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Oracle punta dritto al cloud computing

Una giornata Oracle incentrata sul cloud computing, per fare chiarezza sul tema, mettendone in luce non solo i vantaggi ma anche le misure attuabili già oggi per eliminare le possibili criticità che generano un certo scetticismo. E soprattutto la formula Oracle per abilitare al meglio questo paradigma. Con i cosigli di Gartner a supporto.

Autore: Barbara Torresani

Il Cloud Computing è il tema tecnologico e di business del momento, il paradigma a cui tutte le aziende dell'IT guardano, di cui non si può fare a meno se si vuole stare al passo coi tempi. Tempi che sembrano essere maturi per proporlo come nuova modalità di fruizione dell'IT, che va ad affiancarsi a quella più tradizionale dell'on premise.
E' un'onda da cavalcare, che soprattutto i big del settore stanno valutando con molta attenzione. Oracle non può esismersi da questa operazione. Anzi, la sta considerando con maggiore focalizzazione rispetto al passato tanto da aver promosso proprio in questo periodo un tour incentrato su questo tema a livello mondiale.
Oggi, più di ieri, infatti, forte dell'acquisizione di Sun Microsystems, Oracle si sente pronta per proporre il paradigma del cloud computing, grazie allo stack integrato di tecnologie e applicazioni abilitanti un cloud computing sia pubblico che privato, combinando le differenti proposizioni del ricco paniere di prodotti di cui dispone.
Ed è proprio questa offerta composita e allo stesso tempo completa, che ha fatto da spunto per il
oracle-punta-dritto-al-cloud-computing-1.jpgdiscorso di apertura di Sergio Rossi, amministratore delegato di Oracle Italia, alla tappa italiana del "Cloud Computing Forum" svoltasi nei giorni scorsi a Milano: "Oggi è tempo di Cloud Computing e Oracle è pronta per abilitare questo paradigma. Sono circa 60 le acquisizioni che Oracle ha effettuato dal 2005 ad oggi, seguendo una strada di innovazione e integrazione, ha dichiarato Rossi, con l'obiettivo di completare l'offerta societaria, oggi composta da una combinazione hardware e software che copre l'intero spettro tecnologico: applicazioni, middleware, database, sistemi operativi, virtual machine, server e  storage. E' la strada evolutiva intrapresa da un'azienda che sta cambiando le regole del settore IT. In ambito Cloud Computing Oracle è partita con soluzioni delle Oracle Applications, quali il Crm on demand e le soluzioni di Platform as a service, ed oggi è in grado  di rendere possibile anche l'Infrastructure as a Service attraverso la componente infrastruttuale di Sun Microsystems, con l'obiettivo di abilitare tutti i possibili scenari di cloud computing". 

