Domani altro incontro tra i vertici di Telecom, il governo e i sindacati. Intanto, i dipendenti sono oggi in sciopero, e gli informatici esternalizzati in SSC scrivono al ministro Sacconi.
Siamo alla vigilia di un altro importante capitolo per Telecom. Domani si terrà un nuovo incontro tra i vertici dell'azienda, il governo e i sindacati: restano poco più di dieci giorni per trovare un accordo sull'uscita dall'azienda di 3.700 dipendenti prevista entro giugno 2011. Telecom ha infatti acconsentito a mantenere aperto il confronto per trovare una soluzione che accontenti il più possibile tutte le parti in causa, ma solo fino alla fine di luglio. Se entro questo breve periodo, quindi, non si sarà raggiunto un accordo, l'azienda riavvierà l'iter per i licenziamenti. Intanto, i dipendenti sono oggi in sciopero per protestare contro questa ipotesi, e alcuni dei 2.300 lavoratori informatici esternalizzati in SSC hanno scritto una lettera aperta al ministro del lavoro Maurizio Sacconi: ben 646 di loro sono stati infatti dichiarati in esubero. "Siamo qui a scriverle – si legge nella comunicazione - perché Telecom, nascondendosi dietro al fatto che i nostri problemi sono di SSC e non loro, si è rifiutata di mettere sul tavolo di concertazione anche la nostra esternalizzazione che, di fatto, è stato ed è un modo per aggiungere altri esuberi alle cifre già indicate nei piani industriali".
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