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Oracle: innovare con l'IT per superare la crisi

A Oracle Business Transformation Tour idee per affrontare le nuove sfide imposte dalla globalizzazione sfruttando le potenzialità delle soluzioni tecnologiche. Riflettori puntati sulle Oracle Applications e sulla nuova versione del Crm on demand.

Autore: Barbara Torresani

ll futuro dell'impresa deve passare dall'innovazione; un'innovazione che trova nella tecnologia un elemento abilitante.
È questo il messaggio che arriva dalla tappa italiana di Milano di Oracle Business Transformation Tour, un percorso internazionale che Oracle ha organizzato per le aziende interessate a capire come trasformare il proprio business in un constesto di globalizzazione dei mercati e crisi congiunturale.
Nessuna alchimia o formula magica arriva dal noto attore del mercato delle Business Applications, ma solo qualche suggerimento per superare la crisi e ripartire, utilizzando come leva strategica la tecnologia IT.
"Siamo di fronte a un mondo in profondo cambiamento, ha dichiarato Edward Abbo, Senior Vice President Applications Development Oracle. Sono molteplici le trasformazioni che lo riguardano. Oracle ritiene che un forte contributo per rispondere a questi continui mutamenti venga proprio dalla tecnologia, che aiuta a migliorare le economie di scala senza incrementare i costi e diventa un vero abilitatore di nuovi modelli di business."
"Investire nell'IT oggi farà la differenza domani, ha proseguito. Le aziende operano in un contesto sempre più globale, superano i loro confini e si relazionano con le esterno. Potenzialmente tutti possono interagire con tutti, le relazioni si intensificano e le informazioni aumentano in modo incrementale. Le aziende hanno sempre più necessità di prevedere e anticipare le richieste dei loro clienti, trattare una quantità crescente di dati, gestire granularmente i processi di business con funzionalità tali da assicurare quella flessibilità e quella capacità analitica oggi indispensabili per competere su un mercato globale". E Oracle pensa di poter supportare le aziende ad affrontare queste sfide.
Non si può certo negare però che il momento è critico. Come ha enfatizzato Vito Di Bari, docente di progettazione e gestione dell'innovazione al Politecnico di Milano e Innovation Designer: "Siamo di fronte a un lungo periodo di crisi, la più grande dal dopoguerra, che avrà impatti pesanti. Ma non c'è nulla che non si possa fare. Non bisogna minimizzare il senso della crisi ma approfittare del momento e investire sul futuro, studiando nuove tecniche e riorganizzadosi: bisogna convertire il problema in un'opportunità."
E come sarà il post-crisi? "Molte imprese non sopravvivranno, altre accresceranno la loro forza, altre si focalizzeranno sul breve, altre volgeranno il loro sguardo sul medio periodo. E le aziende che guarderanno al medio avranno la meglio. Nessuno è in grado di sapere oggi come sarà il futuro però  ci sono alcuni indicatori ed evidenze che lasciano trasparire alcuni scenari possibili. Scenari che in qualche modo avranno a che vedere con i responsabili dei sistemi informativi delle organizzazioni, i cosiddetti CIO, ha commentato Di Bari". Tra questi:
- Il passaggio dalla dimensione alla velocità: se nel passato le imprese hanno desiderato diventare grandi, puntando alla dimensione, nel prossimo futuro le aziende si focalizzeranno sulla velocità. Per la ripresa le aziende devono diventare veloci, reattive e dinamiche. E i CIO potranno contribuire a indicare gli strumenti per abilitare questa trasformazione aziendale.
- Le tecnologie avranno radici nel consumer. Oggi abbiamo a che fare con circa 10 miliardi di processori:  tra il 2012-2015 ce ne saranno 150 miliardi , di cui 1 processore ogni 100 mila sarà presente in un PC o in uno smartphone, mentre gli altri saranno incapsulati negli oggetti, sulle persone, "embedded" in device che non hanno solo attinenza con il mondo tecnologico.
- Arriverà la D-Generation. Tra il 2012 e il 2015 nelle aziende entrerà la prima generazione di manager dell'era digitale, e il cambio di marcia sarà rilevante. Sono giovani che hanno nel loro Dna le tecnologie digitali che si relazionaranno solo con chi sarà in grado di parlare la loro lingua. E anche in questo caso i CIO avranno un ruolo importante, come esperti di tecnologie.
In sostanza: "L'ICT sta uscendo dai suoi confini tradizionali, ha affermato Di Bari, non è più funzione separata; nel futuro tutta l'azienda ruoterà intorno alle applicazioni che saranno governate dall'IT, un'IT che diventerà sempre più pervasiva. E in questo scenario anche il ruolo del CIO cambierà e si eleverà".
È però fondamentale agire adesso; quando la ripresa inzierà sarà troppo tardi. E le imprese che avranno sfruttato al meglio questo periodo di transizione arriveranno all'appuntamento magari provate ma più forti e con un vantaggio competitivo su chi non è stato in grado di sfruttare il momento

