Lifesize, quasi una startup, ma con il cuore maturo

Presente in Italia da tempo Lifesize ha saputo rinnovare la sua offerta con una trasformazione dall’on-premises al cloud operata in parallelo con quella dell’utenza

Cloud
Il mondo dei vendor che offrono sistemi di collaborazione e comunicazioni unificate si rivela piuttosto affollato anche dopo le recenti operazione di consolidamento. Una della ragioni - oltre alla spinta della consumerizzazione dell’IT, arrivata con la diffusione degli smartphone nelle mani di tutti - sta nell’enorme cambiamento introdotto dalla spostamento verso il cloud di tutta l’offerta UCC, partito da Microsoft (Azure, Office e Skype in testa).  
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Craig Malloy, CEO e cofondatore di Lifesize
Una fotografia di Lifesize
Presente in Italia da tempo, Lifesize ha saputo rinnovare la sua offerta con una trasformazione  dall’on-premises al cloud operata in parallelo con quella dell’utenza. Lifesize si propone ora con un nucleo tecnologico che prevede la fornitura di servizi audio, video e web conferencing attraverso una tecnica di tipo SaaS basata unicamente sul cloud. Al di sotto sta un’infrastruttura di 16 data center mondiali in collaborazione con Ibm SoftLayer. La proposta però viene da lontano e da un serie di riconfigurazioni dell’offerta di una società nata oltre dieci anni fa per la fornitura di sistemi di video conferenza con capacità di collegamento di hardware e software all’interno delle conference room. Ora si è arrivati a un’esperienza completa e soprattutto coerente a partire dai device mobili pe arrivare alle applicazioni desktop fino alle sale conferenza.
Craig Malloy, CEO e cofondatore di Lifesize, ha incontrato di recente a Milano partner e clienti, e ha dedicato insieme a Enrico Leopardi, Responsabile dell’Area Emea Sud, una parte del suo tempo a un incontro con la stampa di settore.  

Il mercato di riferimento
Nelle parole di Malloy il mercato italiano è uno dei principali per la sua azienda e gode di un notevole vento in poppa con un raddoppio del fatturato rispetto allo scorso anno. L’utenza locale è di tutto rilievo - ha insistito Leopardi – e spazia dal settore finanziario, alla Pubblica Amministrazione fino alle media company e al Fashion.
La value proposition di una serie di servizi di collaborazione consistenti e coerenti ha conquistato in particolare il settore IT aziendale (i clienti sono oltre 4.500) dove i risparmi - non sono solo nelle spese di viaggio e nell’attenzione al green computing - si reggono sulla nozione di Total Cost of Owernship. La riduzione del TCO passa per un sistema software che consente alle aziende di liberarsi dalle spese di mantenimento di diverse console di sistema per approdare a un unico sistema in grado di interoperare con altri fornitori e in particolare di assorbire senza colpi le scelte legacy del passato. 
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Enrico Leopardi, Responsabile dell’Area Emea Sud
Nel cuore della tecnologia

Leopardi sottolinea il valore del passaggio da un sistema di app e hardware a silo indipendenti e frammentati verso una proposta consolidata secondo una linea di convergenza delle comunicazioni video e audio.Ma con alcune particolarità tipiche di Lifesize, come la possibilità di registrare e condividere i meeting e l’utilizzo di un semplice browser in modalità WebRTC. Una particolare cura viene riservata alla sicurezza della comunicazione oltre alle tradizionali attività di encryption delle conversazioni, mentre nessuna traccia resta sui server di Lifesize.
Da giugno una nuova focalizzazione della Lifesize App con un nuova interfaccia utente e nuove funzionalità che partono con una disponibilità in beta. In particolare, una nuova funzione di quick calling permette di dare il via a chiamate a ogni tipo di contatto anche con la semplice composizione di un numero telefonico. Il sistema permette la coesistenza di 50 interlocutori in ogni meeting.
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