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Assinform interviene sul Ddl Stabilità, il Governo ci ripensi

200 milioni di euro della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione genererebbero 1 miliardo di investimenti delle imprese Ict.

Autore: Redazione ImpresaCity

A fronte di quanto emerso dalla bozza di ddl Stabilità in cui, contrariamente a quanto previsto all'inizio, le maggiori risorse derivanti dall'asta delle frequenze potrebbero essere tutte destinate a interventi di risanamento di bilancio ed a non meglio precisati eventi, Paolo Angelucci, presidente di Assinform, l'associazione dell'Information Technology di Confindustria, esprime disappunto: "Duecento milioni di euro rappresentano poco più del 12% delle risorse non preventivate emerse dall'asta dell'Lte: se impiegati nella  dematerializzazione e per processi di switch-off  dalla carta al digitale nella Pa avrebbero non solo ricadute dirette sull'innovazione e qualità dei servizi pubblici e sull'aumento dell'occupazione giovanile, ma indurrebbero investimenti dal parte delle imprese e dell' industria IT dell'ordine di 1 miliardo di euro, essendo 5 il fattore moltiplicatore degli investimenti in tecnologie digitali". E continua: "Siamo consapevoli della delicata situazione delle finanze pubbliche ma proprio per questo invitiamo il Governo a un ripensamento. E' il momento di valutare l'opportunità che si presenta oggi al Paese di poter ottenere, anche con poche risorse extra budget, ritorni rapidi in termini di spinte verso la crescita e la modernizzazione. L'innovazione tecnologica al servizio dei cittadini, delle imprese e delle Pubbliche Amministrazioni, è una leva di sviluppo e di benessere per la collettività e sarebbe assolutamente necessario utilizzare una parte delle risorse aggiuntive nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione con interventi sia sul lato dell'offerta tramite l'estensione della fibra ottica in primis nei distretti industriali, che su quello della domanda di servizi innovativi a partire da quelli delle Pubbliche Amministrazioni. L'Expo 2015 è alle porte, abbiamo una vetrina mondiale a cui  l'Italia non può rinunciare e deve presentarsi con infrastrutturazione e servizi avanzati recuperando un'immagine di paese moderno e competitivo".
Pubblicato il: 17/10/2011

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