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CA analizza la governance dei sistemi informativi

Dall'indagine, realizzata da NetConsulting, emerge che l'utilizzo di strumenti strategici per il Change & Configuration Management è ad appannaggio esclusivo di un ristretto numero di grandi aziende italiane (27,3%).

Redazione PMI

Le grandi organizzazioni non hanno ancora effettuato grandi investimenti sulla governance dei Sistemi Informativi. Nonostante nelle aziende italiane esistano le condizioni e i presupposti per l'introduzione di processi strutturati di Change & Configuration Management, in virtù di una sempre maggiore complessità dei servizi erogati e dei relativi processi, la propagazione e la diffusione di una cultura di Governance di alto profilo stenta ad affermarsi.
E' ciò che evidenzia un'inchiesta sulle conoscenze, l'adozione e l'evoluzione prospettica in merito all'utilizzo da parte delle grandi organizzazioni italiane di strumenti come il CMDB (Configuration Management Data Base
), commissionata da CA a NetConsulting all'interno di una più ampia indagine sull'IT Governance, condotta su un campione di aziende e gruppi di grandi dimensioni dei principali settori economici (il 50% del campione da realtà con oltre 5.000 dipendenti, mentre la componente aziendale con un bacino di utenza inferiore ai 1.000 dipendenti è presente in misura del 20,5.
Il CMDB (Configuration Management Data Base) èun repository che contiene le informazioni  relative alle componenti di un sistema informativo che consente di gestire il processo di Change & Configuration Management all'interno dell'ambiente IT, controllando gli impatti che tali modifiche possono avere sulle risorse informatiche.
Soltanto il 27,3% del campione oggetto dell'indagine utilizza soluzioni CMDB. Tra coloro che dichiarano di avere adottato una soluzione CMDB, pochi riescono a sfruttarla in tutte le sue potenzialità.
Il CMDB sembra essere quindi uno strumento scarsamente diffuso e, in generale, dove utilizzato, esso non si identifica in uno strumento capace di garantire visibilità e controllo sulle interdipendenze tra le componenti della struttura IT. Nella maggior parte dei casi, le attività e i progetti riconducibili a un ipotetico utilizzo di CMDB sono spesso disperse e frammentate. Esiste una diffusa conoscenza della metodologia ITIL, ma non viene supportata in modo organico all'interno delle organizzazioni.
Anche se esiste un generale interesse del personale informatico nei confronti di soluzioni CMDB, il Top Management si mostra poco ricettivo a problematiche di questo tipo e la direzione aziendale non considera questo argomento come una priorità di investimento. Esiste quindi una incomprensione di fondo da parte del vertice aziendale nell'individuare e comprendere le potenzialità in termini di benefici riscontrabili a livello di business dall'introduzione di tecnologia CMDB, la quale viene considerata prevalentemente come facilitatore di problematiche interne al comparto IT.
"I fattori critici di successo per l'introduzione del CMDB all'interno dell'azienda - ha dichiarato Rossella Macinante, Practice Leader NetConsulting - sono il coinvolgimento del Management IT e una Governance del progetto che interessi in modo trasversale  l'intera organizzazione. Poche sono le organizzazioni che possono vantare una visibilità reale sulle implicazioni che genera un'attività erogata dal sistema informativo. Tuttavia - continua Macinante - la ricerca dimostra l'esistenza di un'area di possibile sviluppo ed evoluzione del CMDB soprattutto all'interno di quelle realtà dove è diffuso, o ha iniziato a diffondersi, un know-how metodologico di tipo ITIL".
Solo una esigua minoranza (9,1%) delle grandi organizzazioni ha implementato meccanismi che assicurano una visibilità tra le diverse componenti della struttura informativa. Una consistente percentuale (52,3%) afferma invece che la comprensione delle interdipendenze è sì possibile, ma presenta ampi margini di miglioramento. La maggior parte delle organizzazioni, quindi, ha ancora una visione parziale e non completa dell'interazione esistente tra le tante risorse che convivono all'interno del sistema informativo.

[tit:La posizione di CA]
"L'implementazione di una strategia CMDB non è una semplice esigenze di 'nuova tecnologia' da parte del reparto IT - ha sottolineato Fabio Raho, Manager Technical Sales - ma un'opportunità per l'IT di soddisfare al meglio le esigenze del business,
potenziando la capacità di gestione dell'IT in ottica di 'Servizio'" e rispondendo in modo più soddisfacente alle mutevoli esigenze del business. Permettendo inoltre all'organizzazione nella sua globalità di affrontare meglio le sfide poste da risk mitigation, conformità e Governance".
La soluzione CMDB proposta da CA è un'applicazione specializzata che include informazioni di configurazione che descrivono le relazioni all'interno del sistema e offre un singolo "point of truth" dal quale è possibile gestire gli effetti delle modifiche e assicurare la disponibilità dei servizi chiave a supporto degli obiettivi di business.  CA CMDB può mantenere informazioni precise e aggiornate sugli elementi della configurazione (CI, Configuration Item), importanti per ottenere visibilità su dipendenze e relazioni tra le applicazioni e i sistemi di rete a supporto dei processi di business.
CA CMDB consente di verificare le modifiche agli attributi, esegue la riconciliazione dei dati da più origini, segnala le avvenute modifiche e tiene traccia delle relazioni tra i CI, consentendo di identificare i processi di business a rischio a causa della modifica a un dato CI e di sviluppare alternative per mantenere la disponibilità dei servizi fondamentali. CA CMDB e i prodotti correlati per la gestione di problemi e incidenti sono pensati per integrarsi con il framework Enterprise IT Management (EITM) di CA  
Pubblicato il: 02/02/2009

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