L’Ocse, nel suo rapporto annuale Employment Outlook 2009, analizza la situazione occupazionale dei 30 paesi avanzati. I dati che emergono non sono incoraggianti: la disoccupazione è in ascesa e, anche se la situazione non è critica, è necessario che i governi varino nuove iniziative per promuovere il lavoro.
L’
Ocse ha reso pubblici i dati relativi all’ultimo rapporto
Employment Outlook 2009. La situazione che emerge è di
piena recessione: nonostante i segnali di ripresa in alcuni paesi la disoccupazione è in costante crescita.
L’organo avverte i governi sulla
necessità di sostenere i propri cittadini nella ricerca di lavoro, altrimenti la crisi si aggraverà ulteriormente.
La percentuale di non occupati nell’area Ocse è la
più alta del dopoguerra, l’8,5% , e le previsioni sono che tale percentuale potrà solo salire: si parla di 57 milioni di persone.
La situazione è peggiorata molto dal minimo storico di 5,7% raggiunto solo a fine 2007 e, da allora, i disoccupati sono 15 milioni in più. Se in alcuni paesi – Francia, Irlanda e Giappone ad esempio – già nel 2009 si è verificata una forte flessione dell’occupazione, in altri tale recessione deve ancora arrivare.
Il fanalino di coda spetta alla Spagna con una percentuale di 18,1% di disoccupati; seguono Francia col 9,4% e Germania con il 7, 7%. L’Italia è stabile intorno al 7,5%.
Secondo le previsioni dell’Ocse i paesi del G7 arriveranno a
perdere oltre 15 milioni di posti di lavoro per la fine del 2010.
Le proiezioni sono state elaborate sulla base dei dati economici diffusi a giugno, in cui si evidenziava un’ulteriore declino delle attività nel 2009 e una ridotta ripresa solo da metà 2010.