Il presidente della Regione Lombardia boccia la manovra bis: "è da socialismo reale, mette le mani nelle tasche dei cittadini, soprattutto quelli più deboli". E afferma che Berlusconi stesso vorrebbe cambiarla.
Anche all'interno della maggioranza di governo non manca chi critica aspramente la manovra bis, oggi all'esame del Senato: è il caso di Roberto Formigoni, presidente della regione Lombardia, che in un'intervista rilasciata a Radio 24 si è scagliato contro il provvedimento. "E' una manovra che mette le mani nelle tasche dei cittadini, soprattutto quelli più deboli - ha affermato Formigoni - si sono messe in atto tutte le tassazioni e le odiosità peggiori che fanno parte di un regime da socialismo reale o da socialismo anni Duemila". Un provvedimento da cambiare, dunque? "Certamente sì - ha risposto il presidente lombardo - altrimenti vengono impediti alcuni servizi essenziali a partire dal trasporto pubblico locale". Un esempio? "Tagliare i treni dei pendolari vuol dire accanirsi sui ceti più deboli, popolari, che lavorano, sugli studenti, su tanti elettori del Pdl". E, secondo quanto affermato da Formigoni, lo stesso premier Silvio Berlusconi sarebbe "molto sensibile a questo argomento. E' risaputo che Berlusconi non approvi l'impostazione di questa manovra e stia cercando di cambiarla". Del provvedimento, Formigoni critica soprattutto i consistenti tagli agli enti locali, che nel caso delle regioni ammonterebbero addirittura al 77%. E secondo il presidente della Lombardia, la manovra così com'è rischia di tramutarsi in un pericoloso boomerang per lo stesso partito: "sono orgogliosamente del Pdl ed è per questo che faccio presente come la manovra, se non cambiasse, sarebbe disastrosa dal punto di vista politico per noi".
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