[tit:La visione di Oracle]
E' invece toccato a Andrew Shuterland, Senior Vice President, Emea Technology Oracle Europe, Middle East and Africa, esporre la posizione di societaria sul tema: "E' da più di 18 mesi che si è creato un gruppo in Oracle che studia il cloudoracle-punta-dritto-al-cloud-computing-4.jpg computing, un argomento oggi molto popolare di cui ci sono troppe e differenti interpretazioni. In primo luogo occorre capire a fondo il nuovo paradigma: come costruire infrastrutture di cloud computing, quali sono le componenti fondamentali che lo costituiscono e quali le best pratices da cui prendere spunto. E' questo un lavoro sofisticato, che richiede da parte dei fornitori profonde competenze".
Oracle pensa di avere tutte le carte in regola per giocare la partita nell'arena dei grandi. "Il cloud computing non è una rivoluzione, ha spiegato Shuterland, è un processo evolutivo che poggia su funzionalità nuove e innovative, ma  anche e soprattutto su tecnologie solide, con una storia più che decennale: grid computing, virtualizzazione, servizi condivisi, sistemi di gestione". E ha proseguito: "Oracle fornisce una visione completa e integrata del cloud computing, che si basa su un'offerta a tutto campo che ha alle spalle 30 anni di storia della tecnologia. Per questo è in grado di offrire la tecnologia per costruire cloud private o per operare in cloud pubbliche e rendere disponibili applicazioni in ambienti di servizi condivisi o attraverso Software as a service pubblici.
Le caratteristiche principali del cloud computing, riconosciute da Oracle, si attengono a quelle definite dal Nist, il National Institute of Standards and Technology: un'aggregazione di risorse (resource pooling), fruibili in modo elastico a seconda del carico di lavoro richiesto, in modalità on demand e self-service, che offrono servizi misurabili (è possibile allocare per esempio i costi in modo preventivo) e utilizzano la rete Internet in modo esteso.
Sono tre le principali modalità di deployment: Saas (Software as a Service), le applicazioni vengono fornite agli utenti finali come servizio mediante Internet in un modo multitenant; Paas (Platform as a Service), che prevede lo sviluppo di applicazioni e piattaforme come servizio: "Questo modello, ha sottolineato Shutterland, sta affermandosi molto rapidamente ed è estremamente interessante. Porta con sé il concetto di riuso e abilita nuovi modelli di servizi di business"; Iaas (Infrastrucure as a Service), in cui server, storage, networking, in generale componenti hardware e i software ad essi associati che vengono forniti come servizio.
E le "nuvole" possono essere sia pubbliche che private; in entrambi i casi i benefici che ne derivano prevedono una elevata efficienza, alta disponibilità e una maggior elasticità.
Cloud pubbliche, tipo Amazon, sono utilizzate da più utenti su una base condivisa, affittata e gestita da fornitori di servizi differenti e con un'offerta non estesa. Si distinguono per bassi costi upfront, economie di scala, facilità di gestion e Opex.
I cloud privati sono ad appannaggio di una singola organizzazione, controllati e gestiti in house dall'IT aziendale e mettono a disposizione una varietà di applicazioni. Tra i principali benfici offerti: bassi costi totali, un miglior controllo sulla sicurezza, la compliance e la qualità del servizio, un'integrazione facilitata e CapEx & OpEx.

[tit:Oracle entra nella nuvola]
La strategia Oracle guarda al Cloud Computing come un processo a step. L'obiettivo è far evolvere il modello di computing di un'azienda verso quello cloud procedendo secondo passi evolutivi. Oracle supporta entrambe le varianti di cloud, private e pubbliche, offrendo ai clienti la possibilità di scegliere la formula a loro più congeniale.  Da una parte rende disponibile  la oracle-punta-dritto-al-cloud-computing-2.jpgcomponente applicativa in ambienti di servizi condivisi a livello privato e attraverso Saas pubblico e dall'altra tecnologia per costruire cloud private o girare su cloud pubbliche.
Sul fronte applicativo Oracle ha tutte le componenti per abilitare modelli di Saas e Paas, con tutti i tasselli applicativi della sua ricca offerta a portafoglio: Oracle Application, strumenti di Integrazione, Process Management, Security, applicazioni grid, database,...
Sul fronte infrastrutturale oggi può contare sul ricco paniere di tecnologie portate in dote da Sun Microsystems, dai server ai processori fino allo storage, che andrà a integrarsi con l'infrastruttura software.
A completamento di tutto ciò la componente di management, con Oracle Enterprise Manager, di fondamentale importanza per gestire in modo armonico e integrato i diversi elementi costitutivi il cloud. 
Oracle in particolare sta spingendo il tema del private cloud, che consente di ottenere i vantaggi del cloud computing in termini di efficienza dei costi e qualità del servizio mitigando al contempo le preoccupazioni che un cloud pubblico implica circa la sicurezza, la compliance, le performance e l'affidabilità. Oracle ritiene che la realizzazione di una Platform as a Service privata, basata su un'infrastruttura e servizi condivisi, sia una strategia di cloud computing naturale per i reparti IT aziendali.

