Via libera dal Consiglio dei Ministri al Piano per il Sud. Il piano potrà contare su risorse per 80 miliardi di euro e verrà attuato mediante due decreti (per l'attuazione del federalismo fiscale), una delibera Cipe (per quanto riguarda i fondi) e un decreto legislativo sugli incentivi. Il progetto è stato presentato ieri dal governo e dal premier Silvio Berlusconi alle parti sociali: i temi centrali saranno lo sviluppo delle infrastrutture, sulla riforma della fiscalità e sulla Banca del Mezzogiorno. Per rilanciare il Sud Italia e ridurre il divario con il resto del paese, si prevede la realizzazione e riqualificazione di scuole e reti ferroviarie, la messa in campo di nuove misure per la salvaguardia dell'ambiente, il miglioramento nel sistema di gestione dei rifiuti, la concessione del credito alle Pmi e il completamento della rete a banda larga. Accanto alla Banca del Sud, verrà promossa una cabina di regia per tutti questi temi. Soddisfatta Emma Marcegaglia: la presidente di Confindustria ha espresso parole di "apprezzamento" sul piano e ha puntato l'attenzione in particolare sugli "importanti aiuti automatici per le imprese" e sulla realizzazione di una cabina di regia per il Sud. Più cauti i sindacati, in particolare la Cgil. Il segretario Susanna Camusso ha commentato: "bene l'avvio della discussione sul piano per il Mezzogiorno con l'obiettivo di ridurre il differenziale esistente tra Nord e Sud per dare una prospettiva al paese. Ci aspettiamo ora di conoscere i dettagli del piano nei prossimi tavoli che seguiranno. E' abbastanza facile che si possano condividere i titoli, mentre è più complicato vedere come saranno poi completati. Abbiamo sospeso il giudizio in attesa di capire cosa concretamente ci sara; se ci sarà una condivisione con le Regioni perché nominalmente le risorse annunciate sono molte, 75-80 miliardi".
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