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Burocrazia: una tassa occulta che soffoca le Pmi

Il settore che incide di più sui bilanci delle Pmi è quello del lavoro e della previdenza.

Autore: Redazione ImpresaCity

Al sistema delle Pmi la burocrazia costa 26,5 miliardi di euro. Rispetto a poco più di un anno fa  questa "tassa occulta" è aumentata di 3,4 miliardi di euro (+14,7%). Su ciascuna Pmi grava un costo di 6.000 euro.
Sono questi i drammatici risultati a cui è giunta la CGIA di Mestre che ha analizzato il costo della burocrazia che incombe sul mondo delle Pmi italiane (imprese con meno di 250 addetti). I costi sono stati calcolati su base annua e sono aggiornati al mese di maggio del 2012.
"Sono cifre che fanno accapponare la pelle – esordisce il segretario della CGIA di Mestre Giuseppe Bortolussi – Ormai la burocrazia è diventata una tassa occulta che sta soffocando il mondo delle pmi. Nonostante le misure di semplificazione adottate in questi ultimi anni, l'inefficienza del sistema pubblico italiano continua a penalizzare le imprese attraverso un spaventoso aumento dei costi. I tempi e il numero degli adempimenti richiesti dalla burocrazia sono diventati una patologia endemica che caratterizza negativamente il nostro Paese. Non è un caso che gli investitori stranieri non vengano ad investire in Italia anche per la farraginosità del nostro sistema burocratico. Una legislazione spesso indecifrabile, l'incomunicabilità esistente tra gli uffici delle varie amministrazioni, la mancanza di trasparenza, l'incertezza dei tempi e  un numero spropositato di adempimenti richiesti hanno generato un velo di sfiducia tra imprese private e Pubblica amministrazione che, nonostante gli sforzi fatti dal legislatore, non sarà facile rimuovere". 
Analizziamo i dati della ricerca della CGIA in maniera più dettagliata.
Il settore che incide di più sui bilanci delle Pmi  è quello del lavoro e della previdenza: la tenuta dei libri paga; le comunicazioni legate alle assunzioni o alle cessazioni di lavoro;  le denunce mensili dei dati retributivi e contributivi; l'ammontare delle retribuzioni e delle autoliquidazioni costano al sistema delle Pmi complessivamente 9,9 miliardi all'anno (6,9 miliardi in capo al lavoro, 3 miliardi riconducibili  alla previdenza e all'assistenza).
La sicurezza nei luoghi di lavoro pesa sul sistema imprenditoriale per un importo complessivo pari a  4,6 miliardi di euro. La valutazione dei rischi, il piano operativo di sicurezza,  la formazione obbligatoria del titolare e dei dipendenti sono solo alcune delle voci che compongono i costi di questo settore.L'area ambientale, invece, pesa sul sistema delle pmi per 3,4 miliardi di euro l'anno.
Le autorizzazioni per lo scarico delle acque reflue, la documentazione per l'impatto acustico, la tenuta dei registri dei rifiuti e le autorizzazioni per le emissioni in atmosfera sono le voci che determinano la gran parte degli oneri di questa sezione. Di rispetto anche il costo amministrativo che le aziende devono "sopportare" per far fronte agli adempimenti in materia fiscale. Le dichiarazioni dei sostituti di imposta, le comunicazioni periodiche ed annuali Iva, etc, costano complessivamente 2,7 mld di euro.
Gli altri settori che incidono sui costi amministrativi delle pmi sono la privacy (2,6 mld di €), la prevenzione incendi (1,4 mld di €), gli appalti (1,2 mld di €) e la tutela del paesaggio e dei beni culturali (0,6 miliardi di €).
"Se teniamo conto – conclude Bortolussi – che il carico fiscale sugli utili di una impresa italiana ha raggiunto il 68,6%, contro una media presente in Germania del 48,2%, c'è da chiedersi come facciano i nostri imprenditori a reggere ancora il confronto. Per questo bisogna dire basta ad un fisco opprimente e ad una burocrazia ottusa.  Lavorare in queste condizioni costringe gli imprenditori italiani a trasformarsi quotidianamente in piccoli eroi: questo non deve più accadere".
Pubblicato il: 30/07/2012

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