[tit:Gartner spiega il cloud computing: i miti da sfatare]
L'analista Gartner, nella figura di Massimo Pezzini, VP & Gartner Fellow, ha fotografato il oracle-punta-dritto-al-cloud-computing-5.jpgfenomeno del cloud computing più nel dettaglio, soffermandosi in primis su alcuni miti da sfatare che Gartner rietiene debbano essere riportare alla realtà.
- E' un territorio di caccia dei grandi vendor. In realtà Gartner pensa il mercato dell'offerta Cloud sarà estremamente frammentato. Non sarà un modo ad appannaggio solo dei grandi ma a misura anche di fornitori piccoli e specializzati.
- Si assisterà a un grande cambiamento. Non è assolutamente vero che si passerà tutto dalla fruizione dell'IT in modalità on premise al cloud computing. Si assisterà invece a una graduale migrazione dalla prima alla seconda modalità. Il cloud computing non è una rivoluzione ma una graduale evoluzione dell'IT tradizionale. La sfida sarà quella di come fare coesistere servizi e applicazioni di cloud pubblici con applicazioni interne alle aziende.
- Renderà l'IT una commodity. Il concetto di commoditizzazione è una metafora utile per dire che si abbasseranno la barriera di accesso e i costi di ingresso all'IT; ma l'IT non diventerà mai una commodity, solo certi livelli verranno standardizzati e si assisterà a utilizzi molto innovativi di essa.
- E' un'assoluta novità. In realtà non è tutto nuovo; è frutto di tecnologie sviluppate negli anni.
I driver che spingono a un modello tecnologico e di business di questo tipo sono in primo luogo una forte domanda di riduzione dei costi di acquisto e di gestione, ma anche di maggiore velocità e agilità. "Nessuna azienda fa più piani a tre anni,  ha sottolineato Pezzini, si naviga a vista e occorre reagire molto velocemente alle richieste del mercato. L'IT diventa sempre più un fattore critico che deve portare avanti questo approccio volto ad accelerare e adattarsi al business velocemente".
Dal punto di vista tecnologico la crescente standardizzazione delle tecnologie, favorita dall'open source, dall'avvento di Internet hanno abilitato tecnologie quali la virtualizzazione e la parallelizzazione che convergono e danno luogo al cloud computing. E la Soa diventa uno dei building bloks concettuali principali di questo paradigma.
L'obiettivo del cloud computing è quello di fornire servizi standardizzati, elastici (rilasciati proprio come un elastico), che utilizzano le tecnologia Internet, si pagano per quel che si usano. Tali servizi, come già detto, possono essere servizi applicativi - Saas (mail, HR, ...), infrastrutturali – Iaas (potenza di calcolo, storage,...) di piattaforma – Paas (tool di sviluppo, middleware, db,...) 
Il cloud è un puzzle, la cui supply chain è molto complessa, che si sviluppa sia in modo verticale che orizzontale. Nella supply chain sviluppata verticalmente si avranno servizi pubblici a disposizione di tutti (per es. Gmail) ma anche servizi privati dell'azienda costruiti su servizi pubblici e servizi pubblici costruiti su servizi pubblici. L'integrazione orizzontale si ha quando un servizio privato aggregato coniuga sia servizi pubblici che privati.  

[tit:Ostacoli e fattori inibitori]
Tra i fattori inibitori si annoverano la sicurezza, la privacy dei dati, problemi legislativi e legali, problemi di lock-in e di valutazione della qualità del servizio. Il mercato è inoltre ancora molto immaturo: lo sono le tecnologie, i fornitori e le politiche di pricing. E il discorso si fa delicato quando si parla di standard, elemento chiave per accelerare l'adozione e l'affermazione del cloud computing su larga scala. Ad oggi, infatti, il cloud brilla per la mancanza di standard, in primis quelli di interoperabilità.
E' un processo che richiederà tempo. Ad oggi esistono soluzioni monolitiche in cui un singolo vendor fornisce tutto (per es. salesforce.com che offre piattaforma su cui gli Isv costruiscono servizi addizionali). Lo step successivo, che si otterrà solo passando attraverso la standardizzazione, si orienterà verso un approccio più federativo, in cui si faranno strada tanti piccoli fornitori di servizi cloud, verticali e di nicchia. 

