La crisi libica non mette in pericolo l'approvvigionamento di gas attraverso il gasdotto Greenstream: lo assicura il ministero per lo sviluppo economico.
La situazione critica della Libia, per quanto preoccupante sotto molti punti di vista, non deve far temere per l'approvvigionamento di gas verso il nostro paese. Lo ha precisato, in una nota, il ministero per lo sviluppo economico. Le procedure di messa in sicurezza attivate da Eni relativamente a Greenstream, si legge, "consentono un'opportuna tutela tecnica del gasdotto e non comportano alcun problema per la sicurezza degli approvvigionamenti e il consumo di gas per il nostro Paese". L'Italia importa infatti gas da diversi Paesi, attraverso un sistema differenziato di fonti e gasdotti, di cui quello libico rappresenta circa un decimo delle attuali forniture. Il sistema di stoccaggio di gas esistente nel nostro Paese può inoltre consentire, in caso di necessità, di avere un'ulteriore riserva per la sicurezza delle forniture. Pur non esistendo dunque alcuna problematica ed essendo assicurati i consumi per il medio-lungo periodo, il comunicato evidenzia che presso il Mise sono in funzione le strutture tecniche – in primis il Comitato monitoraggio gas – deputate a monitorare costantemente la situazione e esaminare gli scenari a medio-termine. Sulla questione libica ha detto la sua anche Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria: "per il momento – ha affermato - l'approvvigionamento di petrolio e gas non ha problemi. Abbiamo stoccaggi fino all'estate, così sembra". "Gli interessi economici con la Libia ci sono e vanno salvaguardati – ha aggiunto - ma non possiamo chiudere gli occhi su quello che sta succedendo dal punto di vista della guerra civile".
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