture e chiusure di imprese-donna (-0,67% quello degli uomini).

Redazione ImpresaCity

La tenacia nelle avversità è una caratteristica delle donne e le imprenditrici italiane, alle prese con una crisi che non sembra attenuarsi, ne sono una ulteriore riprova.
Negli ultimi dodici mesi, l'Osservatorio dell'imprenditoria femminile di Unioncamere segnala una sostanziale tenuta nella dinamica anagrafica delle imprese a guida femminile: tra settembre 2011 e settembre 2012 – periodo durante il quale lo stock delle imprese italiane si è complessivamente ridotto di 29.911 imprese – il numero delle imprese “rosa” ha fatto registrare una lievissima riduzione (593 unità in meno), attestandosi al valore di 1.435.123 imprese (pari al 23,5% di tutte le imprese italiane).
In questo quadro - complessivamente caratterizzato quindi da una sostanziale stabilità dell’imprenditoria femminile - va segnalata la vitalità di alcune regioni, dove il confronto tra gli stock nei dodici mesi presi in esame evidenzia una crescita apprezzabile in termini assoluti delle imprese in rosa: segnatamente il Lazio (+1.149 imprese), la Sicilia (+873), la Toscana (+512) e la Lombardia (+342).
All’opposto, in altre regioni i dati dell’Osservatorio evidenziano contrazioni in qualche caso più che percettibili dello stock di imprese femminili: è il caso del Piemonte (con 909 imprese in meno), del Veneto (-697), dell’Abruzzo (-444), della Sardegna (-240) e della Basilicata (-239).
In termini relativi, la performance migliore tra i territori spetta al Lazio (+0,80%), quella meno brillante al Molise (-1,67%), per inciso la regione con il maggior tasso di femminilizzazione (il 29,9%).
Sono i servizi di alloggio e ristorazione (+2877), le altre attività dei servizi (+1081), le attività immobiliari (+738), le costruzioni (+711) i settori con i saldi per le imprese femminili più' significativi.
Nel commercio (-2.587 unità) e nelle attività manifatturiere (-1.521), invece, si concentrano le riduzioni più apprezzabili della base imprenditoriale rosa.
Le forme giuridiche collettive sono quelle che contribuiscono maggiormente alla tenuta dello stock, laddove le imprese individuali – le più semplici e più numerose in assoluto – mostrano un lieve cedimento (-3.697 unità, pari ad una riduzione dello 0,43% nel periodo considerato). In particolare, le Società di capitale (+5.394 il saldo dei dodici mesi, pari ad una crescita del 2,56%) si confermano lo strumento più attrattivo per le donne che scelgono di fare impresa.
Pubblicato il: 06/11/2012

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