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Intimidazione a Emma Marcegaglia, la solidarietà della politica e delle parti sociali

Venerdì alla sede della Confidustria è stato recapitato un caricatore di pistola vuoto indirizzato a Emma Marcegaglia e al delegato per il contrasto a racket e mafia Antonello Montante. Solidarietà da parte del mondo politico e delle parti sociali.

Tecnologie
Un grave atto intimidatorio ai danni della presidente di Confindustria e di un suo collaboratore. È di queste ore la notizia che venerdì scorso è stato recapitato alla sede di Confindustria un pacco postale contenente un caricatore di pistola vuoto.
Ad accompagnarlo, un biglietto con le iniziati "E.M.", Emma Marcegaglia, la presidente, e "A.M.", Antonello Montante, delegato per i rapporti con le istituzioni preposte al controllo del territorio, in prima fila nel contrasto a racket e mafia.
"Sono dispiaciuta per quello che è successo – ha commentato la Marcegaglia - non so quale sia la provenienza di questo gesto, ma certamente l'azione di Confindustria contro la criminalità organizzata e contro ogni forma di collusione tra imprese e malavita continua".
Sul tentativo di intimidazione sta ora indagando la Digos. E intanto, attestati di solidarietà continuano ad arrivare da parte di molti esponenti politici.
Per primo si è espresso Renato Schifani, presidente del Senato: "Sono sicuro - ha affermato - che queste azioni, che condanno e sulle quali auspico sia fatta piena luce, avranno come unica conseguenza una maggiore determinazione di Confindustria e degli imprenditori nella lotta quotidiana per la legalità".
Solidarietà anche da molti ministri tra cui Angelino Alfano, Maurizio Sacconi e Raffaele Fitto, e dal presidente della Camera Gianfranco Fini. Ma anche da tutte le sigle sindacali.
Duro il commento di Carlo Sangalli, presidente di Rete Imprese Italia e di Confcommercio: "Condanniamo con fermezza e senza esitazione le intimidazioni rivolte a chi, in nome della difesa della legalita' e del contrasto alla mafia, impegna la propria persona e la propria vita professionale. Tutte le forze sociali e politiche devono respingere compatte simili gesti affinche' si possa ritrovare, da subito, quel dialogo indispensabile a ritrovare la coesione sociale".
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