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Istat, a dicembre divario salari-prezzi al massimo dal 95

Nella media del 2011, l'indice delle retribuzioni contrattuali è cresciuto dell'1,8% rispetto all'anno precedente. Il divario salari prezzi è pari a 1 punto percentuale, il massimo dall'agosto 1995.

Redazione ImpresaCity

Nel mese di dicembre l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie ha registrato una variazione nulla rispetto al mese precedente e un incremento dell'1,4% rispetto a dicembre 2010. Nella media del 2011 la retribuzione è cresciuta dell'1,8% rispetto all'anno precedente.
I dati arrivano dall'ultimo rapporto Istat
Da notare soprattutto come nel 2011 la forbice tra l'aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,8%) e l'inflazione (+2,8%) abbia raggiunto un divario pari a 1 punto percentuale, il più alto dall'agosto 1995 (quando aveva toccato quota 2,4 punti).
Con riferimento ai principali macrosettori, a dicembre le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale del 2,0% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.
I settori che a dicembre presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi e attività dei vigili del fuoco (per entrambi +3,1%). Per tutti i comparti della pubblica amministrazione, a eccezione dei vigili del fuoco, come pure per quello del credito e assicurazione si registrano, invece, variazioni nulle.
Pubblicato il: 27/01/2012

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