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Rapporto Assinform: spuntano le PMI

Sono le PMI dei settori Industria, Distribuzione e Utilities le protagoniste degli investimenti in IT. Riducono i budget le grandi imprese dei settori trainanti quali Banche, Telecom, Media e PA. Dal preconsuntivo 2008 risulta che l'IT cresce dell'1,1% e le TLC dello 0,8%, con dinamiche molto diverse.

Barbara Torresani

Difficile fare previsioni per l'anno che verrà in un momento di così forte incertezza. "Oggi l'Italia  sta attraversando un periodo di profonda transizione senza che sia nota la destinazione e il punto di arrivo, ha affermato Giancarlo Capitani, amministratore delegato di NetConsulting, alla presentazione del preconsuntivo del Rapporto Assinform del 2008."
"Lo scenario macroeconomico ha registrato un'accelerazione particolarmente negativa dallo scorso luglio, ha proseguito. Le variabili finanziarie hanno nascosto delle criticità già presenti all'interno dell'economia reale. Una crisi palese e una molto più sotterranea si stanno sommando e dipingono un quadro negativo. Mai come oggi le previsioni diventano obsolete nel giro di 15 giorni".
Il Fondo Monetario Internazionale parla di un rallentamento sia delle economie emergenti (Cina e India) che delle economie industrializzate; anche due paesi come Spagna e Regno Unito che negli scorsi anni hanno rappresentato il motore di crescita in Europa sono entrati in fase recessiva.
Per la loro crescita tutti i i paesi dovranno fare leva sulla domanda interna e non potranno sfruttare le dinamiche di interscambio di import/export a cui si è fatto ricorso negli anni passati.
In questo quadro l'Italia è l'unica nazione che tra i grandi paesi riporterà una crescita negativa già nel 2008 (0,2%). 

[tit:Il preconsuntivo Assinform 2008]
Secondo il  preconsuntivo Assinform  il mercato ICT italiano sembra non risentire della crisi, in quanto cresce agli stessi tassi dello scorso anno (0,9%), con dinamniche diverse nelle sue due componenti: l'IT rallenta sensibilmente (da 2,0% a 1,1%), quasi dimezzando  il suo già basso tasso di crescita, le TLC aumentano timidamente passando dallo 0,4% allo 0,8%.
La descrescita dell'IT è da attribuire al fatto che le imprese sono sempre più prudenti nell'avviare nuovi progetti e cancellano quelli non necessari. Si riducono i budget sul lato dei nuovi investimenti nelle aziende di dimensioni medio-grandi più che in quelle piccole e si procede a un contenimento dei budget correnti. I contratti di outsourcing di grandi clienti nei confronti di grandi fornitori si rinegoziano durante l'anno; risulta inoltre più difficile accedere al credito da parte delle PMI, che tuttavia tengono. Anche gli individui e le famiglie, motore delle crescite degli anni scorsi, procedono in modo più cauto nell'acquisto di prodotti tecnologici. 

[tit:Lo spaccato dell'Informatica]
Dalla fotografia del mercato IT emerge che l'hardware subisce un rallentamento molto sensibile (dal 3,6% all'1%), crescendo molto a volume ma poco a valore. I netbook, piccoli computer ultrportatili il cui basso costo non riesce a incidere sulla valorizzazione del mercato (nell'intorno dei 300-350 euro) riportano una performance di crescita molto positiva.  Rallenta la fase di sostituzione dei PC nelle imprese e  frenano gli acquisti da parte delle famiglie e degli individui.
Conferma la crescita il settore del Software, soprattutto nella componente middleware, in quanto sono in atto progetti importanti di razionalizzazione dei sistemi informativi (processi di virtualizzazione, server consolidation, integrazione applicativa, sicurezza  e compliance).
Sul lato del software applicativo cresce l'interesse soprattutto delle medie imprese verso l'adozione di gestionali integrati, i cosiddetti ERP, con una crescita a due cifre.
Il settore Servizi registra una crescita sofferta (da 0,3% allo 0,2%) pur in presenza di grossi progetti nelle grandi imprese. Si riducono invece i nuovi progetti, si effettuano interventi di razionalizzazione e prosegue la riduzione dei costi delle tariffe professionali. Per contro il profilo strategico dei progetti si sta elevando verso progetti pensati e incorporati all'interno di problematiche di processo.  

