Secondo il ministro Tremonti, l'Italia non ha bisogno di seguire l'esempio tedesco ma di cambiare e redigere un programma di riforma sostanziale. Importante anche il ritorno del nucleare.
Invitare l'Italia a seguire l'esempio della Germania è "superficiale, è roba da bambini". Questa l'opinione di Giulio Tremonti, ministro dell'Economia e Finanze italiano, intervenuto al workshop Ambrosetti di Cernobbio. Una stoccata indiretta al Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, che qualche giorno fa aveva indicato proprio i tedeschi come il modello da imitare per il nostro paese. "Non ci vuole un genio che ci dica che dobbiamo fare come la Germania" ha affermato Tremonti, specificando che nelle sue parole non voleva esserci "nessun attacco e nessuna allusione, ma semplicemente un richiamo alla realtà e al buon senso". Il motivo per cui il nostro paese non ha bisogno di rifarsi all'esempio tedesco è semplice: l'Italia può uscire dalla crisi contando sulle proprie forze e sui propri modelli. "Per Italia non c'è un'emergenza – ha affermato il ministro - ma l'esigenza di cambiare, e di redigere un programma di riforma". Riforma che dovrebbe interessare i punti principali all'ordine del giorno nel nostro paese, che Tremonti elenca: la situazione critica delle piccole imprese, la scarsa crescita, la troppa burocrazia in ogni ambito. "L'esigenza - ha spiegato Tremonti - è quella di definire nei prossimi 10 anni qual è il bene comune, non di questo governo, ma di questo Paese". Una chiave importante per risollevare l'economia italiana è rappresentata secondo il ministro dal nucleare: " dobbiamo farlo, voglio vedere chi avrà il coraggio di dire ‘no'": il Pil italiano, infatti, è debole anche perché il nostro paese compete con stati che hanno il nucleare, e sulla nostra economia pesa anche il costo dell'energia importata ogni anno".
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