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Fiat Pomigliano, ripresa produttiva di 5 giorni ma solo per pochi

A Pomigliano D'Arco riprende per 5 giorni la produzione dell'Alfa 159. Rimangono così esclusi gli oltre 2500 lavoratori addetti alla produzione dell'Alfa 147, per i quali si profila la cassa integrazione in deroga "zero ore". E forse Marchionne sta per proporre un nuovo contratto collettivo aziendale.

Redazione ImpresaCity

I cancelli dello stabilimento Fiat di Pomigliano D'Arco si sono riaperti. Ma solo per gli operai addetti alla produzione del modello Alfa 159, che sfrutteranno una ripresa produttiva di cinque giorni.
A rimanere esclusi sono stati invece gli oltre 2500 lavoratori addetti alla produzione dell'Alfa 147, modello ormai dismesso dal Lingotto dallo scorso luglio: per loro la prospettiva è quella di una cassa integrazione in deroga "zero ore", senza la possibilità di rotazione (come era stato richiesto).
La notizia verrà con tutta probabilità comunicata dall'amministratore delegato della società, Sergio Marchionne, con una lettera rivolta direttamente ai dipendenti.
Ma secondo indiscrezioni, la Fiat si sta preparando ad una mossa ancora più "forte": l'istituzione di un nuovo contratto collettivo aziendale esclusivamente per i dipendenti dello stabilimento di Pomigliano. Un testo che rappresenterebbe un'eccezione rispetto al contratto nazionale dei metalmeccanici, e che deriverebbe dagli accordi raggiunti negli scorsi mesi con Fim, Uilm, Ugl e Fismic. Ma non con Fiom, che in effetti è la parte sindacale più preoccupata da questa eventualità.
"Scrive oggi Repubblica – ha fatto sapere il sindacato in una nota ufficiale - che la Fiat intende, a partire da Pomigliano, dar vita a newco per non applicare il contratto nazionale e le leggi del nostro Paese ed anche al fine di impedire che le lavoratrici e i lavoratori possano iscriversi alla Fiom o votare nelle elezioni delle Rsu i candidati dei metalmeccanici Cgil. Cioè vorrebbero cancellare la presenza della Fiom dagli stabilimenti della Fiat che, in base ai voti ricevuti nelle elezioni delle Rsu, è risultato il sindacato maggioritario. Se ciò corrispondesse al vero, siamo di fronte ad un attacco senza precedenti al sistema democratico, di relazioni sindacali e costituzionale del nostro Paese".
"Ci auguriamo – prosegue il comunicato - che le altre organizzazioni sindacali non si rendano complici di un tale disegno della Fiat, che in realtà vuole semplicemente cancellare definitivamente il diritto e la libertà di ogni singolo lavoratore di poter decidere collettivamente di contrattare i contenuti della propria condizione di lavoro".
Pubblicato il: 25/11/2010

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