[tit:Il profilo delle Telecomunicazioni]
Le Telecomunicazioni riportano una debole crescita (da 0,4% a 0,8%): cresce meno la componente mobile ( 1,7% a 1%) decresce la componente fissa (-1,2% a -0,5%).
Tre sono le criticità maggiori riscontrate in questo settore: cresce la competizione interna tra gli  operatori (aumenta il numero degli operatori con l'entrata di operatori mobili virtuali e cresce la competizione tra fissa e mobile con un effetto downpricing); si allarga il perimetro dell'offerta (con servizi IT forniti da operatori  telefonici a grandi aziende e l'offerta crescente di contenuti digitali); l'incertezza dell'infrastruttura di rete dell'operatore incumbent rallenta gli interventi infrastrutturali. 

[tit:Segnali positivi]
In questo quadro non particolarmente positivo c'è ancora una parte di Italia che  ha fatto propria l'innovazione. E' il settore consumer, fatto da  individui e famiglie, che utilizza servizi di telecomunicazione innovativi: nel triennio 2005-2008 questi servizi su rete fissa (protocolli IP, servizi Web, pubblicità on line) e quelli su rete mobile (mail mobile, mobile Internet, ...) sono cresciuti del 10% per attestarsi su una crescita del 28% sulla rete fissa e del 225% sulla rete mobile. Le aziende da parte loro non sono ancora riuscite ad appropriarsi di questa capacità innovativa degli individui e a trasferirla al loro interno.

[tit:2009: Luci e ombre della domanda]
Le previsioni macroeconomiche delineano un quadro negativo sia per i Paesi industrializzati che per  quelli emergenti. Le ultime previsioni di Confindustria per l'Italia parlano di un PIL che si assesterà su un -1%. I fattori positivi che traineranno la domanda non sono però  pochi. Le PMI, soprattutto le aziende di taglio medio, non hanno frenato gli investimenti innovativi.  
Proseguiranno importanti progetti infrastrutturali (virtualizzazione, consolidamento, integrazione) in un'ottica di razionalizzazione e risparmio. Inoltre il 2009 sarà un anno di forte dinamica di fusioni e acquisizioni che genererà una domanda crescente di integrazione.
Il Green IT condizierà le dinamiche di investimento e aumenterà la sensibilità delle imprese, soprattutto perché nei programmi del Presidente Obama è dato ampio spazio al tema delle energie rinnovabili e del risparmio energetico.
Sulla domanda, inoltre agiranno positivamente nuovi servizi su banda larga.
C'è attesa inoltre in merito al piano industriale per la PA digitale.
Un fatto molto improtante è rappresentato dai  20 milioni di navigatori a settimana nel nostro Paese che sicuramente favoriscono una maggiore penetrazione di tecnologie e servizi digitali.
Tra i fattori che penalizzeranno la domanda il fatto i settori che negli ultimi 15 anni hanno fatto da traino alla domanda di ICT - Banche, Telecomunicazioni e Media, PA- riduranno i loro budget. Se da un lato le operazioni di fusioni e acquisizioni genereranno domanda dall'altro la contraranno, in quanto la sommatoria dei budget degli investimenti sarà inferiore ai singoli  budget delle aziende che alleano o fondono.
Ci sarà una contrazione dei budget IT sul fronte degli investimenti; la spesa IT però non potrà essere contratta oltre una certa soglia perché l'ICT come dorsale portante delle aziende non può essere compressa troppo, perché si corre il rischi di non far funzionare più le aziende.  Inoltre la cmpliance, l'adeguamento a normative e leggi, impone che alcuni investimenti siano di fatto obbligatori.
Per finire nel mercato consumer aumenteranno le difficoltà ad accedere al credito anche per le famiglie e gli individui.  

