"Confindustria non crede in uno Stato che decida quali sono i settori strategici, che investe e che protegge le aziende: noi non lo vediamo cosi". È netta la presa di posizione di Emma Marcegaglia, numero uno degli industriali, nei confronti della linea intrapresa dal governo. La Marcegaglia ha rivolto una critica all'esecutivo nel corso di un intervento all'assemblea degli industriali di Lecco. Per fare del bene alle imprese, il governo deve piuttosto "investire in scuola, ricerca e innovazione. Vogliamo invece uno stato che faccia poche cose e bene, che riduca le tasse e che lasci più spazio al mercato e alla libera iniziativa". In questo momento in particolare, alla politica attuale manca una visione "di medio termine": "non c'è una visione complessiva ma sisegue solo l'emergenza". La Marcegaglia si è detta "preoccupata da un'ondata di intervento dello stato in economia che ha fatto danni enormi nel passato". Riferendosi in particolare all'Iri, la presidente degli industriali ha affermato che esso "era partito anche positivamente, perché era un momento in cui bisognava ricostruire, ma il lascito è stato drammatico: imprese politicizzate, grandi perdite, manager che sussidiavano la politica e politici che nominavano i manager delle aziende". Oggi "non c'è bisogno di tornare all'Iri, c'è bisogno di fare sistema, di rendere le imprese più forti, più competitive".
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