[tit:La parola ai Cio]
Dalle testimonianze dei Cio presenti all'evento Oracle trapela una certa difficoltà ad affrontare il periodo ma anche l'intenzione di muoversi per tempo e con gli strumenti adeguati per allinearsi ai nuovi paradigmi dell'innovazione. C'è chi come Gucci ha optato per una focalizzazione più spinta sul cliente, "avviando un progetto mondiale di revisione dei sistemi tradizionali, focalizzandosi sul miglioramento del sistema CRM  e avvicinandosi a concetti di multicanalità e a tecnologie innovative per il retail e chi come Fiera Milano, trovandosi di fronte alla sfida del nuovo piano industriale, e dovendo gestire una crescita per linee esterne si è dotata di strumenti evoluti di controllo di gestione, per integrare i flussi finanziari.
Un'IT concentrata sull'efficiantamento dei processi e la raccolta dati è quella di Danieli & C Officine Meccaniche, che sta muovendosi per identificare aree innovative di miglioramento. Guarda avanti il CIO di ItalDesign Giugiaro per il quale il budget, pur rivestendo un ruolo importante non è tutto; bisogna anche rischiare, proporre idee nuove, avviare forme di colalborazione e capitalizzare sulle Risorse Umane mentre Eni punta alla qualità, non solo del software ma in senso lato e si focalizza su processi, skill e performance. 

[tit:La scommessa delle medie aziende italiane]
E proprio ai CIO si è rivolta una recente ricerca commissionata da Oracle a InSintesi da cui emerge l'innovazione è la via per il successo delle imprese anche nell'attuale contesto di mercato. La ricerca, condotta su un campione di manager che operano in 315 aziende italiane di diversi settori merceologici tra i 50 e i 500 dipendenti, rivela che anche le medie imprese italiane stanno sperimentando in prima persona i benefici di un investimento in tecnologia consapevole e duraturo, quale quello dedicato al miglioramento dell'efficienza aziendale e dei processi. E che l'innovazione abiliti la crescita trova d'accordo il 95% del management delle medie aziende italiane. In particolare, il 55% dei manager interpellati esprime per i prossimi due anni un orientamento a dare priorità all'innovazione con l'obiettivo di migliorare l'efficienza della produzione e dei processi piuttosto che all'innovazione di prodotto.
I dati confermano però l'esistenza di due universi paralleli di aziende: quelle che hanno adottato di più, da più tempo e in maniera più evoluta le tecnologie abilitanti il business e quelle che hanno adottato da poco queste soluzioni, le hanno pianificate o che non ne hanno ancora compreso l'importanza.  Le prime sono caratterizzate da una rapida crescita, le altre no.Solo un 23% del campione della ricerca è rappresentato da aziende che crescono di più rispetto al mercato e ai concorrenti. E sono sempre le imprese maggiormente di successo sul mercato hanno ottenuto a seguito dell'utilizzo di tecnologia per il business un incremento della qualità dei propri prodotti e servizi nel 46% dei casi e di riduzione dei costi nel 43% dei casi. Le stesse "aziende di successo"  sono  orientate alla crescita piuttosto che alla razionalizzazione dei costi. Contenere i costi, secondo i manager intervistati, difficilmente abilita la crescita, mentre l'innovazione ne è il vero motore. 

[tit:Il CRM on demand]
Per rispondere alle mutevoli condizioni di mercato Oracle mette in campo una valution proposition completa costituita da soluzioni e servizi, in cui il sistema delle Oracle Applications consente di  facilitare gli investimenti in tecnologia, migliorando la collaborazione aziendale e la capacità di adeguamento al mercato e risposta alla clientela.
Oggi nel paniere societario trova posto la nuova versione di  Oracle CRM On Demand, la 16,  che introduce sofisticate funzionalità di personalizzazione, per la gestione delle relazioni con i partner e una Single Tenant Standard Edition hosted per permettere alle aziende di estendere le applicazioni e i sistemi CRM esistenti in relazione agli specifici requisiti di business.
Oltre a utilizzare le funzionalità pronte all'uso e le soluzioni verticali predefinite presenti in Oracle CRM On Demand Release 16, i clienti hanno la possibilità di personalizzare le loro applicazioni su tutti e tre i livelli: interfaccia utente, processi di business e dati.
Fondato su un concetto che rende possibile l'uso di un numero illimitato di oggetti personalizzati, Oracle CRM On Demand Release 16 fornisce ulteriori oggetti predefiniti e flessibilità nella definizione delle relazioni tra oggetti personalizzati e oggetti predefiniti.
Gli oggetti personalizzati possono essere configurati attraverso gli stessi strumenti intuitivi di amministrazione point-and-click attualmente disponibili in Oracle CRM On Demand. A differenza delle applicazioni software tradizionali, gli utenti non saranno costretti a scrivere codice, modificare tabelle né compilare applicazioni.
Altri miglioramenti della versione riguardano: usabilità, capacità di reporting e forecast, supporto alla localizzazione (comprende otto nuove lingue in aggiunta alle dieci lingue e alle funzioni multi-valuta già implementate).
Pubblicato il: 05/02/2009

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