[tit:Le reazioni dell'ICT]
Come reagiscono le aziende in questo contesto di contrazione del mercato?  
Se da una parte fanno interventi sul breve periodo e riducono i costi, dal punto di vista più strutturale e strategico intendono far  leva sull'innovazione (di prodotto/servizio, di processo, organizzativa), ricercano nuovi clienti, erodendo quote di mercati ai concorrenti, e incrementando la competizione.
Aumenteranno i processi di acquisizioni e alleanze; si pensi che nel corso degli ultimi cinque anni sono state fatte 100 operazioni di fusione/acquisizione. Si interverrà sui contratti di subfornitura e si taglierà sui costi del personale.
Proseguiranno i processi di internazionalizzazione. Oggi si assiste al fatto che molte aziende hanno costi di produzione molto bassi in Italia e vendono in Paesi europei industrializzati (per es. in Germania e in Inghilterra) a prezzi molto alti, generando una leva di marginalità altissima.
"Il fatto che molte aziende nei settori chiave, ha concluso Capitani, stiano riducendo e riinviando i loro investimenti è molto pericoloso per il settore. Sono strategie che portano vantaggi solo nel breve; il costo del non investimento è sicuramente più alto del costo dell'investimento". 

[tit: La voce di Assinform]
E' cautamente ottimistica la posizione del Presidente di Assinform, Ennio Lucarelli, nel commentare i risultati del Rapporto: " Il nostro non è un incauto ottimismo, ma la conclusione a cui siamo giunti dopo aver verificato, attraverso due indagini parallele, che è in atto un notevole sforzo da parte di categorie di imprese di importanti settori produttivi e dei servizi, di non tagliare i budget IT, di non arroccarsi su posizioni difensive, ma di reagire alla crisi ricorrendo all'innovazione. E' questo un segnale di forte vitalità che indica come oggi l'Information and Communication Technology possa costituire una svolta per affrontare la crisi rafforzando l'economia reale e le sue capacità competitive."
Nel contribuire a questo risultato Assinform ha fissato la propria attenzione su alcuni azioni da sviluppare, da sottoporre all'attenzione pubblica e al Governo, tra cui: sviluppare la cultura del merito anche per le imprese, puntando sulla concorrenza, qualificandoe le aziende migliori, e mettendo sotto la lente gli affidamenti in house; modernizzare i comportamenti e le regole degli acquisti di hardware, software e servizi, per premiare le offerte di qualità.  È
 necessario inoltre che la  PA ponga atenzione e individui alcuni importanti progetti Paese.
Per rispondere alla crisi bisogna ricorrere: alla patrimonializzazione delle imprese, secondo cui gli impreditori devono mettere soldi e sviluppare progetti analoghi alla defiscalizzazione degli utili, per portare capitale fresco nelle imprese; lo Stato deve pagare i debiti contratti con il settore ICT per un valore di circa 3 miliardi di Euro; bisogna agire sul sistema del credito non solo sul breve periodo ma soprattutto sul medio per favorire gli investimenti.
E'  importante rafforzare programmi di ricerca e sviluppo dell'innovazione dell'IT e le risorse umane. Lo sviluppo dell'innovazione passa da alcuni progetti di innovazione nazionali, dalla creazione di bandi (è intenzione del Ministro Scajola istituire un Bando per l'IT), favorire la collaborazione tra associazioni tecnologiche e associazioni made in Italy (allargando ai distretti e le regioni).Bisogna istituire nuove regole e modalità per il mondo del lavoro, che coniughino la flessibilità e la sicurezza.
Pubblicato il: 19/11/2008

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