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Kroll Ontrack, i tentativi più maldestri di recupero dati da hard disk

Dalle briciole di pane ai componenti mancanti: la classifica dei tentativi più maldestri di recupero dati visti da Kroll Ontrack.

Redazione ImpresaCity

Nessun utente pensa a un fornitore di recupero dati prima di perdere file personali o di lavoro dall'hard disk del computer di casa, dal PC dell'ufficio o dallo smartphone. Cosa accade quando si verifica il "disastro"?
Pensiamo a dell'acqua che si rovescia sul nostro PC, al nostro tablet che cade sul pavimento oppure alla semplice constatazione che il computer non si avvia: è proprio in situazioni come queste - e che nessuno mai considera - che gli utenti generalmente adottano il "fai da te" oppure si precipitano su Internet alla ricerca del primo fornitore di recupero dati, che purtroppo spesso non si dimostra sempre competente e affidabile.
Un atteggiamento molto rischioso, visto che, come sottolinea Kroll Ontrack, nella maggior parte dei casi vi sono ottime possibilità di recuperare i dati da un supporto danneggiato ma tali possibilità si riducono notevolmente se il dispositivo è già stato aperto e maneggiato da improvvisate e sedicenti società di data recovery.
L'azienda specializzata in recupero dati ha raccolto alcune singolari situazioni di hard disk drive precedentemente aperti da presunti esperti di recupero dati, realizzando una classifica dei 5 casi più frequenti.  
1. E le testine dove sono? - Spesso i tecnici di Kroll Ontrack si vedono recapitare dischi apparentemente in condizioni normali per poi scoprire, una volta aperti, l'assenza di alcune importanti componenti come le testine. Il fantomatico tecnico ha evidentemente scordato di rimontarle.
2. Un caso degno del miglior investigatore - Un'altra frequente situazione è il ritrovamento di impronte digitali sui piatti degli hard disk, un segno di evidente imperizia nel maneggiare anche a livello base un disco. Se consideriamo che i dati si trovano memorizzati su tali piatti, la cura che deve essere posta per proteggerli da qualunque ulteriore danno deve essere massima.
3. É ora della merenda – Non è raro per i tecnici di Kroll Ontrack ritrovare polvere e briciole all'interno di dispositivi già aperti, chiaro segno che l'hard disk è stato aperto in ambienti non idonei per il recupero dei dati e probabilmente durante uno spuntino. È fondamentale che i dispositivi vengano lavorati all'interno di una camera bianca professionale da personale qualificato. Kroll Ontrack possiede una camera bianca professionale per il recupero dei dati.
4. Graffi – Uno degli scenari più seri è la presenza di graffi sulla superficie magnetica dei piatti dell'hard disk. Purtroppo nella maggior parte dei dischi già aperti non si tratta di un problema generato da un guasto hardware ma di un uso maldestro di rudimentali strumenti di lavoro. Una superficie graffiata può significare perdita dei dati.
5. L'hard disk come un puzzle – Una delle operazioni che i tecnici di Kroll Ontrack devono affrontare è il riassemblaggio dei supporti che arrivano presso la camera bianca letteralmente a pezzi. In questi casi i dischi vengono consegnati completamente smontati con le varie parti in buste di plastica. Come se non bastasse, spesso i pezzi appartengono a modelli differenti.
Pubblicato il: 17/02/2012

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