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Gartner, la sfida dei big data non è solo questione di quantità

I big data pongono tutta una serie di nuove sfide agli IT manager: saranno in grado di affrontarle? Da Gartner alcune utili considerazioni.

Irene Canziani

La sfida dei big data: solo questione di quantità? Assolutamente no, secondo la società di ricerche Gartner.
Secondo i ricercatori dell'azienda, molti responsabili IT affrontano le problematiche poste dai big data concentrandosi solo sui grandi volumi di informazioni, escludendo le molte altre dimensioni della questione.
Ma andiamo per ordine: di cosa si tratta? "Big data" è un termine popolare utilizzato per indicare la crescita esponenziale dei dati nello scenario odierno. Il volume globale delle informazioni nel mondo cresce al tasso di almeno 59% all'anno.
Il termine punta l'attenzione sulla necessità crescente di aver a che fare con queste grandi quantità di informazioni sotto tutti gli aspetti: dal punto di vista dello storage, dell'elaborazione, dell'analisi. Spesso questo cambiamento induce i manager ad apportare modifiche nell'architettura IT della propria azienda, ma decisioni di questo tipo possono rivelarsi miopi: i manager possono infatti concentrarsi solo sul volume delle informazioni, trascurando questioni di primaria importanza come l'accesso ai dati e la loro classificazione. E una visione troppo a corto termine potrà portare in futuro, anche dopo soli 2 o 3 anni secondo Gartner, alla necessità di reinvestire nuove risorse per affrontare tutte queste altre problematiche.
"Le discipline di information management attualmente disponibili non sono in grado di gestire tutte queste dinamiche – spiega Mark Beyer, vicepresidente di ricerca alla Gartner – gli information manager devono fondamentalmente ripensare il loro approccio, estendendolo a tutte le dimensioni. Bisogna modificare il modo in cui le aziende utilizzano i dati. Gli IT leader devono educare i loro collaboratori alle nuove sfide, e allo stesso tempo assicurare un certo grado di controllo e coordinamento. Solo in questo modo l'opportunità dei big data può non trasformarsi in un ‘big data caos', cosa che potrebbe comportare rischi per la sicurezza, costi in aumento e più silos da creare".
Pubblicato il: 30/06/2011

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