Autore: Redazione ImpresaCity - Tempo di lettura 3 minuti.

L’adozione di funzionalità di AI all’interno dei software ERP è un processo in corso e in continua evoluzione, ma alcune attività già ora beneficiano degli algoritmi di machine learning, per esempio per quanto concerne l’analisi di enormi quantità di dati e la loro rielaborazione mediante modelli impostati su base ricorsiva o su richieste puntuali per supportare l’utente nel prendere le migliori decisioni.
Nella visione di Zucchetti, infatti, l’intelligenza artificiale non ha il compito di sostituire la persona, che mantiene la competenza di dominio e la capacità di scegliere liberamente, bensì deve organizzare al meglio le informazioni presenti nella soluzione ERP e nelle altre applicazioni correlate affinché imprenditori, manager e qualsiasi funzione aziendale possano ragionare partendo da dati, trend e previsioni che siano oggettivi e privi di distorsioni. L’AI non è affidabile per poter prendere la decisione finale semplicemente perché non è in grado di considerare tutte le variabili, nonché le relative “sfumature” associate, in quanto conosce soltanto i dati che può analizzare; in sintesi essa fornisce un’esatta fotografia del passato per formulare ipotesi su quanto potrebbe avvenire in futuro, ma i contesti interni ed esterni all’azienda mutano così velocemente che nulla è replicabile in modo sistematico. Occorre la capacità umana di interpretare i dati per adattarsi continuamente alle nuove esigenze del mercato, dei clienti, delle istituzioni che impongono novità normative e così via.
Noi crediamo che le applicazioni, dai sistemi ERP a quelle più verticali per gestire gli ambiti della produzione, della logistica, dei trasporti e di tutti i settori merceologici, debbano rendere le informazioni generate al loro interno disponibili a tutti gli utenti che ne hanno bisogno, indipendentemente dal livello di specializzazione e dall’area di appartenenza. Mi spiego meglio: l'intelligenza artificiale ci dà un grande plus che è quello di poter interloquire con i nostri sistemi mediante il linguaggio naturale. Se prima dell’AI, quindi, interrogare gli applicativi per la parte produttiva, contabile, amministrativa era prerogativa degli utenti specializzati in quella determinata area, ora chiunque può porre dei quesiti, chiedere servizi, ottenere delle elaborazioni mediante un chatbot o altri tipi di interfaccia proprio come se si stesse parlando con un collega specializzato e ottenere un risultato profilato in linea con il proprio livello di autorizzazione impostato dall’organizzazione.
A sua volta, l'ecosistema esterno all’impresa può dialogare con il sistema informativo e ottenere delle risposte puntuali, per esempio un cliente che ha in ordine un prodotto che deve essere realizzato può verificare se sia stato processato all’interno del MES, oppure un fornitore può accertarsi che sia stato disposto in contabilità il pagamento per la merce che ha consegnato. E questo procedimento è valido per moltissime altre funzionalità, a seconda dei dati che sono presenti all'interno del sistema Informativo aziendale. Mi preme sottolineare che tale componente di intelligenza artificiale, che abbiamo definito “Trinity AI”, non è esterna ai gestionali Zucchetti, ma è nativamente integrata ai nostri ERP, proprio perché soltanto in questo modo potevamo essere certi che il motore di ricerca interno potesse fornire tutte le risposte desiderate in modo tempestivo e coerente a qualsiasi tipologia di utente.
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