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Crisi, Prometeia taglia le stime sul Pil italiano

Secondo le previsioni di Prometeia, il Pil italiano dovrebbe calare dell'1.7% nel 2012, per poi risalire dello 0.2% nel 2013 e del 1.5% nel 2014. A fine 2013 saranno stati persi 800 mila posti di lavoro.

Autore: Redazione ImpresaCity

Nel suo ultimo rapporto, Prometeia ha tagliato al ribasso le proprie previsioni sulla ripresa economica dell'Italia.
Rispetto alla previsione di ottobre, la revisione della caduta del Pil nel corso del 2012 è consistente: da -0.3% a -1.7%, cui segue una revisione più contenuta per il 2013 da +0.6 a +0.2%.
Le prospettive potrebbero essere migliori per il 2014 quando, anziché una crescita dello 0.9% prevista a ottobre, ora Prometeia prevede un recupero pari all'1.5%.
A differenza di quanto avvenne nel 2008 e nel 2009, la recessione in corso è prevalentemente dovuta all'andamento della domanda interna e dei consumi in particolare.
In particolare, Prometeia prevede una riduzione dei consumi complessivamente pari al 4.5% tra l'estate del 2011 e l'estate del 2013. All'interno di questi andamenti è molto significativo quello dei consumi alimentari la cui performance negativa, dopo essersi protratta per dieci trimestri nel biennio 2008-2009, si riprodurrà per altrettanti trimestri nel periodo 2011-2013. In termini reali i consumi alimentari alla fine del 2014 saranno ancora inferiori ai consumi di inizio 2007 del 9.6%.
Dati negativi anche per l'occupazione: tra il 2008 e il 2013 avranno perso il lavoro circa 650 mila persone, mentre il numero dei posti di lavoro (unità di lavoro) si sarà ridotto nello stesso periodo di quasi 800 mila unità di cui circa 700 mila nel settore industriale. La differenza è imputabile all'utilizzo della cassa integrazione.

"I provvedimenti sinora presi dal governo Monti - afferma una nota - se da una parte soddisfano le condizioni necessarie per fare uscire il rischio di default dall'orizzonte del nostro debito pubblico, dall'altra non costituiscono condizioni sufficienti a ridurre drasticamente il differenziale tra i rendimenti dei Btp e dei Bund decennali".
"I rischi derivanti dal nostro debito pubblico - prosegue Prometeia - sono stati ingigantiti dalla progressiva perdita di credibilità politica degli ultimi tre anni: percorrere il cammino in senso inverso richiederà parecchio tempo. Tempo che sarà scandito dalla fase di recessione e stagnazione che ora si sta sviluppando, e durerà fino al 2013, e dalla ripresa che potrà manifestarsi nel 2014 legata all'intensità con cui saranno applicati i provvedimenti che ridurranno le barriere protezionistiche nei diversi mercati.
Pubblicato il: 30/01/2012

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