Logo ImpresaCity.it

F-Secure, i worms invadono le reti IT

Secondo i dati ottenuti dal rapporto del primo trimestre 2009 sulla sicurezza IT, è emerso il sempre maggiore pericolo proveniente dai worms. Sempre più sofisticati, ora hanno anche invaso gli smartphone, fino ad ora immuni dalla diffusione dei malware

Redazione ImpresaCity

E’ stato diffuso il primo rapporto trimestrale di F-Secure, relativo alla sicurezza IT, contenente i dati relativi al primo trimestre del 2009.
I risultati non sono stati buoni, in quanto è stato registrato un aumento della diffusione di worm, social worm (soprattutto su Facebook) e, per la prima volta, worm su smartphone
Il principale worm del quale si è registrata la presenza è Conficker, worm in grado di compromettere le vulnerabilità di Microsoft Windows (grazie a avanzate funzionalità come una potente crittografia e a un sistema peer-to-peer che permette di mettere in comunicazione i computer infettati senza utilizzare un server) e che si credeva di aver già debellato.
Altri classificati come pericolosi sono quelli che contagiano i social network, in grado di rubare i dati degli utenti; il principale worm di questa categoria è Koobface, operante su Facebook e in grado di rubare foto e indirizzi e-mail degli amici di un utente,  per poi creare una falsa pagina di YouTube con la foto ed inviare e-mail agli amici (via facebook) dicendo che sono stati taggati in un video su YouTube.
Terzo pericolo, del tutto nuovo, è lo smartworm, creato per danneggiare gli smartphone. L’unico attualmente in circolazione è Sexy View, progettato per usare i contatti memorizzati nello smartphone (contatti che poi finiscono nelle mani del creatore del worm) per diffondersi, mediante l’invio di un sms con un link a un sito e l'invito a guardare alcune immagini hot.
Il rapporto nel dettaglio è disponibile sul sito ufficiale.
Pubblicato il: 09/04/2009

Tag:

Cosa pensi di questa notizia?

Speciali

speciali

Veeam On Forum 2018, il futuro iper-disponibile corre veloce

speciali

Phishing, Ransomware e Truffe E-Mail: è allarme per Office 365 e il cloud