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Occupazione: segnali positivi da moda, elettronica, cultura e benessere

Primi segnali di ripresa quelli che emergono dall'aggiornamento indagine Unioncamere-Ministero del Lavoro.

Autore: Redazione ImpresaCity

Secondo l'ultimo aggiornamento dell'indagine Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, si cominciano a vedere i primi segnali di ripresa nel sistema manifatturiero, partendo da alcuni settori del made in Italy (e non solo) più fortemente penalizzati dalla crisi occupazionale dei mesi scorsi.
Ricominciano a crescere, infatti, e puntano su risorse più qualificate, le assunzioni dell'industria, che raggiungono le 14.600 unità nell'ultimo trimestre del 2010, pari al 21% delle entrate totali, oltre 3 punti percentuali in più di quanto previsto nel III trimestre dell'anno.
All'interno del settore, spiccano gli incrementi del "sistema moda" e dell'industria dell'elettronica, in primo luogo quelle operanti sull'estero e spinte a sostituire parte della forza lavoro in uscita con figure dal profilo più qualificato, gran parte dei quali rappresentate da operai specializzati.
A queste si aggiungono le maggiori entrate programmate nell'ultimo trimestre dell'anno rispetto a quello precedente da parte delle imprese dei beni per la casa (arredamento, ceramiche e vetro), che compensano il rallentamento di entrate di altri settori della manifattura.
Tra i servizi, la flessione delle entrate nelle attività commerciali (12.200 quelle messe in cantiere per fine anno) risulta più che controbilanciata dall'espansione dei servizi informatici (2.500, il 3,5% delle assunzioni totali) e, soprattutto, dall'istruzione, dai servizi ricreativi e culturali e dall'editoria (13mila le assunzioni programmate nei tre mesi finali del 2010, pari a circa il 18% delle entrate totali previste nel trimestre, contro poco più del 2% di quelle messe in cantiere nei tre mesi precedenti).
Un segnale positivo soprattutto per i giovani, che, secondo le dichiarazioni delle imprese, possono trovare più spazio proprio nelle attività legate all'intrattenimento, allo sport, al benessere.
La volontà delle imprese italiane di reagire alla congiuntura puntando sulla qualità e sull'innovazione è evidente dalla più elevata richiesta di professioni specialistiche e tecniche. Le prime hanno raggiunto  l'11% delle assunzioni programmate nell'ultimo trimestre dell'anno (7.700 entrate, contro le 5.700 del III trimestre 2010), mentre tra le seconde spicca la più rilevante domanda di tecnici nel marketing e nelle vendite (oltre 3mila assunzioni, a riprova dell'impegno delle aziende italiane nel cercare nuovi sbocchi di mercato, in Italia e all'estero) e di tecnici dell'insegnamento e dei servizi alle persone (4.600 entrate).
Più contenuta a fine anno risulta la richiesta di personale a diretto contatto con la clientela: dai commessi agli addetti alle vendite e agli operatori nell'assistenza sociale. La ripresa delle assunzioni nell'industria manifatturiera comporta un fabbisogno più elevato di operai specializzati, in molti casi (44%) con diploma e con precedenti esperienze lavorative specifiche (45%), tanto da renderne più difficile il reperimento (42% del totale delle assunzioni programmate per questa tipologia professionale).
In netta diminuzione, infine, la richiesta di personale generico, sia nelle costruzioni che nei servizi. Anche a causa di ciò, risulta complessivamente più contenuto il fabbisogno di lavoratori immigrati.    La più pressante richiesta di qualificazione è confermata dalla numerosità delle assunzioni programmate di personale con un titolo di studio elevato: il 20% circa delle entrate nel trimestre riguarda laureati, cui si aggiunge una quota di diplomati in ingresso nelle aziende che sfiora la metà del fabbisogno occupazionale totale. Il titolo di studio secondario è richiesto non solo nelle attività commerciali e nelle funzioni amministrative ma anche per svolgere professioni a carattere tecnico, nel campo della progettazione e delle vendite. Segno che le nostre imprese stanno sempre di più operando sul fronte dell'accrescimento della competitività investendo sulle risorse umane di profilo più elevato, per conseguire maggiore produttività.
Pubblicato il: 12/01/2011

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