[tit:Un mix di public e private]
In questo contesto è molto interessante il tema dell''ibridazione', intesa come capacità di integrare l'IT tradizionale con il mondo del cloud computing, in cui coesiste una combinazione di risorse di public cloud e private cloud. Bisognerà sviluppare policy per offrire servizi omogenei. "Il cloud computing, ha dichiarato Pezzini, non è né bianco né nero, è ricco di sfumature e non è cristallizzato ma molto dinamico". Accanto a servizi pubblici vi saranno quindi anche servizi sviluppati in ottica di cloud a consumo; vuol dire che oltre al private e al public cloud si affaccerà anche il concetto di virtual cloud. La difficoltà sta nello stabilire modalità di accesso e controllo e l'ownership.
Nasceranno inoltre soluzioni e approcci innovativi. Per esempio si affermeranno i Business Partner Cloud Services, intesi come cloud semi private o semi pubbliche con dati condivisi coi propri business partner, dove sarà possibile aggregare e sganciare nuovi business partner. 

[tit:L'opportunità del Private Cloud]
Secondo Gartner nei prossimi 2-3 anni, almeno fino al 2012, si investiranno molti soldi nella realizzazione di cloud privati più che servizi di cloud pubblici.
Il private Cloud è un'opportunità di business da cogliere immediatamente: ha un time to market interessante, non richiede il procurement di hardware e software. Dal punto di vista dell'infrastruttura richiede di sposare il paradigma della virtualizzazione e passare a una gestione industrializzata e automatizzata dell'IT. Come ha spiegato Pezzini: "Il concetto di scalabilità ed elasticità che questo modello porta con sé è molto attrattivo, favorisce economie di scala importanti ed ha insito in sé molti benefici del public cloud a prezzi inferiori e a rischi minori.  Questo non significa che il Public Cloud non emergerà. Sono due mondi che hanno entrambi senso di esistere".
Il percorso verso cloud privati è tracciato ma vanno costruiti strumenti e skill a passi graduali. L'Interfaccia deve essere self-service, intuitiva (alla Google)  e facile da usare. Il delivery dei servizi deve essere automatizzato, così come le risorse per quel servizio devono essere virtualizzate e la sua gestione automatizzata.
In questo contesto la virtualizzazione è una tecnologia chiave in quanto disaccoppia l'IT dagli utenti.

[tit:Consigli per passare al cloud]
Non si può arrestare l'affermazione del Cloud Computing
: è un processo simile a ciò che si è già visto nell'IT tradizionale, con il client/server, quando il Pc era percepito dall'IT come un elemento da tenere fuori dall'infrastruttura. Approvvigionarsi di servizi cloud è facile, la funzione IT quindi deve capire che il cloud diventerà parte del patrimonio tecnologico dell'azienda o gli utenti se ne approprieranno da soli. Nasceranno nuove figure, quali per esempio i Service Broker, simili ai Var di oggi, strutture che, per esempio, prenderanno servizi da Oracle, li pacchetizzeranno, aggregheranno e li forniranno a consumo. Ad appannaggio dei grandi vendor vi sarà invece la funzione di Dynamic Sourcing Key, come capacità di gestire le decisioni di sourcing day by day e formare nuovi team specializzati con nuovi skill. 
E' indubbio che si tratta di un fenomeno che sta catalizzando l'attenzione del mercato e una spaventosa quantità di investimenti. Gartner consiglia di muoversi con cautela verso questo nuovo paradigma, valutando e ponderando bene le scelte. L'idea è quella di adottare un atteggiamento molto pragmatico rispetto all'adozione di soluzioni cloud. "E' un percorso da fare gradualmente, a step evolutivi, ha concluso Pezzini, occorre guardarci dentro, fare progetti pilota, sperimentare".
E' importante fare l'inventario dei servizi offerti (mail, calendario, collaboration, Erp,...) capirne i livelli di servizio, il costo e disegnare una roadmap specifica per ognuno di essi. Una volta fatto ciò bisogna creare un portafolio di servizi. Dal punto di vista tecnologico bisogna focalizzarsi sulla virtualizzazione. Ed entro entro 12 mesi diventa fondamentale predisporre una strategia completa di Dinamic Strategy Sourcing.
Pubblicato il: 18/02/2010

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