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Telecom Italia e Sindacati, nulla di fatto. Ora si aspetta la mediazione del governo

Le organizzazioni sindacali e Telecom Italia dopo quasi cinque ore di incontro sono ancora su posizioni inconciliabili e ora attendono di essere riconvocati dal governo nei prossimi giorni, o la settimana prossima, per trovare un accordo sul piano di licenziamenti deciso dall'azienda.

Redazione ImpresaCity

Le organizzazioni sindacali e Telecom Italia dopo quasi cinque ore di incontro sono ancora su posizioni inconciliabili e ora attendono di essere riconvocati dal governo nei prossimi giorni, o la settimana prossima, per trovare un accordo sul piano di licenziamenti deciso dall'azienda.
Lo ha detto il segretario generale dell'Slc-Cgil, Emilio Miceli, parlando con i giornalisti al termine dell'incontro di oggi presenti rappresentanti del ministero del Welfare e dello Sviuluppo economico: "Con l'azienda siamo su posizioni inconciliabili. Il governo ci ha detto che ci riconvocherà nei prossimi giorni o la prossima settimana per dirci il suo punto di vista. Nel frattempo credo che l'azienda non procederà con atti unilaterali (il riavvio delle procedure di mobilità per 3.700 dipendenti) altrimenti lo avrebbe detto nel corso dell'incontro".
Per Antonio Migliardi, responsabile del personale della compagnia telefonica ha confermato che le lettere per la mobilità non partiranno fino a che il tavolo va avanti: "Abbiamo profondo rispetto per il tentativo che si sta portando avanti e speriamo che il tavolo prosegua fino a che non si arrivi ad una soluzione".
Per Telecom Italia comunque il piano di esuberi da quasi 6.000 dipendenti rimane valido. I sindacati per parte loro oggi hanno posto sul tavolo le loro pregiudiziali: tutti insieme hanno detto che non continueranno il confronto con Telecom Italia se l'azienda non farà un passo indietro sulla richiesta di licenziamento per 2.220 lavoratori che secondo le organizzazioni sindacali non possono contare su alcuna tutela.
"Abbiamo chiesto all'unisono la conferma del ritiro dei licenziamenti per i 2.220 dipendenti senza paracadute, quale precondizione per metterci a trattare", ha confermato Miceli.
Secondo le organizzazioni dei dipendenti ci sono 1.200 persone che non hanno alcuna possibilità di utilizzare ammortizzatori sociali e altri 920 che raggiungeranno i requisiti per la pensione entro la fine del 2011. Oltre 2.200 persone per i quali il sindacato ha chiesto a Telecom di rimangiarsi il licenziamento quale precondizione per sedersi al tavolo e discutere del piano complessivo di esuberi: da affrontare con esodi incentivati, mobilità interna e pensionamenti.
Ma anche con un "Piano straordinario di dformazione che aumenti le possibilità di ricollocamento delle persone in azienda", ha precisato Miceli.
Telecom Italia ha previsto nel triennio l'uscita di 5.720 dipendenti, di cui 3.700 entro la fine del 2011. Per questi ultimi all'inizio dell'estate Telecom aveva avviato le procedure di mobilità, congelate fino al 30 luglio, dopo l'intevrvento del governo che ha sollecitato un accordo fra le parti.I sindacati lamentano anche lo scarso impegno del governo che non avrebbe dato la disponibilità ad elevare, oltre il tetto dei 10.000 lavoratori, le deroghe per la mobilità lunga che darebbero più flessibilità alla trattativa.
Pubblicato il: 27/07/2010

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