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La Cassazione: basta alle sentenze scritte a mano, usate il computer

Una sentenza della Corte di Cassazione invita i giudici ad utilizzare il computer per redigere le sentenze: i documenti scritti a mano risultano spesso incomprensibili.

Irene Canziani

Basta alle sentenze scritte a mano, che risultano spesso incomprensibili: i giudici abbandonino la penna per servirsi di mezzi più moderni, quali il computer. È questo il contenuto di una recente sentenza della Corte di Cassazione, la numero 49568, che segna un cambiamento importante negli ambienti giuridici ed è sicuramente destinata a far discutere.
Sebbene la scrittura a mano non sia totalmente vietata, secondo la Cassazione essa è indice di "attenzione ridotta da parte del magistrato amanuense alla manifestazione formale della funzione giurisdizionale" e pone "in secondo piano le esigenze del lettore e in particolare di chi, avendo riportata condanna, pretende di conoscere agilmente le ragioni".
La sentenza è scaturita da una vicenda quantomeno singolare: due rapinatori hanno tentato di farsi annullare una condanna affermando l'illeggibilità del verdetto della stessa e rivolgendosi alla Corte d'Appello di Napoli. Dalla Campania il caso è stato trasferito direttamente alla Cassazione, i cui giudici non hanno potuto fare a meno di constatare che, effettivamente, il documento poneva non pochi problemi al lettore. Nessuno sconto di pena, tuttavia, per i due criminali, che non sono riusciti in questo modo a farla franca: l'episodio è servito solo a dare una "tirata d'orecchi" a tutti i giudici del Belpaese.
Pubblicato il: 04/01/2010

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