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Ricerca Acronis, i dati nel settore pubblico sono a rischio

Una ricerca condotta dal Ponemon Institute per conto di Acronis rivela che il settore pubblico ha meno fiducia nelle proprie strategie di backup e ripristino d'emergenza rispetto ad altri settori. Oltre la metà delle organizzazioni attive in quest'area rischia di incorrere in periodi di inattività importanti in caso di disastro.

Autore: Redazione ImpresaCity

Il settore pubblico ha meno fiducia nelle proprie strategie di backup e ripristino d'emergenza, rispetto ad altri settori. Questo è uno dei risultati rilevati dall'indagine Acronis Global Disaster Recovery Index 2012, condotta dal Ponemon Institute per conto di Acronis su quasi 6 mila piccole e medie imprese in 18 Paesi, tra settembre e ottobre 2011. La maggior parte degli intervistati attivi in ambito pubblico vede nella carenza di budget e risorse uno degli ostacoli principali; circa un terzo di essi (il 33%), non investe alcuna porzione del budget in backup e ripristino d'emergenza mentre il 41% dichiara una carenza strutturale di personale IT competente per la gestione dei sistemi.
In base all'indagine, oltre la metà (65%) delle organizzazioni attive nel settore pubblico incorrerebbe in periodi di inattività importanti in caso di disastro. Due terzi ammette che la strategia di ripristino d'emergenza aziendale non è gestita in maniera idonea e quasi la metà (47%) ritiene che i rispettivi team dirigenziali non offrano il supporto necessario alle attività di backup e ripristino.
Riguardo alla domanda relativa all'opportunità di ottenere maggior protezione dei dati a seguito delle emergenze naturali avvenute nel 2011, solo uno su cinque (21%) dichiara di aver sottoposto il problema ai propri responsabili. Quasi un quarto (23%) di tutte le organizzazioni del comparto non ha ancora adottato la virtualizzazione.
Il settore pubblico è anche quello che protegge meno i propri server virtuali, affermando di non eseguire il backup, o di non sapere se il backup dei propri server virtuali sia svolto con la stessa frequenza di quello dei server fisici. Al contrario, il cloud si dimostra un'alternativa piuttosto diffusa nel settore, con il 92% che ne prevede l'impiego nei prossimi 12 mesi, mentre la metà (55%) pensa che il cloud consenta una riduzione dei costi operativi. Esiste, però, un 39% di organizzazioni che ancora non dispone di una strategia di backup offsite, ed è impossibilitato a fare ripristini efficienti in caso di emergenza.
Il 76% dei manager IT del settore pubblico intervistati crede che il maggiore ostacolo dei contesti ibridi sia lo spostamento dei dati tra ambienti fisici, virtuali e cloud. L'indagine fa rilevare che molte aziende non hanno ancora consolidato gli strumenti di backup e ripristino d'emergenza per  affrontare questa problematica. La maggior parte si affida a più tool e oltre un terzo (32%) usa tre o più soluzioni diverse per proteggere i propri dati. Due terzi (63%) applicano soluzioni distinte tra ambienti virtuali e fisici.
"I tagli al budget nel settore pubblico a livello globale colpiscono duramente qualsiasi reparto, ma potrebbero anche rappresentare un positivo catalizzatore di cambiamento", commenta Mauro Papini, country manager di Acronis Italia. "Adottando nuove tecnologie quali virtualizzazione e cloud, e consolidando il numero di prodotti di backup a disposizione, molte organizzazioni del settore pubblico potrebbero migliorare i processi di ripristino d'emergenza in atto, tagliando in modo significativo i costi".
Pubblicato il: 29/03/2012

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