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PA, parte il progetto Lodigiano Digitale

Provincia di Lodi e PA Digitale S.p.A. collaboreranno per l'innovazione dei Comuni del territorio.

Autore: Redazione ImpresaCity

Che l'innovazione tecnologica sia, oggi, lo strumento tramite il quale migliorare la vita dei cittadini, è un dato di fatto: che l'innovazione debba entrare a gran forza anche nelle Amministrazioni Comunali è un teorema affermato e condiviso da più parti, anche nel Lodigiano.
E' quanto emerso nel Convegno che la Provincia di Lodi insieme alla società PA Digitale S.p.A. – software house specializzata nel portare la digitalizzazione nei Comuni - ha organizzato la settimana scorsa, dove numerose testimonianze sia locali che regionali e nazionali hanno sollevato la necessità di una rivoluzione digitale nella Pubblica Amministrazione e nella forma mentis di cittadini e amministratori.
Infatti, dopo la carrellata di esponenti quali il Prefetto di Lodi - Pasquale Gioffré, il presidente dell'Unione delle Province d'Italia - Giuseppe Castiglione, l'Assessore alla Semplificazione e Digitalizzazione della Regione Lombardia – Carlo Maccari, il presidente della Provincia di Lodi – Pietro Foroni, oltre a numerosi altri ospiti di spicco, per i lodigiani si è distinto l'intervento del Sindaco di Lodi, Lorenzo Guerini che ha "riconosciuto" quale bisogno primario quello dell'innovazione che porti il Comune alla sburocratizzazione, al miglioramento dei servizi ai cittadini, al miglioramento dei processi interni alle amministrazioni e alla riduzione dei costi.
Proprio su questa strada è stato pensato il progetto "Lodigiano Digitale".
Oltre che negli obblighi legislativi che di recente dettano scadenze sempre più impellenti per la Pubblica Amministrazione (certificati via Internet, pagamenti online di servizi e imposte per i cittadini e le imprese) e oltre al bisogno di rinnovamento indispensabile alla sopravvivenza stessa dei Comuni, il Progetto trova forza e significato nel Lodigiano grazie alle enormi possibilità di attuazione e risparmio sui costi per l'informatica.
La partnership stretta con PA Digitale, infatti, rappresenta un elemento fondamentale per la buona riuscita del progetto Lodigiano Digitale.
All'interno di un accordo quadro tra la Provincia di Lodi e PA Digitale spa, unitamente all'utilizzo del progetto a Riuso Nazionale (già realizzato per il Comune di Salerno) e alla presenza dei propri consulenti tecnici sul territorio, PA Digitale è in grado di avviare i progetti di innovazione a costi particolarmente contenuti per ogni singolo Comune che vorrà aderire e che potrà conseguire notevoli risparmi rispetto alle attuali spese sostenute per l'informatica anche per gli anni successivi.
Il progetto, in particolare, prevede un percorso di innovazione che, portando efficienza all'interno della macchina comunale e risparmio sui costi, produrrà effetti benefici per cittadini e imprese che, anche comodamente da casa (grazie a Internet), potranno avanzare richieste al Comune, seguire lo stato di una pratica e ottenere le informazioni o i certificati richiesti.
Il progetto trova la propria forza anche nella comunità del Lodigiano, ovvero in una solida azione unitaria che, anche attraverso la condivisione tra i vari Comuni di un'unica soluzione informatica, possa facilitare l'unione di piccoli Comuni e l'esecuzione di funzioni in forma associata tra più Comuni.Sarà, infatti, possibile, grazie all'unificazione delle medesime funzioni di uffici di Comuni diversi, realizzare quelle che solitamente si chiamano "economie di scala": una riorganizzazione delle attività che, come testimoniato durante il convegno da alcuni comuni in provincia di Lecco che hanno già intrapreso questa strada, è in grado di sfruttare al meglio le competenze del personale, snellire le attività e i flussi decisionali e, non ultimo, ridurre le spese.
Nessuna minaccia ai "campanili", come è stato più volte ribadito durante il convegno: le cosiddette unioni dei comuni (o gestioni associate) non vanno a minare le identità dei Comuni né i ruoli di sindaci, giunte o consigli in cui si rispecchia la cittadinanza. Portano solo a una riorganizzazione degli uffici e delle attività che, per i comuni più piccoli, può essere vitale.
Pubblicato il: 16/03/2012

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