Il Centro Studi Confindustria rivede al rialzo le previsioni di crescita per il nostro Paese: il PIL italiano dovrebbe crescere dell'1,2% nel 2010, rispetto all'1,1% stimato in precedenza, e dell'1,6% nel 2011(rispetto all'1,3%). Rimane lenta la ripresa dell'occupazione.
L'Italia è fuori dalla recessione. Lo annuncia il Centro Studi di Confindustria, che ha appena rivisto al rialzo le proprie previsioni di crescita per il nostro paese. Nonostante l'impatto negativo della manovra finanziaria (stimato in un -0,4% annuo nel biennio 2011-2012), il centro parla di una ripresa "più solida rispetto alle stime rilasciate a dicembre": il Pil italiano dovrebbe crescere dell'1,2% nel 2010 (rispetto all'1,1% stimato in precedenza) e dell'1,6% nel 2011 (rispetto all'1,3%). Lo scenario in miglioramento "è il risultato di forze che impattano con intensità diverse e in direzioni opposte sulla ripresa": se un elemento negativo è ancora il calo della fiducia dei consumatori conseguente alla crisi, a sostenere la crescita contribuiscono il deprezzamento del cambio dell'Euro (rivisto a 1,26 dollari), il recupero del commercio mondiale e i bassi tassi di interesse. Sul fronte del lavoro, il Centro Studi prevede una "partenza ritardata" della ripresa: solo nel 2011 il numero di occupati tornerà timidamente a salire dello 0,5%.
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