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Da BlueH Technology la tecnologia Rfid che si avvicina al mercato

La soluzione BlueH Technology sfrutta la parntership con Exax per ridurre il costo ed estendere il campo di applicazione delle etichette intelligenti.

Giuseppe Goglio

Al di fuori degli ambienti direttamente coinvolti fin dalle prime fasi sperimentali, la tecnologia Rfid non è ancora tra le più conosciute, ma le premesse perché nel giro di pochi anni estenda il proprio raggio d'azione su vasta scala con importanti ripercussioni sui processi e sui sistemi IT ci sono tutte.
Attualmente, uno dei nodi ancora da risolvere è il costo più che delle applicazioni, delle singole etichette intelligenti, troppo elevato perché possano essere applicate a oggetti di valore limitato. Oltre che dalle economie di scala, la ricerca di una soluzione va in direzione dello sviluppo tecnologico e BlueH Technology ha raggiunto risultati interessanti.
Grazie alla partnership con la coreana Exax, è ora disponibile sul mercato un nuovo processo di stampa capace di abbattere i costi di produzione dei tag Rfid. La tecnologia sviluppata da Exax si basa su una sofisticata pasta conduttiva che permette la produzione di etichette con frequenza HF e UHF attraverso un particolare processo di stampa. Questo metodo,  rispetto a quello tradizionale per incisione chimica, garantisce un processo produttivo più semplice e a costi minori. Le caratteristiche di questa pasta conduttiva, ne permettono infatti la stampa direttamente su carta, tessuto, poliestere e poliammide, con resistenza anche a elevate temperature.
Oltre ai consueti campi d'applicazione come la logistica, la filiera produttiva, il controllo accessi, l'antitaccheggio, è possibile sfruttare le caratteristiche di tale pasta conduttiva per applicazioni quali celle fotovoltaiche, apparecchiature telefoniche, pannelli touch-screen.
Pubblicato il: 04/02/2010

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